Quando si imbarca acqua i topi scappano

La flotta nero-argento è in mezzo ad una tempesta e molti iniziano a mettere in dubbio che l’ammiraglio Gruden sappia cosa sta facendo. Alcune mosse dell’head coach, già dalla offseason, hanno fatto storcere il naso a diversi osservatori e tifosi ed ora che i risultati sul campo non sono in linea con le aspettative di inizio stagione è arrivato il momento di sparare a zero sul front office dei Raiders e sui pochi giocatori rappresentativi rimasti.

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Il QB degli Oakland Raiders Derek Carr (4) discute con l’head coach Jon Gruden. (Foto: Kyle Terada/USA TODAY Sports)

Ho deciso di trattare in questo articolo alcune delle polemiche che ci sono state ad Oakland in questi ultimi giorni. C’è un ammutinamento sulla nave pirata? Gruden dovrà guardarsi le spalle dalla sua ciurma di veterani? E’ vero che il rapporto fra capitan Derek Carr e i compagni si è incrinato? 

Ci sono stati due articoli che hanno destato un po’ di scalpore ed acceso discussioni tra addetti ai lavori e tifosi:

Sono articoli pubblicati su un sito a pagamento e, qualora non abbiate accesso, dovrete accontentarvi del mio riassunto, a cui aggiungerò i miei commenti personali.

Quando si imbarca acqua i topi scappano

“The plan on first-and-ten is to run the ball for six yards. When you get a holding call or you get some adversity, you have to respond. It’s a hard thing to do sometimes. We’re doing what we think is best for the Oakland Raiders and the future of the Raiders.” [Jon Gruden]

Iniziamo dal secondo articolo. Dopo che i Raiders hanno ufficializzato lo scambio che ha mandato Amari Cooper a Dallas i reporter hanno tastato il polso allo spogliatoio nero-argento trovando pochi giocatori disposti a parlare apertamente.

Jalen Richard ha commentato il trade davanti alle telecamere (VIDEO) dicendo che è dura veder andare via un ragazzo come Cooper ma che sa bene che la NFL è un business. Quando gli è stata fatta la domanda diretta “Quando sei 1-5 e dai via un giocatore di quel calibro ti fa pensare ‘cavolo, ci stiamo arrendendo’?” Richard è stato zitto per diversi secondi, poi ha risposto con diplomazia “Non so neanche come rispondere a questo… Se sapessi come gestire una squadra ne starei gestendo una… Posso dire la mia opinione su un sacco di cose ma non so che piani hanno per noi quelli che prendono le decisioni. Fa parte del gioco e noi dobbiamo comunque scendere in campo e dare il massimo ogni domenica, chiunque ci sia in squadra”.

Lee Smith è stato uno dei pochi a metterci la faccia, permettendo a Vic Tafur di citare il suo nome.

“Certo che sono preoccupato per lo spogliatoio”, ha detto Smith. “Sono uno dei leader di questa squadra e mi interessa di tutti i miei compagni […] E so quanto i ragazzi lavorano duro tutto l’anno. I giocatori non si fanno il culo tutto l’anno perché vogliono assicurarsi che la squadra sia forte fra due o tre anni, lavorano duro per vincere. Ora“.

“Nessuno era felice quando abbiamo scambiato Khalil. E nessuno è felice che abbiamo scambiato Amari. Come potresti esserlo?”, ha aggiunto Smith. “Mai e poi mai vuoi dar via uno straordinario talento, un prodotto che hai fatto crescere tu stesso. Ma Coach Gruden sta pensando a lungo termine. Non è un segreto che ha un contratto di 10 anni. E avere 5 scelte al primo round nei prossimi due anni è molto positivo. Ed è stato chiaro sulla sua disponibilità a parlare. Se i ragazzi hanno qualche rimostranza da fare sul trade possono andare nel suo ufficio e sedersi a parlarne con lui”.

