Maxx Crosby nella COVID-19 list e aggiornamenti dal Training Camp dei Raiders

La prima settimana completa di Training Camp dei Raiders è stata movimentata da diverse transazioni, alcune delle quali condite da un po’ di mistero. Dal trade dei Vikings per P.J. Hall, poi annullato perché il DT non ha passato le visite mediche, all’acquisizione e successivo repido taglio del RB Jeremy Hill, dall’ufficializzazione dei giocatori che hanno scelto di fare opt out all’inserimento del DE Maxx Crosby e del backup RB Rod Smith nella Reserve/COVID-19 list.

Maxx_Crosby_Media_Day_2020

Maxx Crosby, fotografato durante il Media Day 2020. (Foto: Raiders.com)

I Raiders hanno portato il roster sotto il limite di 80 uomini, in modo da poter far allenare insieme tutta la squadra. Andiamo a ripercorrere gli ultimi eventi e a leggere i commenti dei protagonisti, compresa la dichiarazione di Derek Carr, stanco che gli si manchi di rispetto, e la risposta sarcastica di Lincoln Kennedy.

LE TRANSAZIONI

I Raiders hanno smosso il roster per scendere sotto il limite degli 80 giocatori. Facciamo il punto della situazione.

Messi sotto contratto:

  • Bryce Hager, LB
  • Ade Aruna, DE

Attivato dalla Reserve/COVID-19 list

  • Devontae Booker, RB

Inseriti nella Reserve/COVID-19 list

  • Maxx Crosby, DE
  • Rod Smith, RB

Tagliati:

  • Jordan Brown, DB
  • Paul Butler, TE
  • Dominik Eberle, K
  • Marquel Lee, LB (Failed Physical)
  • Erik Magnuson, C
  • Liam McCullough, LS
  • Anthony Ratliff-Williams, WR
  • P.J. Hall, DT (Trade con i Vikings annullato)
  • Jeremy Hill, RB – tagliato 2 giorni dopo essere stato messo sotto contratto

Inseriti nella Reserve/Opt-Out list:

  • D. J. Killings, DB
  • Jeremiah Valoaga, DE
  • Ukeme Eligwe, LB

Sono quindi tre i giocatori nero-argento che hanno scelto di saltare precauzionalmente la stagione 2020, e tutti con poche probabilità di conquistare un posto nel 53-men roster della regular season.

Il DE Maxx Crosby sembrerebbe essere risultato positivo al test, ma a quanto risulta dalle indiscrezioni fuoriuscite dalla sede di Henderson sarebbe asintomatico.

Crosby ha postato un messaggio in una storia Instagram per tranquillizzare i tifosi: “Piccoli inconvenienti ed avversità durante il Camp non sono niente di nuovo per me”, ha dichiarato il DE. “Mi sento benissimo… Grazie a tutti quelli che mi hanno mandato dei messaggi… Tornerò il prima possibile”.

Il LB Marquel Lee, tagliato dai Raiders dopo che non aveva superato le visite mediche, si è fatto operare alla caviglia infortunata lo scorso anno da un noto ortopedico di Green Bay, il dottor Robert B. Anderson, presso il Bellin Health Titletown Sports Medicine and Orthopedics.

GRUDEN E IL COVID-19

L’insider di NFL Network Mike Garafolo ha raccontato che ad un meeting virtuale dei Raiders, che doveva essere guidato dall’head coach Jon Gruden, si è presentato il suo vice Rich Bisaccia, che ha detto ai giocatori che Gruden era risultato positivo al Coronavirus ed era ricoverato in ospedale. La notizia ha creato sbigottimento tra i giocatori.

Questo esercizio, nelle idee del coaching staff, doveva servire a far capire alla squadra che in un qualunque momento la situazione può degenerare e trasformarsi in emergenza. Gruden voleva responsabilizzare i giocatori, ma resta il sospetto che gridare “al lupo, al lupo” possa essere controproducente.

