Raiders Training Camp 2018 – Le prime due settimane, l’holdout di Mack e il taglio di Tavecchio

Il 27 luglio è iniziato a Napa il Training Camp 2018 dei Raiders ed è arrivato il momento di fare il punto della situazione a poche ore dalla prima partita di preseason della stagione, che i Silver & Black giocheranno all’Oakland-Alameda County Coliseum contro i Detroit Lions.

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Giorgio Tavecchio in una foto scattata durante un allenamento dei Raiders il 24 maggio 2018. (Foto: Raiders.com)

Il coaching staff di Jon Gruden sta spremendo i 90 giocatori a disposizione e c’è grande curiosità di capire il livello di talento della squadra, visto che sono arrivati tantissimi giocatori nuovi in Free Agency e al Draft. Tra i 90 che sudano sui campi del complesso di Napa non c’è Khalil Mack, che continua il suo holdout nella speranza di ottenere un rinnovo di contratto da record. Purtroppo ha lasciato il Camp anche il nostro Giorgio Tavecchio, tagliato un po’ a sorpresa prima dell’inizio della preseason. 

GLI INDISPONIBILI E GLI ASSENTI

Prima dell’inizo del Training Camp i nero-argento hanno messo nella Active/Physically Unable to Perform list il DT P.J. Hall (problemi al muscolo pettorale) e il T Donald Penn e il DT Eddie Vanderdoes (ancora convalescenti dai rispettivi infortuni subiti nel 2017). Chi è nell’Active/PUP durante la preseason è considerato tra i 90 del roster e può essere attivato in qualunque momento.

Il 1° agosto, dopo aver saltato appena quattro allenamenti, è stato attivato il rookie Hall, che ha superato le visite mediche ed è potto tornare ad allenarsi con i compagni.

Sono stati inseriti nella Reserve/Did Not Report list l’OL Vadal Alexander e il DE Khalil Mack. Sappiamo bene il motivo dell’assenza di Mack, mentre non è chiaro cosa abbia portato Alexander a non presentarsi a Napa. L’OL aveva ricevuto dalla NFL quattro giornate di squalifica per aver violato le policy sull’utilizzo di sostanze vietate ma questo non gli avrebbe impedito di allenarsi con i compagni né di giocare in preseason; la squalifica sarebbe entrata in vigore all’inizio della regular season. Alexander è stato tagliato poi il 31 luglio, quando la squadra ha deciso di voltare pagina.

LE TRANSAZIONI

Se i giocatori nella PUP list rientrano nel conteggio dei 90 giocatori del roster della preseason, i giocatori messi nella Reserve/Did Not Report list non vengono considerati. I due posti lasciati liberi da Mack e Alexander sono stati occupati dall’OL Oday Aboushi e dal RB James Butler.

Aboushi, scelto dai Jets 141° assoluto nel quinto round del Draft 2013, ha giocato due stagioni a New York, due a Houston e una a Seattle (dove il suo OL coach era l’attuale OL coach dei Raiders Tom Cable), accumulando 34 presenze di cui 26 da titolare. Gli è stata assegnata la maglia numero 60.

Butler è un undrafted rookie che ha concluso gli studi ad Iowa dopo aver iniziato la sua carriera a Nevada. Il RB, che vestirà la maglia numero 40, ha partecipato al rookie mini-camp dei Raiders a maggio.

La notizia che i tifosi italiani non avrebbero voluto ricevere è arrivata il 4 agosto, quando i Raiders hanno tagliato il kicker Giorgio Tavecchio. La battaglia con il rookie Eddy Piñeiro si è quindi conclusa a favore del promettente prodotto di FLorida prima ancora dell’inizio della preseason. Al posto di Tavecchio è stato chiamato il trentaseienne Mike Nugent, che lo scorso anno ha giocato quattro partite per i Cowboys e quattro per i Bears. Nugent ha preso la maglia numero 6.

Il 6 agosto è arrivato il CB Raysean Pringle al posto del DB Shaquille Richardson, tagliato a seguito di un infortunio. Pringle, nato ad Oakland e uscito undrafted da Southern Utah, ha giocato con i Packers le quattro partite di preseason del 2017 ed ha fatto parte della practice squad di Jaguars e Packers nel 2017. Nella offseason 2018 è stato per qualche mese sotto contratto con i Detroit Lions. Al college Pringle giocava in attacco come RB e WR, ed è stato convertito lo scorso anno in defensive back. Ad Oakland vestirà la maglia numero 43.