“Il nostro lavoro non è mettere in dubbio quello che fanno Coach Gruden e Reggie McKenzie ma è giocare a football. La speranza è che in queste ultime 10 partite i più giovani del team osservino e imparino come giocare con grinta ed essere professionisti anche in momenti negativi”.

Ovviamente tanti giocatori pensano prima a sé stessi che al futuro della squadra. Molti veterani sentono la fretta di vincere subito perché la carriera è in fase discendente e tanti giocatori avanti con gli anni sono arrivati ad Oakland con contratti corti, anche nella speranza di mettersi in luce e firmare poi un ultimo ricco contratto. I giocatori che hanno chiesto di restare anonimi hanno contestato a Gruden la poca trasparenza.

La notizia di un possibile trade di Cooper era arrivata dal reporter Jay Glazer il 14 ottobre, mentre i Raiders si preparavano a scendere in campo a Wembley contro i Seahawks. Dopo la partita Gruden aveva dichiarato che non era sua intenzione dare via il WR ma al ritorno in campo dopo la pausa Cooper è stato spedito a Dallas in cambio di una scelta al primo round.

“Quando quello che dici differisce da quello che fai c’è un problema”, ha detto a Tafur un giocatore che ha chiesto di restare anonimo. “Dobbiamo credere l’uno nell’altro e remare tutti nella stessa direzione”.

Alcuni giocatori hanno anche criticato l’head coach per come ha gestito questa mossa in termini di comunicazione alla squadra. Cooper è stato prelevato all’improvviso dal campo mentre la squadra si allenava. Alla fine dell’allenamento Gruden non ha spiegato ai suoi giocatori cosa era accaduto e loro lo hanno scoperto quando hanno ripreso in mano i telefonini negli spogliatoi.

Gruden non ha detto nulla alla squadra ma in compenso, poco dopo, ha parlato del trade a Chris Mortensen di ESPN:

Il giorno dopo Gruden si è giustificato con i reporter dicendo che quando è finito l’allenamento non ha detto nulla ai giocatori perché non sapeva ancora se il trade fosse ufficiale. Gruden ha anche aggiunto che non era sua intenzione dare via Cooper ma l’offerta dei Cowboys era troppo ghiotta per dire di no.

I Silver & Black hanno dato via Mack e poi Cooper, è naturale che tanti giocatori non si sentano al sicuro. Ci sono voci di trade riguardo agli ex first rounder Karl Joseph e Gareon Conley e qualcuno fa circolare anche il nome di Derek Carr. Fino al 30 ottobre, giorno di chiusura della “trade window“, tutti staranno sulle spine.

A Mortensen l’head coach ha detto che i Raiders non scambieranno più nessuno, contraddicendo quanto detto il giorno stesso da Reggie McKenzie ai reporter locali. Il GM aveva infatti detto che nessuno è intoccabile, dipende dall’offerta.

Gruden il giorno dopo in conferenza stampa si è quindi corretto. “Hanno citato ciò che ho detto a Chris Mortensen. Non prevedo che faremo altri trade. Non prevedevo che avremmo fatto un trade l’altro giorno. Davvero non lo pensavo”, ha detto l’head coach. “Qualche volta, come dicevo prima, i piani cambiano, che ti piaccia o meno. Non sai chi ti chiamerà e cosa ti offrirà. Non lo sai. Questo vale in tutte le cose della vita. Non prevedo che faremo altri trade ma non dirò mai più “mai” a nessuno”.

“Tank” = nel gergo sportivo “perdere volutamente”

Torniamo all’articolo di Tafur. “We are not tanking”, ha detto Jon Gruden dopo la partita di Londra. I sette anonimi veterani con cui ha parlato il reporter faticano a crederci. “Ti viene da chiederti se non stiamo mirando alle scelte al Draft dall’inizio, nonostante quello che i coach ci hanno detto durante il Training Camp”, ha detto uno.

