Il ritorno a casa di Jon Gruden

Martedì 9 gennaio i Raiders hanno presentato ufficialmente alla stampa il nuovo head coach Jon Gruden. Non si è trattato di una semplice conferenza stampa, ma di una vera e propria festa in nero-argento, con presenti tanti ex giocatori e vari Hall of Famer che hanno vestito la maglia dei Silver & Black. Ad assistere alla conferenza stampa c’era talmente tanta gente che i Raiders non hanno potuto utilizzare la sala stampa, ma hanno dovuto allestire il palco nella palestra del proprio Performance Center.

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Il proprietario degli Oakland Raiders Mark Davis , l’head coach Jon Gruden e il general manager Reggie McKenzie posano per le foto di rito dopo la conferenza stampa di presentazione di Gruden. (Foto: Stan Szeto/USA TODAY Sports)

Davanti ai microfoni si sono presentati il proprietario Mark Davis, visibilmente emozionato, e il General Manager Reggie McKenzie. Dopo un breve video introduttivo i due sono stati raggiunti dal protagonista della giornata. 

Si possono avere dubbi sul contratto offerto a Gruden (si parla di 100 milioni di dollari in 10 anni) o su quanto possa essere efficace come coach dopo così tanti anni di televisione, ma non si può certamente mettere in dubbio la sua energia e la capacità di coinvolgere il pubblico.

“Once a Raider, always a Raider. Never been more appropriate than today. […] Raider Nation, this is a big f’n deal. Please welcome the head coach of the Oakland Raiders, Mr. Jon Gruden. [Mark Davis]

 

Nel video postato sopra potete rivedere integralmente la conferenza stampa di presentazione di Jon Gruden. La trascrizione è disponibile in questo PDF.

Gruden, in apertura di conferenza stampa, ha ringraziato la famiglia per averlo supportato nella decisione di tornare ad allenare. Certamente tornare a fare l’head coach porterà Gruden a dedicare gran parte della giornata al football. Il successivo pensiero è stato per i Raiders e per la città di Oakland.

“I never wanted to leave the Raiders. I never thought I’d be back, but here I am and I’m ready to get to work.” [Jon Gruden]

Non volevo lasciare i Raiders“, ha detto Chucky. “Non avrei mai pensato che sarei tornato ad allenare qui, ma eccomi qua pronto a mettermi al lavoro“. “Amo la città di Oakland. Uno dei miei figli è nato qui e alcuni dei ricordi più belli della mia vita sono legati ad Oakland e voglio offrire alla gente della città due delle migliori stagioni di football” [i Raiders dovrebbero esordire a Las Vegas nella stagione 2020 se lo stadio sarà pronto e Mark Davis vorrebbe tenere la squadra ad Oakland fino al completamento del nuovo stadio nella Sin City].

“I love the Raiders, and most of all, I love to win. I am going to do everything I can. No guarantees, no promises, but I want to win.” [Jon Gruden]

Una delle cose che hanno reso famoso Gruden è la sua dedizione al lavoro. Quando era head coach si svegliava ben prima dell’alba e lasciava la sede della squadra quando ormai quasi tutti erano tornati a casa da un pezzo. Considerando quanto tempo il coach dedicava a studiare football e in riferimento alla nascita ad Oakland di uno dei suoi figli, c’è un aneddoto divertente raccontato da uno dei suoi ex giocatori, Tim Kohn.

“Gruden era un noto stacanovista e rimaneva in ufficio fino a notte fonda”, ha scritto Kohn su Twitter. “Una mattina, prima dell’allenamento, ha comunicato al team ‘Ragazzi, ho un annuncio da fare: mia moglie è incinta’. E Chester McGlockton ha urlato ‘Congratulazioni Gru, chi è il padre?'”.

Prima di rispondere alle domande dei giornalisti presenti Gruden ha concluso il suo discorso confermando le voci che circolavano da giorni in merito ai nomi dei tre coordinatori. “Abbiamo già assunto tre nuovi coordinatori” ha comunicato Gruden. “Paul Guenther dai Cincinnati Bengals è ufficiale. Grande aggiunta alla nostra squadra. Rich Bisaccia dei Dallas Cowboys sarà il nostro special teams coordinator. Greg Olson, che arriva dai Los Angeles Rams sarà il nostro offensive coordinator”.

I Raiders hanno confermato le tre acquisizioni solamente diversi giorni dopo.

Rispondendo alla prima domanda, fatta da Jerry McDonald del Bay Area News Group, Gruden ha dichiarato che lui e Mark Davis sono amici da tanto tempo e negli ultimi 6 o 7 anni hanno parlato spesso dei Raiders. Non necessariamente di tornare ad allenare i Silver & Black, ma dello stato della squadra e di come si potesse migliorarla. Nelle ultime settimane Davis è tornato alla carica, e questa volta alla domanda diretta del proprietario dei Raiders, Gruden ha risposto che voleva tornare ad allenare.

