Khalil Mack ai Bears, il trade per A.J. McCarron e il primo 53-men roster del 2018

Sabato 1 settembre è stato un giorno intenso per i tifosi dei Raiders. C’era la curiosità di capire che scelte avrebbe fatto Jon Gruden relativamente ai tagli che dovevano portare il roster a 53 giocatori ma la giornata è incominciata con una notizia inaspettata: il DE Khalil Mack è stato mandato a Chicago a seguito di un trade con i Bears.

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Il defensive end Khalil Mack (52) entra in campo prima della partita tra New York Giants e Oakland Raiders del 3 dicembre 2017. (Foto: Cary Edmondson/USA TODAY Sports)

I Silver & Black hanno poi destabilizzato ulteriormente la Raider Nation tagliando entrambi i backup QB e prendendo via trade dai Bills A.J. McCarron. Facciamo un riepilogo del pazzo sabato nero-argento. 

KHALIL MACK, DALL’HOLDOUT AL TRADE

Chi legge Raiders Italia e chi ascolta il podcast LET IT RIP sa bene che abbiamo sempre cercato di buttare acqua sul fuoco quando venivano fuori rumor di trade in riferimento a Khalil Mack. Il fatto che il giocatore fosse in holdout e che la regular season si stesse avvicinando certamente non era positivo, ma molti dei rumor erano poco più che semplici illazioni. “Tale squadra sarebbe interessata a prendere Mack via trade”, riportava uno dei tanti insider. “Grazie al XXXXX“, rispondevamo noi stupiti da tanto clamore. “Chi non sarebbe interessato ad acquisire un giocatore fenomenale come Mack?”. “I Raiders e Mack non si parlano da febbraio”, diceva un altro. “Ma dai, che interesse avrebbero i Raiders e l’agente di Mack a non provare neanche a comunicare?” rispondevamo noi.

Dalle notizie che provenivano da Oakland e leggendo bene i report della stampa nazionale americana, risultava che molte squadre stavano sondando il terreno, ma che i Raiders stavano dimostrandosi non intenzionati ad un trade.

Il trade consumato ieri è quindi un doppio smacco per noi poveri scribacchini dello stivale con sangue nero-argento nelle vene.

Cosa è accaduto negli ultimi giorni che ha fatto precipitare la situazione? In primo luogo il DT dei Rams Aaron Donald ha firmato con la squadra di Los Angeles il suo rinnovo del contratto, mettendo fine ad un altro lungo holdout.

Il nuovo contratto di Donald sembrava poter stabilire un nuovo punto di partenza per le trattative tra Raiders e Mack, ed invece è stato il primo fiocco di neve che si è trasformato presto in una terribile slavina.

Le voci di un possibile trade si sono fatte sempre più insistenti e sempre più concrete, e questa volta da Oakland non arrivavano più le smentite delle settimane precedenti.

Il GM Reggie McKenzie ha dichiarato che le parti erano troppo distanti e, pur non entrando nei dettagli, ha confermato che la squadra non era disposta a soddisfare le richieste economiche di Mack. Certamente si sarebbe potuti arrivare ad un muro contro muro e forzare la mano all’ex Defensive Player of the Year, che per il 2018 era sotto contratto. Mack a quel punto avrebbe dovuto scegliere se continuare l’holdout anche nella regular season e rischiare di perdere soldi e la possibilità di diventare un unrestricted free agent nel 2019 o presentarsi in sede e fare buon viso a cattivo gioco nella speranza di monetizzare più avanti.

Quando i Raiders, che avevano categoricamente respinto proposte di trade nelle settimane passate, hanno visto arrivare offerte che contenevano due scelte al primo round si sono fatti ingolosire. A detta dello stesso McKenzie mezza NFL si è fatta avanti, e la squadra ha iniziato a scremare le proposte in base ad una previsione sulle potenzialità del trade partner di avere una scelta nelle prime posizioni negli anni a venire. Ovviamente sono considerazioni che lasciano il tempo che trovano, vista la facilità in NFL di far seguire un buon campionato ad una pessima annata.

A quanto pare l’offerta dei Chicago Bears è stata la più allettante, ma dal nostro modestissimo punto di vista lascia decisamente l’amaro in bocca. I Bears hanno ceduto la scelta nel primo round e quella nel sesto round del Draft 2019 e quelle del primo e del terzo round del Draft 2020, ricevendo in cambio oltre a Mack anche una scelta nel secondo round ed una (soggetta al raggiungimento di una non meglio precisata condizione) al quinto round del Draft 2020.

Considerando il talento puro di Mack, la sua dedizione e il suo essere un esempio dentro e fuori dal campo è difficile pensare di poter avere la stessa fortuna con le scelte ottenute dai Bears. Guardando poi alla storia recente dei Silver & Black non è affatto scontato pensare che queste scelte saranno investite su giocatori che avranno un grande impatto in squadra. Insomma, cedi una certezza ed in cambio ottieni due occasioni per giocare alla roulette. La cessione poi della scelta del secondo round lascia parecchio perplessi anche se il vostro scribacchino ha una ipotesi al riguardo.