“A couple of decisions that we have made, a lot went into. A lot more than I’m going to talk about here today. You can probably figure it out yourself. It had a lot more to do with just picking up a draft choice. There were a lot of things that were involved.” [Jon Gruden]

E’ chiaro, come dicevo prima, che molti dei veterani in squadra non saranno in nero-argento a lungo e non possono essere felici che la squadra stia pensando (anche) al futuro. Hanno firmato un contratto per giocare con Amari Cooper e con Khalil Mack e si ritrovano con Seth Roberts e Shilique Calhoun. Quel che traspare, almeno in alcuni di quelli che hanno parlato con Tafur, è che non si sentono sicuri. “Credo che molti di noi si rendano conto che non saremo qui l’anno prossimo”, ha detto uno. “Stiamo solo aspettando di vedere se saremo qui la settimana prossima”.

C’è da aggiungere che la squadra sta entrando in una fase in cui, una volta accertato che non c’è modo di raddrizzare la stagione, avrà senso far giocare i giovani per vedere che materiale c’è a disposizione nel roster per il futuro. Molti dei veterani che hanno parlato con Tafur, oltre alla delusione per una stagione che non sta certamente andando secondo i piani, temono probabilmente di essere presto tagliati o messi da parte per dar modo al coaching staff di valutare i più giovani.

Le lacrime del capitano

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Il QB dei Raiders Derek Carr fa una smorfia di dolore dopo l’infortunio alla spalla subito a Londra nella partita contro i Seahawks. (Fotogramma preso dalla diretta di FOX)

Veniamo ora al primo articolo, quello su Carr. Thompson riporta che una sua fonte interna alla squadra gli ha riferito che i compagni stanno perdendo fiducia in Derek Carr.

L’articolo è stato ripreso a livello nazionale da Mike Florio di Pro Football Talk ed è scoppiato un polverone. Non ho mai avuto molto rispetto per Florio, che ritengo essere votato al clickbait e al sensazionalismo, ed anche in questo caso le mie impressioni sono confermate. Il suo articolo si concentra sul fatto che Carr avrebbe pianto in campo a Londra dopo un sack e, citando in maniera incompleta una frase dell’articolo di Thompson, questa sarebbe la ragione per cui il QB non è più un leader nello spogliatoio.

“Team sources describe a fractured relationship between Carr and his teammates, mostly because confidence in him has waned. It certainly didn’t help when film showed what looked like him crying after being sacked and injuring his arm. They saw his face. They heard his whimper. They witnessed him explain on the sidelines. They assuredly watched it again in film session.” [Marcus Thompson]

Ricorderete tutti che quando Carr ha subito il sesto sack da parte della difesa dei Seahawks è rimasto per un momento a terra dolorante per un infortunio alla spalla. Se non ve lo ricordate potete guardare questo video:

Liberiamo intanto il campo dagli equivoci. Nel suo articolo, a differenza di quanto vuole farci credere Florio, Thompson cita le presunte lacrime di Carr come un qualcosa che si aggiunge ad una situazione già consolidata. Il giornalista, sempre abbastanza negativo da quando i Raiders hanno comunicato che lasceranno Oakland per Las Vegas, ha una sola certezza: il rapporto tra Carr e i compagni si è incrinato perché questi hanno perso fiducia in lui. Questo è quello che gli ha detto la sua fonte, le presunte lacrime sono solo una nota di colore nel suo articolo.

Dopo discuteremo della perdita di fiducia della squadra nel suo QB e capitano, ma per un attimo voglio tornare alle lacrime, a Florio e a tutto ciò che ne è scaturito.

Il fratello di Derek, Darren Carr, si è sentito in dovere di intervenire, citando in un tweet i tanti infortuni subiti dal numero 4 nero-argento in questi quattro anni e mezzo ad Oakland e la sua propensione a giocare anche se dolorante:

Hit 16 times in that game
Broken Pinky Finger (Throwing Hand)
Sprained Thumb (Throwing Hand)
Knee Sprain MCL Grade 2
High Ankle Sprain Grade 3
Concussion Grade 1
Chest / Ribs Bruised
3 Broken Bones in his Back
Broken Fibula Bone in Leg

2 Missed Games (because they made him)

Derek ha certamente apprezzato ma gli ha detto di non perdere tempo dietro a queste sciocchezze, comunicando al mondo che non ha versato nessuna lacrima per quell’infortunio.