Infine, il 9 agosto i Silver & Black hanno annunciato di aver messo sotto contratto il S Quincy Mauger e di aver tagliato il LS Drew Scott. Mauger, a cui è stato assegnato il numero 39, nel 2017 è arrivato come undrafted dall’università di Georgia agli Atlanta Falcons, con i quali ha giocato le quattro partite di preseason. La sua stagione è stata interrotta prima ancora di inziare da un infortunio al ginocchio che lo ha costretto nella Reserve/Injured list.

GIORGIO TAVECCHIO

La strada per la NFL è sempre stata in salita per Giorgio Tavecchio. Tagliato durante o alla fine della preseason da 49ers (2012), Packers (2013), Lions (2014) e Raiders (2014, 2015, 2016 e 2017). Ad Oakland ha dovuto lottare contro un mostro sacro come Sebastian Janikowski ma ha maturato esperienza ed è cresciuto molto grazie alla sua perseveranza e alla serietà con cui ha continuato ad inseguire il sogno di esordire in regular season. L’occasione la ha avuta la scorsa stagione a seguito dell’infortunio che ha costretto Janikowski nella Reserve/Injured list e l’inizio è stato memorabile. In week 1 contro i Titans Giorgio ha convertito i 4 field goal calciati (20, 52, 52 e 43 yard) e i due extra point, guadagnandosi la palla della partita e diventando il primo kicker della storia NFL a mettere a segno due field goal da più di 50 yard nella propria partita d’esordio.

Dopo una annata positiva ma non esaltante (16/21 per un decente ma non eccezionale 76.2% di trasformazioni nei field goal e 33/34 nei PAT) i Silver & Black hanno deciso di tenere Tavecchio e lasciar andare via la leggenda Janikowski, poi accasatosi a Seattle. L’idea di Gruden e dello Special Teams coordinator Rich Bisaccia era quella di prendere un kicker mancino per farlo competere con Giorgio durante il Training Camp e la preseason. Nell’aria, sparita la grande minaccia Janikowski, c’era un cauto ottimismo per una riconferma del kicker italiano anche per la stagione 2018.

Quando dopo il Draft i Raiders hanno preso il rookie Eddy Piñeiro le cose si sono fatte complicate per Giorgio e lo sapevamo bene, perché Piñeiro era uno dei migliori kicker nella NCAA ed aveva già un grande affiatamento con il suo compagno di università Johnny Townsend, scelto dai Raiders nel quinto round come punter e holder. I Silver & Black hanno tenuto entrambi i kicker in squadra e li hanno fatti competere, costringendo Townsend a lavorare un giorno con un mancino e il successivo con un destro. Quando il coaching staff ha visto che Piñeiro era abbastanza affidabile ha deciso che non valeva più la pena di far “impazzire” l’holder.

E’ dura da accettare perché Giorgio è un ragazzo fantastico e averlo conosciuto dal vivo ha rafforzato questa mia impressione positiva. Vederlo in nero-argento in regular season è stato un sogno per gli italiani che tifano Raiders e la speranza che il viaggio potesse proseguire più a lungo era forte.

Non dobbiamo però essere accecati dal campanilismo e pensare che a Giorgio sia stato fatto un torto. La scelta della squadra, da un punto di vista organizzativo, ha senso ed è certamente ragionata. Proseguire con un kicker ed un holder che hanno già un buon affiatamento, senza scombussolare gli automatismi di quest’ultimo, permetterà di lavorare sui dettagli e consentirà, nella visione del coaching staff, di mettere in campo una squadra pronta a segnare i punti decisivi nei momenti importanti.

Nugent, a mio parere, è ad Oakland solo come assicurazione nel caso Piñeiro si faccia male. Non credo ci sarà una vera competizione fra i due (a meno che Piñeiro non si trasformi all’improvviso in Aguayo 2.0) e Nugent farà da chioccia al rookie fino ai tagli. Il motivo per cui Nugent è ad Oakland e Giorgio è stato lasciato andare prima ancora della preseason è che calcia col destro.