Mack lascia Oakland dopo quattro anni in cui si è costruito la reputazione di defensive lineman più completo della NFL, capace di difendere benissimo contro le corse e di mettere una pressione continua sul QB avversario, tutto questo giocando in una difesa mediocre.

Mack era spesso costretto a subire un raddoppio da parte degli OL avversari, che potevano concentrarsi su di lui vista la pochezza del resto della linea difensiva, e questo spiega il numero non sconvolgente di sack messi a segno (40.5), ma chi ha seguito con attenzione le partite dei Raiders sa bene l’impatto che ha Mack sulla partita e cosa significhi doverci rinunciare.

Solo il tempo dirà chi avrà vinto in questo trade tra Raiders e Bears, certamente un vincitore è il giocatore, che diventa all’improvviso il difensore più pagato della lega.

Una estensione di 6 anni che potrebbe portare nelle tasche di Mack circa 141 milioni di dollari (23.5 milioni di media annuale) e che contiene ben 90 milioni di dollari garantiti, di cui 60 milioni intascati alla firma.

I tifosi dei Raiders non possono che ringraziare Mack per quello che ha fatto in questi quattro anni in nero-argento. Come si sia arrivati a questo punto, quali ragionamenti economici siano stati fatti e quali fossero gli schieramenti all’interno della società resterà probabilmente un mistero, resta il forte rammarico di veder andare via un campione, un bravo ragazzo con la testa sulle spalle, nel fiore degli anni.

A.J. McCARRON E’ IL NUOVO BACKUP QB

Che Jon Gruden non fosse soddisfatto dei due backup QB presenti nel roster era evidente, ma la mossa dell’head coach di tagliare sia Connor Cook che E.J. Manuel lascia qualche legittimo dubbio. I Raiders si ritroveranno a pochi giorni dall’esordio stagionale con un backup QB che non conosce minimamente il playbook e che, in caso di un infortunio a Carr, si troverebbe a dover guidare la squadra.

I Raiders hanno dato ai Buffalo Bills una scelta al quinto round del Draft 2019 in cambio di A.J. McCarron. Il QB proveniente da Alabama fra pochi giorni compirà 28 anni e nei quattro anni a Cincinnati ha giocato appena 11 partite (3 da titolare) ed ha completato 86 passaggi sui 133 tentati (64.7%), per 920 yard, 6 TD e 2 INT.

I Bengals lo avevano scelto nel quinto round del Draft 2014 ed i Bills in questa offseason gli hanno offerto un ricco contratto biennale, mettendolo in condizioni di lottare per il posto da titolare. A Buffalo l’esperienza è stata breve e McCarron (23/50 – 46.0% – per 284 yard, 3 TD e 2 INT in questa preseason) è stato ritenuto sacrificabile viste le prestazioni di Josh Allen e Nathan Peterman.

SHALOM LUANI A SEATTLE

Non c’è due senza tre… Il terzo trade del pazzo sabato dei Raiders ha visto la squadra di Oakland spedire il DB Shalom Luani a Seattle in cambio di una scelta nel settimo round del Draft 2019. I Raiders “recuperano” quindi una scelta nello stesso round in cui avevano preso il giocatore da Washington State nel Draft 2017. Luani non ha avuto un grande impatto nel suo anno da rookie, ed ha giocato 186 snap in difesa (17.90% di quelli totali del reparto) e 289 snap negli Special Teams (67.52%).

IL PRIMO 53-MEN ROSTER

Come detto c’era curiosità nell’aria ad Oakland; gli ossevatori ed i tifosi erano in attesa delle valutazioni di Gruden sul roster dopo le tante acquisizioni della offseason.

Per portare il roster a 53 giocatori sono stati fatti alcuni tagli difficili ed alcuni che, seppure non del tutto imprevisti, destano scalpore. I Raiders hanno infatti tagliato il WR Martavis Bryant e il DL Mario Edwards Jr.. Questi tagli ricordano il Gruden della prima esperienza ad Oakland, quello che vuole dare l’esempio al resto della squadra tagliando chi non si impegna abbastanza anche se questo significa rinunciare a giocatori dal discreto talento. C’erano voci di poca etica del lavoro che circolavano intorno al nome di Edwards, e Gruden ha deciso di far calare l’ascia anche sul problematico Bryant, pungolato per tutto il Training Camp con dichiarazioni non certo leggere relativamente al fatto che non stava dimostrandosi all’altezza delle aspettative. Messaggio alla squadra o meno, resta il fatto che i Raiders hanno tagliato l’ennesimo giocatore scelto al secondo round da McKenzie ed un giocatore per il quale avevano dato via una scelta al terzo round nonostante i noti problemi personali dell’ex Steelers e il fatto che fosse in scadenza di contratto.

Un posto nel roster è stato liberato momentaneamente spostando il CB Daryl Worley nella Reserve/Suspended by Commissioner list (sarà sospeso dalla lega per le prime 4 partite della stagione) ed un altro spostando Eddie Vanderdoes, ancora convalescente dopo l’infortunio al legamento crociato anteriore subito nell’ultima partita del 2017, nella Reserve/Physically Unable to Perform (da cui potrà uscire, se sano, dopo 6 partite).