Voglio offrire un mio parere personale sulla faccenda. Per me Carr potrebbe aver anche pianto come un bambino a Londra, non cambierebbe nulla. Il dolore per il colpo subito, lo sconforto di aver dovuto correre per scappare dalla pressione dei Seahawks per tutta la partita, le energie spese invano per cercare di mettere in movimento un meccanismo inceppato… non sarebbero delle eventuali lacrime, un po’ di emozione, a farmi cambiare opinione sull’uomo e sul giocatore. Versare qualche lacrima ti rende meno uomo? Versare qualche lacrima ti rende un giocatore di football peggiore? Screw it, si fottano questi preconcetti.

Mi ha fatto piacere che il QB degli Steelers Ben Roethlisberger abbia detto sulla questione che come uomini, in generale, dobbiamo mostrare le nostre emozioni, che questo non è sbagliato, che versare qualche lacrima non ti rende meno virile.

“As men, in general, we all need to show emotion. I think there’s a misconception out there that as men, we shouldn’t show emotion. And I think that’s wrong. I think we need to show emotion whether it’s at a movie, if you want to cry if it’s funny, if it’s sad, if you want to be around your wife or girlfriend, and just because you cry doesn’t mean you’re any less manly. I think that’s a false narrative, and so, when it comes to football, if it hurts… He might’ve been hurting. Who knows? … I know I’ve cried in the locker room before, from both joy and pain. You lose a football game, if you’re not showing emotion, or if he gets up from something like that and he’s laughing, then he’s going to get chastised for not showing enough emotion, so… I don’t know exaclty the story you’re talking about but for me, I don’t think it makes us any less manly to show emotion.” [Ben Roethlisberger]

Torniamo ora al nocciolo della questione, la presunta perdita di consensi di Carr e la frattura, secondo la fonte di Thompson, dello spogliatoio nero-argento.

Ovviamente Carr ha reagito alle critiche e alle voci di trade, twittando un messaggio ai non meglio identificati nemici dello spogliatoio. “Sono un Raider. Al momento non è molto “popolare” essere un Raider, ma lo sono e amo esserlo. Lotteremo per rimetterci in corsa per questa città anche se non sono in tanti a credere in noi. La gente può sbattersi quanto vuole per creare fratture tra di noi, ma non succederà”.

Diversi compagni, di oggi e di ieri, sono intervenuti in difesa di Carr. Il più carico è stato certamente Lee Smith.

 

Ecco la trascrizione.

Smith: I was born my dad’s rookie year for the Dallas Cowboys. So… I’ve been around the NFL since birth, my entire life. My father played six years in this league, I’m going on eight years. There’s a lot of NFL football that’s been a part of my whole life and been a part of my life. All these reports about this locker room being fractured with Derek Carr is the most obnoxious and ridiculous thing I’ve heard ever.

It’s to the point where it’s comical and laughable that I’m even sitting here talking about it. Us as players have zero issue with Derek Carr. He is our leader, he’s always been our leader. We put a ‘C’ on his chest for a reason, along with Rodney Hudson. And regardless of what face he makes after a tackle or what everyone wants to dive into and wear him out about, attacking his character or attacking him as the leader on this football team is a joke. I hope that everyone hears me loud and clear about what a joke it is.

It’s frustrating, it’s annoying, and it’s laughable and not fair to him when it’s obviously not coming from inside this locker room. Everybody can say whatever they want. Coach Gruden and Derek are going to take all the bullets. We’re 1-5, we’re not playing the football we want to play. Coach Gruden had a lot of expectations coming in. We had a lot of expectations coming in. I understand that those two guys take most of the bullets. Those two can definitely handle it. If anybody can handle it, it’s Derek Carr, based off the person he is and the character he has. To ever insinuate that there’s an issue inside this locker room with our leader and our captain is the biggest joke I’ve ever seen. And I’ve been around this league my whole life.