“I’ve always loved football, I’ve wanted to come back, I’ve prepared to come back. I’m ready to roll, I’m just ready to go. I’m at a point in my life where I need another challenge. I know I have a lot to prove and I’m eager to prove I can do it.” [Jon Gruden]

“Ho sempre amato il football. Volevo tornare ad allenare e mi son preparato seriamente per tornare ad allenare” ha risposto Gruden ad un’altra domanda. “Sono pronto. Sono ad un punto della mia vita dove ho bisogno di una nuova sfida. So di avere tanto da dimostrare e non vedo l’ora di dimostrare che ce la posso fare”.

Quando è stato assunto da Al Davis come head coach dei Raiders, Gruden aveva 34 anni ed una energia contagiosa. Leggenda vuole che la sua sveglia fosse sempre fissata sulle 3:17 del mattino. Ovviamente ora Gruden ha 20 anni in più, ma a detta sua non è cambiato per nulla dal 1998. L’energia e l’etica del lavoro sono le stesse di quando era giovane.

Scherzosamente Gruden ha detto che nella sua testa sta progettando tanti schemi e che quando ha incontrato Derek Carr prima della presentazione ufficiale gliene sono venuti in mente alcuni altri. Certamente il nuovo head coach nero-argento non ha mai nascosto che Carr è un giocatore che gli piace, ed anche in conferenza stampa ne ha cantato le lodi. “Ha un grande braccio, è atletico, ha innate doti da leader, è giovane ed ora è finalmente sano” ha detto Gruden. “Ha giocato in tanti sistemi diversi e non ha avuto grande stabilità intorno a lui. Credo che possa ancora crescere molto e son certo che con Greg Olson e il sistema di gioco che costruiremo lo metteremo alla prova e faremo scattare la molla che lo trasformerà in uno dei migliori quarterback in circolazione”.

Gruden ha detto che gli anni passati a preparare le partite come analista televisivo gli hanno aperto tante porte. Ha potuto vedere come lavorano i vari team, come programmano gli allenamenti, come organizzano i Training Camp. Ha avuto accesso a playbook che gli hanno permesso di imparare tante cose nuove ed ha, inoltre, potuto approfondire tanti aspetti legati alla gestione del personale.”Ho certamente una idea più globale di come gestire un team di quella che avevo in passato”, ha detto Gruden.

Una delle maggiori preoccupazioni legate all’arrivo di Gruden è il possibile conflitto di competenze con il GM Reggie McKenzie. “Lavoreremo insieme”, ha dichiarato Gruden. “Io e Reggie veniamo dalla stessa scuola di Ron Wolf a Green Bay. Abbiamo un modo di vedere le cose simile riguardo al tipo di giocatori che cerchiamo. Dovrà essere una collaborazione, sia che si tratti di una decisione legata al salary cap, dell’acquisizione di un free agent o di chi sceglieremo al Draft. Lavoreremo insieme, saremo uniti e lavoreremo sodo per costruire il miglior team possibile”.

Gruden ha poi scherzato sulla stazza dell’ex LB ora GM. “Ci saranno occasioni in cui non saremo d’accordo sulle scelte e Reggie probabilmente avrà la meglio… Guardate la stazza di quest’uomo!”.

Reggie McKenzie ha chiuso la conferenza stampa con un altro riferimento al lavoro di squadra. “Vedendo a Green Bay come lavoravano insieme Wolf e Coach Holmgren ho capito come le cose devono funzionare. Lo abbiamo visto entrambi. Tante ottime decisioni sono state prese perché si è lavorato come team”.

Certamente gli occhi di tutti saranno puntati su Oakland e su Gruden nel 2018. Come giocherà la sua squadra? Sarà stato un errore o un colpo di genio riportare sulla sideline un uomo che non allena da nove anni? Gruden si merita un contratto così ricco come quello che, secondo le indiscrezioni, Mark Davis ha offerto al suo vecchio amico per convincerlo ad indossare nuovamente la casacca nero-argento?

“Non ho la certezza neanche di essere vivo fra 10 anni”, ha risposto ironicamente Gruden a chi ha sollevato la questione del contratto. “So di avere un bersaglio sul petto e se volete considerare il contratto come uno stimolo aggiuntivo fate pure. Nel 1998 ho lavorato per Al Davis ed avevo 34 anni. Quella era pressione” ha sentenziato Gruden.

“There are some great video clips of me swearing, screaming at players, but I was also the biggest cheerleader in the league. I get excited when we make a play. I get excited when we make a first down. I really get excited when we win. I get really upset when we don’t.” [Jon Gruden]

“Ci sono dei gran bei video di me che impreco e urlo contro i giocatori”, ha detto Chucky, “ma io ero anche la più grande cheerleader della lega. Mi esarlo quando facciamo una bella giocata, mi esalto quando conquistiamo un primo down. Mi esalto davvero tanto quando vinciamo e mi arrabbio davvero tanto se perdiamo”.