Sono stati poi messi nella Reserve/Injured list (e salteranno quindi l’intera stagione) i promettenti undrafted rookie Eddy Piñeiro e Chris Warren III.

Ecco la lista completa delle transazioni.

Tagliati soggetti a waivers:

Marcell Ateman (WR)
Marcus Baugh (TE)
Saeed Blacknall (WR)
Pharaoh Brown (TE)
Martavis Bryant (WR)
James Butler (RB)
Paul Butler (TE)
Jason Cabinda (LB)
Jarell Carter (CB)
Connor Cook (QB)
James Cowser (LB)
Antwuan Davis (CB)
Mario Edwards Jr. (DE)
Connor Flagel (DT)
Antonio Hamilton (CB)
Cameron Hunt (G)
Denver Kirkland (G/T)
Dallin Leavitt (S)
Quincy Mauger (S)
Raysean Pringle (CB)
Jordan Simmons (G)
Shakir Soto (DL)
Azeem Victor (LB)
Jylan Ware (T)
Isaac Whitney (WR)
Gabe Wright (DT)
Ryan Yurachek (FB)

Tagliati:

Oday Aboushi (OL)
E.J. Manuel (QB)
James Stone (C)
Shareece Wright (CB)

Tagliati da infortunati (siggetti a waivers):

Dexter McDonald (CB)

Inseriti nella Reserve/Injured list:

Eddy Piñeiro (K)
Chris Warren III (RB)

Inseriti nella reserv/PUP list:

Eddie Vanderdoes (DT)

Inseriti nella Reserve/Suspended list:

Daryl Worley (CB)

Ceduti con trade:

Shalom Luani (DB)
Khalil Mack (DE)

Il DE Mario Edwards Jr. e il CB Antonio Hamilton sono stati presi via waivers dai New York Giants.

Il primo 53-men roster è quindi il seguente:

Fadol Brown (DE)
Shilique Calhoun (LB)
Derek Carr (QB)
Tank Carradine (DL)
Derek Carrier (TE)
Gareon Conley (CB)
Jared Cook (TE)
Amari Cooper (WR)
Andrew DePaola (LS)
Justin Ellis (DT)
Jon Feliciano (G/C)
Marcus Gilchrist (S)
Leon Hall (CB)
P.J. Hall (DT)
Dwayne Harris (WR/RS)
Erik Harris (S)
Keon Hatcher (WR)
Treyvon Hester (DT)
Johnny Holton (WR)
Rodney Hudson (C)
Maurice Hurst (DT)
Bruce Irvin (DE)
Gabe Jackson (G)
Derrick Johnson (LB)
Karl Joseph (S)
Arden Key (DE)
Emmanuel Lamur (LB)
Marquel Lee (LB)
Marshawn Lynch (RB)
Doug Martin (RB)
AJ McCarron (QB)
Rashaan Melvin (CB)
Kolton Miller (T)
Nicholas Morrow (LB)
Jordy Nelson (WR)
Nick Nelson (CB)
Reggie Nelson (S)
Mike Nugent (K)
Kelechi Osemele (G/T)
Brandon Parker (T)
Donald Penn (T)
Jalen Richard (RB)
Seth Roberts (WR)
Dominique Rodgers-Cromartie (CB)
Frostee Rucker (DT)
David Sharpe (T)
Ian Silberman (OL)
Keith Smith (FB)
Lee Smith (TE)
Johnny Townsend (P)
DeAndré Washington (RB)
Tahir Whitehead (LB)
Kyle Wilber (LB)

I Raiders hanno quindi scelto di tenere, almeno al momento, quattro RB nel roster, confermando sia Jalen Richard che DeAndre Washington. Sei sono poi i WR, con al momento salvi sia Johnny Holton che Keon Hatcher. Sono invece nove gli OL che hanno superato i primi tagli.

Molto potrebbe cambiare nelle prossime ore.


EDIT

La situazione in questa prima fase è fluida. I Raiders sembrerebbero aver preso due nuovi T: T.J. Clemmings (ex Washington Redskins) e Justin Murray (ex Cincinnati Bengals). Per far loro posto nel roster sono stati tagliati David Sharpe e Ian Silberman.

Dei giocatori tagliati ieri dai Raiders tre sono finiti nel 53-men roster di altre squadre: il CB Antonio Hamilton e il DE Mario Edwards Jr. ai Giants e l’OL Jordan Simmons ai Seahawks.

Azeem Victor, scelto quest’anno nel sesto round, sarebbe stato preso dai Buccaneers per la loro practice squad.

Per quanto riguarda la propria practice squad, i Raiders hanno richiamato il WR Saeed Blacknall, il WR Marcell Ateman, il LB Jason Cabinda, il TE Paul Butler, il S Dallin Leavitt, il DT Gabe Wright e il FB Ryan Yurachek. Restano aperti altri tre posti.

2 thoughts on “Khalil Mack ai Bears, il trade per A.J. McCarron e il primo 53-men roster del 2018

  1. Pingback: 2018 week 1 – Rams at Raiders preview | Raiders Italia

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