In ricordo di Cliff Branch

Il 2019 è stato un anno di lutti per la famiglia nero-argento e il 3 agosto è giunta completamente inaspettata la notizia della morte di Cliff Branch, settantunenne ex WR e bandiera dei Raiders.

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Cliff Branch (Foto: Raiders.com)

Branch era una facce più note dei Silver & Black, sempre in prima linea per rappresentare la squadra nei vari eventi. Il suo viso sempre sorridente, anche con le difficoltà che ha dovuto affrontare nell’ultimo periodo, resterà impresso nelle menti di tutta la Raider Nation.

Clifford Branch Jr. era nato il 1° agosto 1948 in Texas e, dopo essersi distinto per la sua velocità sia nel football che nell’atletica alla University of Colorado Boulder, fu scelto dai Raiders nel 4° round (98° assoluto) del Draft 1972.

Al college Branch si era dimostrato un returner eccezionale, realizzando 8 TD su ritorno di kickoff e 6 su ritorno di punt. In 22 partite con i Buffaloes, Branch toccò 141 palloni, guadagnando un totale di 2507 yard tra ricezioni, corse, kick e punt return.

Dopo un inizio difficile (3 ricezioni per 41 yard nel suo anno da rookie e 19 ricezioni per 290 yard nel 1973) Branch esplose definitivamente nel 1974, facendo registrare 60 ricezioni per 1092 yard (18.2 di media) e 13 TD e venendo nominato First Team All-Pro, venendo convocato al Pro Bowl. Quell’anno Branch fu il migliore della NFL sia in yard su ricezione che in receiving TD (primato ottenuto nuovamente anche nel 1976).

Il WR venne nominato First Team All-Pro per tre anni consecutivi (1974-1976) e Pro Bowler per quattro anni consecutivi (1974-1977), guadagnandosi il rispetto di tutti i defensive back avversari.

Branch ha sempre dato un grande credito per i risultati ottenuti all’aiuto ricevuto dal suo compagno di reparto e Hall of Famer Fred Biletnikoff, che Branch chiamava “padre”. Biletnikoff aiutò moltissimo Branch nei primi anni, quando il giovane speedster stava avendo difficoltà a controllare la palla e stava commettendo tanti drop. Biletnikoff prese da parte suo “figlio” e gli disse che dopo gli allenamenti sarebbero rimasti insieme in campo a lavorare sulle ricezioni, ed i risultati non tardarono ad arrivare.

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Fred Biletnikoff e Cliff Branch (Foto: Raiders.com)

Daryle Lamonica, Ken Stabler e Jim Plunkett poterono sfruttare la velocità e le doti di Branch durante i suoi 14 anni nella lega, chiusi con tre anelli del Super Bowl al dito, con la partecipazione a ben 7 Championship Game e con delle statistiche nella postseason che lo rendevano il più produttivo WR nei playoff al momento del suo ritiro dopo la stagione 1985. In carriera Branch ha messo a statistica 501 ricezioni per 8685 yard (17.3 di media) e 67 TD nella regular season e 73 ricezioni per 1289 yard (17.7 di media) e 5 TD nella post-season.

Cliff Branch è anche autore di un record di squadra che non può essere battuto; il WR infatti ricevette un passaggio da Jim Plunkett durante una partita contro i Washington Redskins il 2 ottobre 1983 e lo trasformò in un TD da 99 yard.

Branch ha giocato per grandi allenatori come John Madden e Tom Flores ed ha reso onore alla divisa nero-argento sia ad Oakland che a Los Angeles. Le sue statistiche fanno di lui uno dei migliori, se non il migliore, WR della sua epoca ed è uno scandalo che ancora non sia nella Hall of Fame.

In una intervista del 2017 fatta dal reporter Scott Bair di NBC Sports Bay Area, Branch disse che sapeva che il suo turno sarebbe prima o poi arrivato, e confidò che John Madden gli aveva detto di avere pazienza e di restare vivo per godere degli onori e dei privilegi che porta l’indossare la giacca d’oro. “Non morirò fino a che non sarò nella Hall of Fame”, aveva risposto Branch. “Dopo che sarò eletto e che avrò ottenuto la giacca d’oro e l’anello, allora potrò morire il giorno dopo, ma resterò vivo fino a che l’onore che merito non mi sarà riconosciuto”.

Branch, eletto nella Athletic Hall of Fame dell’Università di Colorado nel 2010 e nella Gridiron Greats Hall of Fame nel 2016 insieme al compagno di squadra Daryle Lamonica, non potrà indossare la giacca d’oro e l’anello della Pro Football Hall of Fame qualora la ottusa istituzione decida, così come accaduto con il leggendario QB Ken Stabler, di correre ai ripari con l’elezione postuma. Molti ritengono infatti che Branch sia uno dei papabili per il 2020, anno in cui la NFL farà entrare in blocco 20 nuovi membri (5 giocatori dell’era moderna, 10 giocatori che hanno chiuso la carriera da almeno 25 anni, 3 contributor e 2 head coach).

