Preseason 2018 – Week 2 – Raiders 15 – Rams 19

In una partita che definire noiosa è un eufemismo i rincalzi dei Rams hanno avuto la meglio sui rincalzi dei Raiders nel ritorno dei Silver & Black al Memorial Coliseum di Los Angeles dopo 24 anni. Se la seconda partita di preseason è già di per sé dura da guardare per un appassionato di NFL, mettere contro due squadre che si affronteranno nuovamente nella prima partita ufficiale della stagione è fuori da ogni comprensione. La lega dovrebbe fare una profonda riflessione su come sono costruiti i calendari della preseason.

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Il QB degli Oakland Raiders Connor Cook (18) cerca un ricevitore libero durante la partita contro i Los Angeles Rams al Memorial Coliseum. (Foto: Gary A. Vasquez/USA TODAY Sports)

Come da abitudine non perderemo troppo tempo ad analizzare la partita ma ci limiteremo a sottolineare alcuni dettagli che potrebbero risultare importanti in ottica 53-men roster. 

Come detto Raiders e Rams si affronteranno nuovamente in week 1 e entrambi gli head coach non avevano alcuna intenzione di scoprire le proprie carte. Non parliamo solo di schemi ma anche della comunicazione tra i giocatori (segnali vocali e gesti). Gruden lo ha detto chiaramente a fine gara.

“We didn’t want to play our starters, we didn’t want them to hear our audibles and hand signals, and I don’t think they wanted us to get a feel for them either.” [Jon Gruden]

Gruden ha tenuto tutti i titolari dell’attacco a riposo. Anche molte pedine importanti della difesa sono state lasciate fuori da questa partita; il coaching staff ha mandato in campo per qualche snap (11) Gareon Conley giusto per fargli “bagnare nuovamente i piedi” dopo il lungo stop. Anche il rookie Arden Key ha esordito in questa preseason giocando 9 snap in difesa e 3 negli Special Teams.

Tra coloro che non hanno giocato per scelta del coaching staff: Derek Carr, Marshawn Lynch, Doug Martin, Amari Cooper, Jordy Nelson, Martavis Bryant, Kolton Miller, Kelechi Osemele, Rodney Hudson, Gabe Jackson, Donald Penn, Jared Cook, Derek Carrier, Lee Smith, Keith Smith, Bruce Irvin, Justin Ellis, Tahir Whitehead, Emmanuel Lamur, Derrick Johnson, Leon Hall.

Fermi per infortunio: Daryl Worley, Obi Melifonwu, Seth Roberts, Eddy Piñeiro, Breno Giacomini.

“[Piñeiro] tweaked his groin and we left him at home to get some additional treatment.” [Jon Gruden]

Il semisconosciuto Griff Whalen è in lotta con Ryan Switzer per un posto nel roster e ultimamente si sta schierando spesso con le prime linee. E’ quasi impensabile che all’ex Cowboys Switzer venga preferito il numero 13, ma Whalen ha ricevuto tanti elogi da Gruden e l’head coach comporrà il 53-men roster senza guardare in faccia a nessuno. Contro i Lions Whalen ha giocato anche kick e punt returner nella prima metà della partita prima di lasciare il posto a Nick Nelson. Contro i Rams è stato invece Switzer ad iniziare la partita come ritornatore, ma Whalen lo ha sostituito nel secondo tempo.

Switzer ha ricevuto un TD pass contro i Lions e Whalen ha risposto contro i Rams, riuscendo a controllare con una mano un passaggio impreciso di E.J. Manuel.

Sarà interessante vedere che scelte farà Gruden a fine preseason.

Dopo aver giocato solo 3 snap (tutti negli Special Teams) contro i Lions, Nicholas Morrow ha avuto contro i Rams l’occasione di restare in campo a lungo con la difesa (35 snap, il 54% di quelli difensivi della squadra). Con gli Special Teams ha giocato 4 snap. La concorrenza è aumentata nel reparto, e sarà interessante vedere quanto spazio troverà il LB nella prossima partita, quella nella quale i titolari giocheranno più a lungo.