My wife, because of how much she loves Derek, because my wife thanks Derek on a regular basis for helping me a better man off the field. Based on her love for Derek, she pulled up a video of Derek last night and it was Tony Gonzalez and James Harrison and a couple other guys, and hell they were talking about his religious beliefs and his political views and all kinds of crazy things that have no relevance inside our locker room and inside our brotherhood.

So the fact that, unfortunately, that was the one time I actually saw some of the stupidity, because my wife was watching it, because she’s a woman, and she loves Derek. So she listens to the nonsense, and asks me about it. Unfortunately I had to bear through six minutes of the dumbest shit I’ve ever heard. The fact that Derek Carr is the best man and the best Christian man I’ve ever known in my life does nothing but make him a better leader in this locker room. I guess you could obviously talk to the O-linemen about the political stances, but that’s irrelevant as well, so it’s just comical. It’s a joke.

During that Redskins game I was just about the only guy standing on the sideline during the national anthem. My entire team was on the bench. I was standing, there’s a picture of the O-linemen sitting, I’m standing with Jalen Richard. Rodney Hudson’s the Godfather of my son for crying out loud, guys. He was on the bench, I was standing. The political views are irrelevant. What’s relevant is that there’s a brotherhood inside this locker room that’s very special and unlike any team I’ve ever been a part of and the attacking of our strongest leader and the strongest man in our locker room is absolute horseshit. That’s all I really have to say. I’m not really interested in any questions, but I’ll answer ’em since all you guys are here.

Q: How do you think Derek’s holding up? Is it weighing on him?

Smith: Listen guys, he’s a human being. We’re human beings. We’re not robots. He’s got a 1-5 record as a starting quarterback for the Oakland Raiders. That’s hard enough on him, much less him worrying about his two sons happening to see an article that he’s not tough. It’s ridiculous. Of course it’s bothering him. He’s human, I’m human. I don’t want people bashing me all over the internet for my friends and family to see. Any man would be lying if he said it didn’t bother him. We’re all human beings in this business. I think that’s the perspective that’s missed. Listen, Derek makes $25 million a year, coach Gruden’s well-paid, obviously. They’re our head coach and our quarterback. They’re going to take the bullets.

For the most part, I would never do this because that’s part their gig and they both get it. And they both can handle it. But if anybody can handle it it’s Derek Carr. With the person he is and the leader he is, he’ll take the bullets for everybody else in the locker room all day long. But Derek Carr wasn’t the one getting himself hit over and over in Seattle. It was me, it was everyone else on this team getting his head dented in. I don’t think he’s blamed anybody, has he? No, I promise you he hasn’t, because he’s a better man than anybody standing here. Of course it’s bothering him, why wouldn’t it? He’s human.

Q: Someone can be a good man, but he’s struggling … do you have those tough conversations with him if you see someone not doing their part …

Smith: I think there’s a lot of us that need to get better. We’re 1-5, and Seattle was ugly, right? I don’t think there’s any hiding that that was an ugly football game from just about everybody on the field. Derek was running for his life, we couldn’t run the ball, we couldn’t throw the ball, we couldn’t do much good. Our field position was terrible all day. I think all of us need to look at each other. Derek’s always going to come in here and tell us he needs to play better. That’s something he does on a daily basis. Besides coach Gruden, who like I said before is a wild man, I don’t think he goes home ever. His wife only sees him three hours a week awake. He’s here all the time. Besides him, Derek Carr is in this building as as much in this building as everybody, working and trying to get better. Of course we have those conversations. Derek tells me when he needs a little more out of me, I do the same with him.