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L’ex WR dei Raiders Cliff Branch fotografato mentre firma autografi al Mermaid Lounge del Silverton hotel-casino il 9 settembre 2017, a Las Vegas. (Foto: Las Vegas Review-Journal)

Branch era un ambasciatore dei Raiders e non faceva mai mancare il suo sorriso. Quando incontrava i fan era solito sfilarsi uno dei suoi anelli del Super Bowl e metterlo al dito del tifoso di turno perché potesse fare una foto da mostrare fiero agli amici.

Branch non aveva perso il suo sorriso neanche dopo il terribile incendio che nel 2017 aveva completamente distrutto la sua casa di Santa Rosa, spazzando via in un colpo solo una vita di ricordi e di memorabilia della sua carriera.

“I opened the door, and there was a fire marshal telling me, `You’ve got to evacuate now.’ First thing I did was grab my three Super Bowl rings, my money, and I left. […] My house was a Raider house. It was like a museum. Mark Davis said, `Man you’ve got a lot of Raider stuff, a lot of Raider history, man.’ All three Super Bowl trophies are gone. We all got replica Lombardi Trophies when we won the Super Bowl. A lot of great Raider history from the 1970s and 1980s is gone.” [Cliff Branch]

Il WR, trovato morto il 3 agosto in una stanza d’albergo di Bullhead City, Arizona, per cause naturali non meglio precisate, era un grande amico del proprietario dei Raiders Mark Davis, che gli aveva anche fatto da agente per parte della sua carriera.

“Cliff Branch touched the lives of generations of Raiders fans. His loss leaves an eternal void for the Raiders Family, but his kindness and loving nature will be fondly remembered forever. Cliff’s on-field accomplishments are well documented and undeniably Hall of Fame worthy, but his friendship and smile are what the Raider Nation will always cherish.” [Raiders.com]

Dopo aver chiuso la carriera NFL Branch giocò una stagione con i Los Angeles Cobras della Arena Football League, nel 1988. I Cobras chiusero 5-6-1 e persero la partita di playoff e Branch mise a statistica 25 ricezioni per 250 yard e 3 TD.

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Foto di squadra dei Los Angeles Cobras, 1988. Cliff Branch, al centro, con la maglia numero 22. (Foto fornita da Bob Mischak Jr.)

Come detto in apertura, l’ultimo anno non è stato clemente con i Silver & Black e la Raider Nation ha dovuto dire addio in rapida successione a Warren Wells, Duane Benson e Wade WilsonCedrick Hardman e Clem DanielsDan Conners, Bob Zeman, Gunther Cunningham ed ora Cliff Branch.

Per ricordare la carriera e la vita di Branch vi suggeriamo di leggere l’articolo di Greg Guglielmo sul perché il WR numero 21 meriti la Hall of Fame e di ascoltare il podcast The Game Plan, registrato da JT The Brick dopo la morte di Branch con il contributo di tanti ex compagni di squadra come Fred Biletnikoff, Daryle Lamonica e Phil Villapiano, del suo coach Tom Flores, dell’Hall of Famer Tim Brown, dell’ex giocatore dei Colorado Buffaloes e di diverse squadre NFL Mike Pritchard e di membri della stampa.

Dopo la diffusione della notizia della morte di Branch, Jon Gruden ha scelto di onorare la sua memoria mostrando degli highlight della sua carriera durante un team meeting e domenica 4 agosto diversi giocatori e coach sono scesi in campo con la maglia numero 21.

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Diversi giocatori e coach dei Raiders hanno reso omaggio al WR Cliff Branch vestendo la maglia numero 21 durante l’allenamento del 4 agosto al Training Camp di Napa. In senso orario dall’alto a sinistra Derek Carr, Tyrell Williams (con Jon Gruden), lo Special Teams coordinator Rich Bisaccia, il WR coach Edgar Bennett, il LB Vontaze Burfict e l’assistant defensive backs coach Taver Johnson. (Foto: James Plain/Tony Gonzales/Matt Aguirre/Raiders.com)

Raiders Italia è vicina col pensiero alla famiglia di Cliff; i suoi tre figli Brent, Anthony e Melanie, le sorelle Cheryl e Elaine e il fratello Edwin.

Vi lasciamo con un filmato di highlight accompagnato dalle voci di tanti campioni NFL, che spiegano perché Branch merita la Hall of Fame.

Potete vedere altri filmati sul canale Youtube della NFL:

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