Sicuramente i giocatori dovranno capire che dalle loro scelte dipenderà non solo la propria salute ma anche quella di tanti altri compagni e familiari, oltre ovviamente il destino della stagione NFL.

La NFL ha spedito a ciascuna delle 32 squadre un memorandum con le linee guida della battaglia al COVID-19, comprese le multe da comminare ai giocatori che dovessero esporsi a dei rischi:

  1. il rifiuto di sottoporsi ad un test COVID dopo che il giocatore ha ricevuto una diffida scritta al primo episodio può portare ad una multa fino a 50 mila dollari. Nelle occasioni successive la multa potrà crescere fino ad un importo pari al salario di una settimana e/o alla sospensione senza paga per un massimo di 4 settimane.
  2. Il rifiuto di indossare la mascherina o altro dispositivo di protezione individuale (DPI) richiesto dal protocollo concordato tra NFL e NFLPA può portare a multe crescenti fino ad un massimo di 14650 dollari dopo un ammonimento scritto inviato a seguito della prima occorrenza.
  3. Il rifiuto di indossare il dispositivo con sensore di prossimità e tracciatura ideato dalla Kinexon (descrizione del prodotto sul sito ufficiale dell’azienda) può portare a multe crescenti fino ad un massimo di 14650 dollari dopo un ammonimento scritto inviato a seguito della prima occorrenza.
  4. Il rifiuto di mantenere la distanza interpersonale prevista dentro la struttura della squadra e durante le trasferte può portare a multe crescenti fino ad un massimo di 14650 dollari dopo un ammonimento scritto inviato a seguito della prima occorrenza.

In aggiunta i giocatori possono essere sanzionati, senza necessità di un richiamo scritto per la prima occorrenza, qualora si espongano ai seguenti rischi:

  1. partecipazione ad eventi in locali al chiuso, a meno che il giocatore non indossi la mascherina e all’evento siano presenti non più di 10 persone.
  2. frequentazione di bar (ad esclusione dell’accesso essenzialmente per prelevare del cibo), a meno che il giocatore non indossi la mascherina e nel bar siano presenti non più di 10 persone.
  3. Ritrovi all’interno di una casa in cui siano presenti più di 15 persone senza che i giocatori e tutti gli ospiti indossino le mascherine.
  4. Partecipazione a concerti o eventi di intrattenimento al chiuso
  5. Partecipazione ad eventi sportivi (esclusi quelli collegati all’attività NFL), a meno che il giocatore non si sieda in una sezione separata ed indossi la mascherina.
  6. Partecipazione a qualunque evento vietato da regolamenti locali o statali a seguito di delibere legate al COVID-19.

MEDIA DAY

I giocatori dei Raiders si sono messi in posa davanti alle macchine fotografiche e videocamere dello staff.

DEREK CARR E IL RISPETTO

Durante una conferenza stampa il QB dei Raiders Derek Carr ha dichiarato di essere stufo che gli si manchi di rispetto. Quando i reporter hanno chiesto se avesse valutato la possibilità dell’opt out Carr, la cui moglie aspetta un bambino, ha risposto: “Ho molto da provare a me stesso. Ho molto da provare alla mia squadra. Sarà del tutto sincero, sono stufo che mi si manchi di rispetto. Per cui non ho mai avuto dubbi sul fatto che avrei giocato”.

“I have a lot to prove to myself. I have a lot to prove to my organization. I’m going to be completely honest, I’m tired of being disrespected. So, there was no question I was going to play this year.” [Derek Carr]

In merito all’argomento, in una intervista a The Zach Gelb Show, l’ex tackle e analista dei Raiders Lincoln Kennedy ha lanciato una frecciatina a Carr. “Se è stanco che gli manchino di rispetto giochi meglio”, ha detto Kennedy. “E’ semplice. Non ci sono più scuse per Derek. Adesso deve dimostrare sul campo il suo valore o stare zitto. Ha tutte le armi che gli servono. Ha una linea offensiva, ha un gioco di corse, un bel gruppo di ricevitori. Non c’è nient’altro che gli serve. E’ il momento di dimostrare quel che vale o tacere”.