Like I said, this is a brotherhood, all this noise on the outside, the reason it’s so laughable is it’s all just nonsense. But I think all of us can play better. I agree with you — being a good man doesn’t keep you employed in the NFL. We’re not here to win popularity contests, we’re not here to be good samaritans. We’re here to entertain people and win football games, and it’s a production based business. But Derek Carr’s a great football player. There’s a reason he’s got a captain’s ‘C’ on his chest. There’s a reason he’s got a $125 million contract. It’s crazy that all of a sudden Derek Carr is even a topic of conversation, but once again, he is the quarterback, he’s not having the year he wants to have. We see the statistics. We get it. But by no means is anybody in this locker room worried about Derek.

Q: What were your thoughts about dealing Amari Cooper?

Smith: It’s always hard when you lose elite players, especially players that are home grown, you know what I mean? At the same time those decisions are made upstairs. Coach Gruden has made us aware every step of the way that he’s doing what he believes is best for the Oakland Raiders — this year, next year, the next year, the next year. He loves the Raiders. I mean, I don’t think it’s a really big secret how many jobs he got offered in the last 10 years. Right? He waited for the Raider job. This is the job he wants. This is where he wants to be. He never wanted to be traded. If anybody knows what it’s like to be traded, it’s Jon Gruden. He got traded himself.

It sucks watching my man Coop leave. I was here when we drafted him, I watched him grow, I’ve watched him become a Pro Bowl player, I’ve watched him be unstoppable. Of course we want Amari to be on our team. But at the same time, coach Gruden is doing what’s best for the raiders long-term and that’s his job. My job is to play tight end. Derek’s job is to play quarterback. Rodney’s job is to play center. We’ll all tell you we weren’t happy to see Amari leave. He’s a great football player. There’s a plan in place for this organization that is above our call of duty. Our call of duty is to play football and win football games and give everything we have to our teammates.

Non so se sia vero o meno che i compagni hanno perso fiducia in Carr come dice la fonte di Thompson. In squadra ci sono 53 uomini ed è possibile che non tutti vadano d’accordo con il QB quanto ci va Lee Smith. Alcune critiche su Carr sono certamente giustificate ed è lecito chiedersi se sia davvero il numero 4 il QB del futuro per i Raiders.

Dal suo infortunio nel 2016 non abbiamo quasi più visto il QB “gunslinger” che lanciava bombe precisissime in spazi ristretti, che attendeva coraggiosamente nella tasca che la traccia del suo ricevitore si sviluppasse, che cambiava in maniera intelligente lo schema sulla linea di scrimmage quando vedeva una crepa nella difesa avversaria.

Tante cose sono cambiate, la linea non dà più le stesse sicurezze di due anni fa, ma anche l’atteggiamento di Carr è stato spesso diverso da quello che aveva nel 2016. A volte è sembrato impaurito, è sembrato avere fretta di liberarsi della palla per paura del contatto. Certamente non è lui l’unico responsabile del crollo verticale dei Raiders, ma nonostante l’impegno che mette ad ogni partita ci sono stati momenti in cui ho avuto dei seri dubbi su di lui.

E’ possibile quindi che anche qualche compagno inizi a chiedersi se sia davvero Carr la soluzione per i Raiders, se sia un elite QB in un momento di crisi o se sia un QB mediocre che ha avuto un momentaneo successo per una serie di cause.

Tanti continuano a tirar fuori la protesta di Washington nella week 3 del 2017, ed il rifiuto di Carr di inginocchiarsi con i compagni, come l’inizio della fine. Smith ha voluto sottolineare che quel fatto non ha incrinato i rapporti tra il QB e i compagni (soprattutto i compagni neri della linea offensiva). Difficile dire se questo sia vero o meno, ma una cosa è certa: quando vinci riesci a superare tante difficoltà, le critiche si perdono in mezzo ai tanti elogi… quando perdi ogni fattore negativo pesa come un macigno ed è difficile scacciare dalla testa le voci critiche. I Raiders dovranno essere bravi a rimettere la nave sulla rotta giusta e scansare questa tempesta che ha raggiunto Oakland.

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