Raiders Training Camp 2018 – L’ultima settimana a Napa e il ritorno di Donald Penn

Il Training Camp 2018 dei Raiders si è concluso il 15 agosto, con un giorno di anticipo rispetto al previsto. L’head coach Jon Gruden ha deciso di premiare i suoi ragazzi e di lasciarli riposare un giorno in più in vista della seconda partita di preseason, che vedrà i Raiders tornare al Memorial Coliseum di Los Angeles dopo 24 anni.

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Il T Donald Penn è tornato in campo in tempo per l’ultimo allenamento del Training Camp 2018. (Foto: Raiders.com)

Superate le visite mediche Donald Penn è tornato ad allenarsi con i compagni e, un po’ a sorpresa, è stato provato nel ruolo di right tackle. In attesa dell’inizio della partita di preseason contro i Rams (ore 22 italiane) ecco il resoconto dell’ultima settimana a Napa. 

E’ stato un Training Camp produttivo quello dei Silver & Black. Il coaching staff ha potuto vedere all’opera i tanti veterani arrivati in Free Agency e mettere seriamente alla prova i rookie, che hanno dovuto affrontare l’arduo compito di imparare il voluminoso playbook di coach Gruden.

La squadra ha avuto anche modo di organizzare prima della prima partita di preseason uno scrimmage di due giorni contro i Lions, che è servito a “spezzare la monotonia” del camp e a vedere il comportamento dei nero-argento contro avversari esterni.

Al ritorno a Napa dopo la partita dell’Oakland-Alameda County Coliseum i Raiders hanno ritrovato il CB Gareon Conley, recuperato dall’infortunio all’anca, e il rookie pass rusher Arden Key, che aveva saltato precauzionalmente la sfida contro i Lions per un problemino alla caviglia. E’ tornato ad allenarsi anche il RT Brandon Parker, mentre Breno Giacomini è rimasto ai box per un problema al ginocchio che lo ha costretto a saltare quasi tutto il Training Camp.

La battaglia per il ruolo di backup QB tra E.J. Manuel e Connor Cook sembra destinata a concludersi con la vittoria di quest’ultimo, anche se l’ultima settimana di Camp non è stata priva di errori. L’ex Michigan State a inizio Camp era stato pungolato da Gruden, che aveva sottolineato la mancanza di continuità. Cook ha giocato bene contro i Lions e l’head coach ha alzato ancora di più l’asticella, mettendo volutamente sotto pressione il suo giovane QB, che lunedì e martedì ha commesso alcuni gravi errori.

“We made it hard on him today, put him in some tough positions. You don’t get a chance to read your clippings and celebrate your press conferences for long in this business, so, hopefully, he got his eyes opened today and can learn from this film. Because he missed a couple throws we think he can hit.” [Jon Gruden]

“Abbiamo fatto di tutto per metterlo in difficoltà”, ha detto l’head coach. “Non puoi permetterti di stare a leggere i ritagli di giornale sulle tue imprese e goderti le conferenze stampa a lungo in questo sport, e così, speriamo, gli abbiamo fatto spalancare gli occhi e potrà imparare qualcosa riguardandosi i filmati. Perché ha mancato il bersaglio in alcuni lanci che avrebbe dovuto completare”.

“Guenther was throwing a lot of these other crazy blitzes at us,. You don’t know where they’re coming from.” [Connor Cook]

Il defensive coordinator Paul Guenther sa cammuffare i blitz, e a quanto pare ha mandato la sua difesa alla caccia di Cook in tutti i modi possibili, soprattutto nelle situazioni in cui l’attacco giocava nella red zone avversaria.

Gruden lunedì ha anche platealmente inveito in una occasione contro l’attacco, colpevole di aver lasciato l’huddle in maniera disordinata. Chucky si è infervorato ed ha fatto ripetere la procedura. E’ un bene che il coach pretenda precisione dai suoi uomini anche in questi dettagli.

“You want to make practice hard so the games are easy. You want to perfect practice. Consistency in everything – not just in the game and practice, but in everything. You want to win each practice. Keep the foot on the gas. And I want to be the best version of myself every single day.” [Connor Cook]

I Raiders, come detto, hanno ritrovato Gareon Conley ma hanno perso almeno nel breve periodo Daryl Worley, che lunedì ha lasciato il campo dopo essersi fortuitamente scontrato con il compagno di reparto Rashaan Melvin.