“I would tell him if you’re tired of being disrespected, play better. It’s that simple. There’s no more excuses for Derek. Now it’s either put up or shut up. He’s got all the weapons in front of him. He’s got an offensive line, he’s got a run game, he’s got a receiving corps. There’s really nothing else that he [needs] with this offense. So now it’s time to put up or shut up.” [Lincoln Kennedy]

“Ritengo che Carr pensasse che il talento intorno a lui non fosse sufficiente, ma in realtà lo era; semplicemente lui non lo ha sfruttato come avrebbe potuto”, ha continuato Kennedy. “L’attacco di Jon Gruden dà sempre al QB una opzione valida dove lanciare. Gruden sapeva che Derek Carr, dopo essersi rotto la caviglia, non era lo stesso giocatore. L’anno dopo ha subito moltissimi sack. Gruden voleva che il suo QB stesse in piedi, quindi gli ha dato la possibilità di optare per il check-down o di lanciar via la palla, in modo da preservare la sua integrità per l’azione successiva. Bene, penso che Derek ne abbia approfittato troppo creando un danno alla squadra perché non si è riusciti a concretizzare in termini di punti. Ma credo che quest’anno sia quello del dimostra o taci. Non ci sono più scuse”.

“I think he had that in his mind, that the talent wasn’t there for him – when in actuality it was; he just didn’t use it as well as he could. Jon Gruden’s offense gives every quarterback an option, somewhere to go with the football. Gruden knew that Derek Carr, after he broke that ankle, was not the same person. Of course the year after that, he took a lot of sacks. [Gruden] wanted to clean it up, and he wanted his quarterback to stand upright. So he empowered him with the ability to use check-downs or throw the ball away, just preserve himself for the next down. Well, Derek kind of took that to heart in many ways, and [it became] a disadvantage for the team because they weren’t able to get points out of it. But I think this year is put up or shut up. You have no more excuses.” [Lincoln Kennedy]

Tornando alla conferenza stampa del QB. ad una successiva domanda relativa all’argomento, e a cosa dovesse dimostrare agli altri, Carr ha risposto che non si tratta di dimostrare qualcosa agli altri, si tratta di vincere. Carr ha parlato di vincere il Super Bowl, perché con le vittorie arriva anche l’hype. Il QB ritiene di aver giocato meglio nel 2019 rispetto al 2016, ma le vittorie raggiunte in quella stagione – in cui i Silver & Black hanno raggiunto i playoff – hanno portato la gente a pensare che fosse stata di un livello superiore.

Lo scorso anno le statistiche sue personali e quelle dell’attacco sono state buone, ma la squadra non ha segnato quanto avrebbe potuto e dovuto. Carr ha detto che quest’anno c’è grande enfasi sullo sfruttare le occasioni che si costruiscono, soprattutto nella Red Zone.

I problemi, per l’amante delle statistiche Josh Dubow della Associated Press, non sono però certamente solo in quella zona del campo.

Il QB ha anche parlato dell’importanza della continuità. Questo sarà il terzo anno con Gruden, il terzo anno nello stesso sistema di gioco. Conoscere bene il sistema ti porta ad agire più in fretta, perché non devi ragionare e ricordarti cosa ciascun giocatore farà in campo, è un qualcosa che ormai hai interiorizzato.

Il lavoro fatto da Carr per unire il gruppo durante la pandemia è innegabile. Da vero leader il QB ha organizzato degli allenamenti volontari nei parchi pubblici di Las Vegas, richiamando in città tantissimi compagni. Questo ha permesso di lavorare sui rapporti tra compagni, importantissimi con tante facce nuove, e di non perdere troppo terreno relativamente allo studio del playbook ed al provare sul campo quanto visto nei meeting virtuali.

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