Giorgio è stato sfortunato nei primi anni ad Oakland, perché doveva vedersela con l’intoccabile Janikowski, ma il fatto che la squadra lo abbia costantemente richiamato significa che vedeva in lui un giocatore di valore. Quest’anno il destino gli ha messo contro una coppia di rookie già rodata.

Spero con tutto il cuore che Tavecchio trovi presto una squadra che gli dia l’occasione di continuare il suo sogno. Forza Giorgio!

KHALIL MACK

La stampa nazionale americana semina terrore tra i tifosi nero-argento in queste settimane d’estate. NFL Network sostiene che le trattative tra Mack e i Raiders siano ferme addirittura da febbraio (cosa ben poco probabile, visto che non porterebbe a nulla né per la squadra né per il giocatore). Mack continua il suo holdout nella speranza che McKenzie e gli altri dirigenti nero-argento incaricati di far quadrare i conti cedano alle richieste del suo agente.

Il GM ha più volte detto che i Raiders vogliono tenere Mack per gli anni a seguire e Mack non ha mai detto di voler andare via. Si tratta di un campione tra i più forti attualmente in circolazione e sicuramente strapperà un ricco contratto. C’è da raggiungere un compromesso tra offerta e richiesta che faccia contente entrambe le parti e un accordo del genere non è assolutamente facile da trovare, soprattutto visto che un’altra star, il DT dei Rams Aaron Donald è anche lui in holdout alla ricerca di un ricco rinnovo.

Anche se le parti non lo ammettono le due trattative sono collegate, perché il primo che firmerà il rinnovo metterà dei paletti che serviranno da riferimento per il contratto dell’altro.

Mack è sotto contratto per il 2018, visto che i Raiders hanno usato l’opzione sul quinto anno del suo contratto da rookie, e se non vorrà perdere milioni continuando il suo sciopero dovrà presentarsi prima dell’inizio della regular season. I Raiders hanno sempre poi la carta del Frinchise Tag da usare per trattenere il fenomeno anche nel 2019.

Molti fan sono preoccupati da voci di possibili trade che coinvolgono il giocatore più rappresentativo della squadra. Ci tengo a sottolineare che queste voci non citano mai fonti vicine alla squadra o al giocatore ma sono fantasie e ragionamenti di giornalisti che devono occupare il tempo in attesa che i riflettori degli stadi si accendano di nuovo.

DONALD PENN

Donald Penn è ancora nella PUP ma a detta di Jon Gruden il suo ritorno in campo si fa ogni giorno più vicino. Il LT ha fatto un holdout lo scorso anno alla ricerca di un ritocco dell’ingaggio, ottenendolo dopo essersi ripresentato ai campi d’allenamento.

I Raiders hanno però ora chiesto a Penn di rivedere al ribasso il suo contratto. Ovviamente il tackle non è costretto ad accettare; cosa faranno i Silver & Black se il veterano non verrà incontro alle richieste della squadra? Il rookie Kolton Miller, che pur sta ricevendo tanti elogi da Gruden e da Carr, è ancora un prodotto grezzo e non sembra pronto a scalzare l’esperto Penn dal ruolo da titolare. Se i Raiders tagliassero il numero 72 per questioni economiche potrebbero mettere a rischio il prezioso franchise QB, soprattutto in una Division come la AFC West dove ci sono pericolosissimi pass rusher. Per ora Penn, da bordo campo, non sta facendo mancare suggerimenti e consigli al giovane compagno, dimostrando di essere un leader ed un uomo spogliatoio.

GAREON CONLEY E OBI MELIFONWU

Le prime due scelte del Draft 2017 sono nuovamente ai box per infortunio, Conley per un problema all’anca che lo terrà fuori per qualche settimana e Melifonwu per un non meglio precisato problema nella parte inferiore del corpo.

Il coaching staff crede molto nelle potenzialità di Conley, ma il CB di Ohio State sembra non riuscire a rimanere integro. E’ ancora presto per premere il panic button, ma certamente saltare allenamenti e partite nelle prime fasi della carriera può rallentare molto la crescita di un giocatore.