MARTAVIS BRYANT, LA TIGRE BIANCA

Il WR Martavis Bryant ha saltato i primi due allenamenti della settimana per forti dolori alla testa. A quanto pare i problemi di emicrania non sono una novità per l’ex Steelers. Bryant è tornato in campo mercoledì, guadagnandosi il soprannome di “white tiger”. Gruden ha spiegato ai reporter la analogia tra il WR e la tigre bianca del parco divertimenti Busch Gardens di Tampa.

La tigre bianca è un animale speciale, come speciali sono le doti di Bryant. Ma la tigre bianca di Tampa non usciva mai dalla sua gabbia, nascondendo ai visitatori la sua maestosità. Anche Bryant deve mostrare al mondo del football cosa è in grado di fare, ma per ora le sue potenzialità sono rimaste per lo più inespresse.

Gruden crede tantissimo nel numero 12, ma non ha fatto mancare in queste settimane anche diverse frecciatine. Il coach ritiene probabilmente che Bryant abbia necessità più del bastone che della carota, e pur lodando spesso le doti del giocatore ha anche messo in evidenza la necessità che elevi le sue prestazioni e che faccia uno sforzo maggiore per soddisfare le aspettative del coaching staff.

DONALD PENN, NUOVO CONTRATTO E NUOVO RUOLO

Martedì 14 agosto i Raiders hanno potuto finalmente togliere Donald Penn dalla Active/PUP list. Il tackle, convalescente dopo l’intervento al piede subito alla fine della scorsa stagione, ha recuperato la condizione ed è potuto tornare ad allenarsi con il gruppo.

Questa è solo la prima delle novità riguardanti Penn. Il veterano ha infatti accettato di ridiscutere il suo contratto, che ora prevede un salario base decisamente inferiore (cosa che aiuterà i Raiders in ottica salary cap) ma una quota garantita maggiore sia quest’anno che il prossimo anno.

Al suo ritorno in campo Penn è stato provato come RT con la linea titolare. La speranza del coaching staff è quella di riuscire a sviluppare il rookie Kolton Miller nel più breve tempo possibile e farne un titolare al più presto. Il rientro di Penn avrebbe potuto rallentare la crescita di Miller, mentre una positiva transizione del veterano a destra potrebbe permettere alla squadra di schierare un esperto tackle a destra qualora il rookie si dimostrasse pronto dopo la preseason ad assumersi l’onere e l’onore di proteggere il lato cieco del prezioso Derek Carr.

Penn non aveva preso bene la scelta al Draft di Miller e Parker, in quanto probabilmente la aveva interpretata come la fine della sua carriera nella squadra per cui tifa fin da bambino. Gruden lo aveva rassicurato e il veterano ha preso Miller sotto la sua ala, non facendogli mai mancare consigli e incoraggiamento.

Penn ha accolto la scelta del coaching staff di provarlo a destra con una positiva rassegnazione.

“I’m not stupid. I’m not dumb. I’m 35 years old. I understand what’s going on here. […] I don’t know if this is going to be a permanent thing or not yet. It’s something we’re testing out. We have a young kid over there that is doing a lot of good things. … I’m willing to do whatever it takes to help this team win.” [Donald Penn]

“Capisco cosa sta accadendo, non sono un idiota”, ha detto Penn. “Ho 35 anni. Non so se sarà una cosa permanente o no al momento. Stiamo facendo una prova. Abbiamo un giovane che sta facendo bene a sinistra e sono disposto a fare qualunque cosa per aiutare questa squadra a vincere”.

Penn ha giocato praticamente tutta la sua carriera a sinistra e cambiare lato non è affatto semplice. Anni di automatismi sono difficili da cancellare. Verso la fine della partita inaugurale del 2016 a New Orleans il numero 72 era stato costretto a spostarsi a destra per sopperire ad una serie di infortuni ed a fine partita aveva detto, lui mancino, che era stato come provare a scrivere con la mano destra.