Se Connor Cook aveva giocato bene nella partita d’esordio, già dall’allenamento del lunedì erano iniziati i soliti problemi di continuità. Contro i Rams sia Cook che Manuel hanno giocato male. E’ vero che gli schemi chiamati erano appositamente poco ispirati (per non dare indicazioni agli avversari in vista della partita di week 1) ma la precisione e la sicurezza dei due QB sono venuti a mancare per quasi tutta la partita. Gruden non è apparso per nulla contento anche se, in attesa di riguardarsi i filmanti, ha trovato qualche giustificazione.

“I thought EJ (Manuel) did some good things. I thought Connor (Cook) did a couple good things. But, you know, fumbling the snap in the two-minute drill, turning the football over – those are things you can’t do as a backup quarterback. You got to come in and prove you can play mistake-free football in the short-term. And so far we have, I think, fumbled two snaps in two weeks inside the five(-yard line), and it troubles me greatly. But we’ll look at the film and see. I mean, a lot of backup lineman, backup receivers, and backup running backs – and when you have a backup quarterback that hasn’t had all the work either it’s a very tough day at the office.” [Jon Gruden]

Il “fumble” di Cook alla fine del primo quarto ha messo i Raiders con le spalle al muro; buona occasione per Gruden per mettere alla prova la red zone defense. I Rams hanno segnato giocando il quarto down ma la difesa formata dalle seconde linee ha giocato bene, sembrando ordinata e attenta.

Per questa partita Gruden ha scelto di concedere metà partita a Cook e metà a Manuel, alternandoli ad ogni quarto. Nel secondo quarto Cook, partito titolare, ha lasciato il posto a Manuel ed è tornato in campo nel terzo quarto lasciando poi al numero 3 il compito di chiudere la partita.

Con Lynch e Martin tenuti a riposo, a partire titolare è stato l’undrafted rookie Chris Warren III, che è rimasto in campo nell’85% degli snap offensivi, portando palla 18 volte per 110 yard (6.1 di media) ed segnando 1 TD.

Le prestazioni di Warren sono molto positive (31 corse per 196 yard – 6.3 di media – e 1 TD in due partite), ma bisogna anche dire che sono venute contro le riserve di Lions e Rams. Se i Raiders lo taglieranno difficilmente resterà libero per essere messo nella practice squad, ma questo potrebbe non bastargli per fargli conquistare un posto nel 53-men roster nero-argento. Gruden ha fatto i complimenti al giovane RB, ma ha anche detto che ha molto da migliorare in ricezione e in pass protection.

“He’s a good back, isn’t he? I mean, he’s run for almost 200 yards in two weeks. And I know he’s not playing against the regulars but he’s not playing with the regulars either. He’s a big powerful back that’s taking care of the ball. He’s got to get better without the football – that’s what it’s all about with him. We know he can run, we know he’s powerful and fast and elusive, but he’s got to get a lot better without the football to be an NFL back.” [Jon Gruden]

Lynch e Martin, a meno di infortuni, hanno il posto assicurato, così come il FB Keith Smith. Quanti giocatori terrà Gruden nel reparto? Washington (che non ha giocato sabato) e Richard sono troppo simili e tra i due è probabile che avrà la meglio il secondo, che si conferma un buon ricevitore dal backfield (7 ricezioni per 70 yard in due partite finora).

Il CB Shareece Wright, uscito dal campo per un problemino al bicipite femorale, ha mostrato buone coperture e sicurezza nei placcaggi. Anche Nick Nelson ha dimostrato di essere capace di stare con il ricevitore. In una occasione è stato battuto, ma non era affatto facile difendere quel passaggio.

In difesa si è visto un sack di Maurice Hurst, buone penetrazioni di Shilique Calhoun e un intercetto di James Cowser.

La difesa ha mollato un po’ nell’ultima metà del quarto periodo (saltate le coperture sul TE Henry Krieger-Coble per grande guadagno), ma  si è trattato dell’unico errore di grossa entità e in campo c’erano tanti giocatori destinati ad essere tagliati.

Gruden lo aveva già detto dopo la prima partita e lo ha ripetuto dopo la partita contro i Rams. E’ molto seccato per le penalità stupide come il roughing the passer di Fadol Brown e il placcaggio violento di Antonio Hamilton.

“Penalties are not going to be accepted here. We had one on (No.) 95, we had another one roughing the passer. We’ll take a look at the tape. We had a cornerback pick up a receiver and slam him to the turf. We’ve got to clean up the penalties, and that’s what we’re going to do.” [Jon Gruden]

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