La situazione per Melifonwu è decisamente differente. Gruden e il defensive coordinator Paul Guenther non hanno ancora avuto modo di capire che giocatore hanno a disposizione. Obi è un ibrido tra safety e LB ed ha un gran fisico, ma se non riuscirà a mettersi in mostra potrebbe rimanere invischiato nella “lotta per la sopravvivenza” che si scatenerà alla fine della preseason.

ALTRE NOTE

Il coaching staff vuole dare a Connor Cook tutte le chance possibili di dimostrare il suo valore e il QB è stato per ora messo al secondo posto dietra a Carr e davanti a Manuel della depth chart non ufficiale. Gruden ha detto che Cook deve assolutamente dimostrare più continuità se vuole avere un futuro in NFL.

L’asso degli Special Teams Erik Harris sembra pronto a fare il salto di qualità e Gruden lo ha più volte citato come sorpresa positiva, tanto da metterlo in gioco per un posto da titolare nella secondaria. Il S si è fratturato un dito ma è stato già operato ed è tornato incampo con una protezione dopo pochi allenamenti.

Bruce Irvin, nel suo nuovo ruolo di DE, sta dando spettacolo a Napa e sta coprendo il ruolo di leader lasciato scoperto dall’assenza di Mack. Un altro che raccoglie elogi ad ogni allenamento è il rookie DE di LSU Arden Key, abilissimo pass rusher. Key deve dimostrare il suo valore sul campo ma i Raiders potrebbero aver trovato un importante giocatore con la loro seconda scelta nel terzo round.

Se Kolton Miller alterna cose positive e negative, non sembra ancora esserci una risposta al cronico problema nel ruolo di RT. Per ora il favorito per il posto da titolare è l’esperto ma non certo affidabile Breno Giacomini. Brandon Parker è nella mischia così come il duttile Ian Silberman.

Gruden vuole fare di Amari Cooper il fulcro dell’attacco aereo nero-argento e il numero 89 sembra pronto ad esplodere definitivamente. Il neo-acquisto Jordy Nelson sta dimostrando di avere ancora tanta benzina nel serbatoio e sta contribuendo anche come figura di riferimento nelle aule dove si studiano i filmati e gli schemi. L’ex Cowboys Ryan Switzer sembra guadagnare terreno per il ruolo di slot receiver e Martavis Bryant, dopo aver ricevuto qualche stoccata da Gruden, ha messo in fila qualche buon allenamento negli ultimi giorni. I Raiders hanno investito molto per prendere il WR dagli Steelers e vogliono assicurarsi di massimizzare l’investimento. Bryant deve fare il salto di qualità ed essere ben più che una semplice deep threat.

I Raiders per due giorni hanno fatto uno scrimmage contro i Detroit Lions e questo ma permesso finalmente ai giocatori di affrontare un avversario differente dopo giorni e giorni di battaglie tra compagni di squadra. La difesa sui passaggi ha faticato il primo giorno contro Stafford e compagni ma ha reagito il giorno successivo. Gli highlight della due giorni sono stati un paio di tracce corse così bene da Amari Cooper da far finire a terra il suo marcatore e una corsa di Chris Warren che ha mandato a gambe all’aria il LB Jarrad Davis durante il tentativo di placcaggio.

Grande enfasi è stata data anche al gioco di corse e fullback e blocking tight end sono stati portati ad Oakland allo scopo di aprire la strada a Marshawn Lynch. Beast Mode sembra in un ottimo stato di forma e le voci da Napa raccontano di un Doug Martin pronto a riscattarsi dopo due deludenti stagioni da 2.9 yard a portata. L’ex Buccaneers ha attirato l’attenzione dei reporter, che al momento danno ragione a Gruden per aver scelto di dargli un’altra chance.

Emmanuel Lamur è al momento il favorito per il posto da titolare come strong-side LB. I tre LB potrebbero essere lui sul lato forte, Derrick Johnson al centro e Tahir Whitehead sul lato debole, ma sta ricevendo elogi anche Marquel Lee, che lo scorso anno – da rookie – era stato positivo contro le corse ma in difficoltà in copertura.

Stanotte contro i Lions i Silver & Black esordiranno nella prima partita di preseason. La curiosità di vedere all’opera tante facce nuove e soprattutto il nuovo coaching staff è grande.

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