“We really didn’t want to disrupt Kolton (Miller’s) status (at left tackle) right now without being sure where Donald exactly was physically. This is an opportunity to get Penn back on the field with us. Not only test the ankle, test his conditioning.” [Jon Gruden]

Non resta che stare a vedere cosa deciderà il coaching staff.

AHTYBA RUBIN IN IR, ARRIVA GABE WRIGHT

Il DT Ahtyba Rubin è stato inserito nella Reserve/Injured list per uno strappo al muscolo pettorale subito durante lo scrimmage contro i Lions. Al suo posto è arrivato il DT Gabe Wright, preso via waivers dopo essere stato tagliato dai Dolphins a seguito di una rissa in allenamento.

DEREK CARRIER, IL JOKER

Gruden ha fatto molti complimenti al nuovo TE Derek Carrier, che ha definito “il jolly dell’attacco”. Un ex ricevitore al Beloit College, Carrier può essere schierato nello slot, come ricevitore fisico ed anche attaccato alla linea come TE. Non bisogna poi dimenticare che l’ex Redskins e Rams contribuisce anche negli Special Teams.

“He’s a good player, man. He can play in the slot and be a big receiver. He can play in-line and be a tight end. He can cover kicks. He can run option routes. He has quickness and savvy and great instincts. He’s been a former receiver in college. He’s what I call a joker. You can line him up in any hand. He can line up here, there or anywhere. He’s a good player.” [Jon Gruden]

L’accoppiata Derek Carrier e Jared Cook potrebbe creare non pochi grattacapi alle difese avversarie quando i Silver & Black si schiereranno con due TE; per lo meno questa è la speranza del coaching staff.

NOTE CONCLUSIVE

Il Training Camp si è chiuso con Khalil Mack che continua l’holdout e con Obi Melifonwu ancora assente per infortunio. Il DB scelto nel secondo round del Draft 2017 rischia decisamente il posto in squadra. Il coaching staff aveva necessità di valutarlo ma il nuovo misterioso infortunio gli ha impedito di mostrare agli allenatori le sue qualità.

Secondo il reporter di The Athletic Vic Tafur, Melifonwu vedrà uno specialista per cercare di appurare le cause dell’infortunio che Gruden ha definito in forma generica un “problema alla parte inferiore del corpo”.

Note positive del Camp di Napa sono state il pass rusher Arden Key, che sembra avere le carte in regola per mettere in crisi le linee offensive avversarie già da subito, l’undrafted rookie Chris Warren III, potente running back che sta migliorando giorno dopo giorno anche in pass protection e nelle ricezioni e il WR Marcel Ateman, che ha stupito i coach nelle occasioni che ha avuto di mettersi in luce. Ovviamente non si può mancare di sottolineare l’impatto positivo che hanno avuto P.J. Hall e Maurice Hurst nell’interno della linea difensiva, uno dei punti deboli della squadra negli ultimi anni.

Il RB Doug Martin sembra essere tornato quello di un tempo dopo due anni di prestazioni mediocri e la sensazione è che non avrà difficoltà a tenersi stretto il posto nel roster nero-argento dietro a un brillante Marshawn Lynch. Sarà interessante vedere quanti giocatori terranno i Raiders nel reparto dopo la preseason, e sarà una dura lotta tra DeAndre Washington e Jalen Richard, probabilmente troppo simili per restare entrambi in squadra. Washington è stato più produttivo come portatore di palla contro i Lions mentre Richard si è ben comportato come ricevitore partendo dal backfield. Warren sembrava al massimo materiale da practice squad, ma le sue prestazioni potrebbero far cambiare idea a Gruden e soci.

Il WR Griff Whalen è stato il kick returner e punt returnr principale contro i Lions e in allenamento sta giocando slot receiver con i titolari. Gruden lo ha coperto di elogi ma è difficile pensare che il coaching staff preferirà lui all’ex Cowboys Ryan Switzer. Seth Roberts ha saltato qualche allenamento per infortunio ma è tornato in campo alla fine del Camp; la sua carriera in nero-argento sembra sinceramente alle fasi finali e la speranza è che qualche squadra con necessità nel reparto vada ad offrire a Reggie McKenzie una scelta negli ultimi round del Draft in cambio del numero 10.

 

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