Si è parlato tanto dell’atteggiamento di Gruden come coach, a volte molto aggressivo nei confronti dei suoi giocatori. Recentemente l’ex QB di Tampa Bay Chris Simms ha raccontato di una volta in cui Jon Gruden lo ha definito “piscio caldo che mi scorre lungo la gamba”.

Addirittura qualche esagerato (che non citiamo per non fargli pubblicità che non merita) ha messo in dubbio che Derek Carr abbia il carattere per reggere la pressione e le urla del suo nuovo head coach.

ONCE A RAIDER, ALWAYS A RAIDER

Se sei stato un Raiders lo sarai per sempre. Lo ha detto Mark Davis in apertura di conferenza stampa e lo hanno testimoniato le decine di ex giocatori nero-argento che sono tornati ad Oakland per assistere al grande ritorno di Chucky.

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Jon Gruden posa con un folto gruppo di ex giocatori dei Raiders. (Foto: Raiders.com)

Erano presenti diversi Hall of Famer: Jim Otto, Howie Long, Dave Casper, Tim Brown, Ted Hendricks, Jerry Rice, James Lofton, Mike Haynes e Willie Brown. C’erano poi Tom Flores, Jim Plunkett, Morris Bradshaw, George Atkinson, Russell Maryland, Barry Sims, Raymond Chester, Steve Wisniewski, Lincoln Kennedy, Clem Daniels, Josh Taves, Leo Araguz, Rod Coleman, Grady Jackson, Eric Allen, Rickey Dudley, Cliff Branch, Charles Woodson, Rich Gannon, Roland Williams e altri.

Woodson ha anche chiesto la parola, durante la conferenza stampa, per fare una ironica domanda al suo ex coach: “Tutti noi vogliamo sapere se c’è una clausola nel tuo contratto che impedisce che tu sia coinvolto in un trade”.

Gruden ha gradito tantissimo l’accoglienza ricevuta, ed ha ringraziato alla sua maniera i sui ex giocatori e gli altri campioni presenti.

“All I want to say to you guys is that it means the world to me that you are here. You are welcome, as long as I’m the head coach, you are welcome here. I want you guys to be a big part of this Raider organization and I thank you from the bottom of my heart for your attendance today. Some of you guys were actually on time, unlike when I was coaching here.” [Jon Gruden]

“Quello che voglio dirvi ragazzi” ha detto Gruden, “è che significa davvero tanto per me la vostra presenza qui oggi. Siete i benvenuti, e finché sarò l’head coach sarete sempre i benvenuti. Voglio che abbiate un importante ruolo in questa società e vi ringrazio di cuore per essere qui oggi. Alcuni di voi oggi sono addirittura arrivati puntuali, al contrario di quanto accadeva quando vi allenavo”.

LA PASSIONE DI JON GRUDEN

“Amo la competitività di questo sport, amo i giocatori. Amo le strategie, le variabili. Amo il profumo dell’erba, il rumore dello stadio. Amo l’eccitazione della vittoria. Mi piace vedere come reagiamo alle avversità portate da una sconfitta ed ai repentini cambiamenti con cui dobbiamo confrontarci, si tratti di un fumble, un intercetto, una penalità da 15 yard o peggio, il nostro RT che si rompe una caviglia. Come sarà il meteo? Che tipo di pubblico ci sarà allo stadio?”, questo scriveva Jon Gruden nella autobiografia pubblicata con Vic Carucci e che potete trovare su Amazon sia in formato cartaceo che in formato Kindle.

Jon_Gruden_Do_You_Love_Football

Gruden è carico, voleva rimettersi in gioco ed avrà a disposizione diversi pezzi pregiati che dovrà lucidare per tornare a farli brillare come possono.

ROONEY RULE

Quando una squadra NFL deve assumere un nuovo head coach o un dirigente di alto livello deve chiamare per un colloquio almeno un candidato appartenente ad una minoranza. Questa regola, chiamata Rooney Rule dal nome dell’ex proprietario dei Pittsburgh Steelers, è stata introdotta dalla NFL per dare più opportunità a talenti che altrimenti avrebbero probabilmente faticato a farsi notare.

La nomina di Jon Gruden come head coach dei Raiders e soprattutto le tempistiche di questa nomina hanno destato più di un sospetto. La verità è che Davis voleva Gruden e solo Gruden, altrimenti avrebbe scelto di proseguire con Jack Del Rio.

“I believe that I would’ve sat down with Jack and we would’ve figured out coordinators and assistant coaches and things like that and try to figure out how to re-invigorate the franchise through Jack, yeah, absolutely. Jack did a lot for this organization. I don’t want to say that he didn’t. This building right here should be called the Jack Del Rio Performance Center. He came in and said that we’ve got to be in the 21st Century and this is part of Jack Del Rio right here and I appreciate that from him.” [Mark Davis]

Intervistare dei candidati appartenenti ad una minoranza era necessario per rispettare la Rooney Rule, ma era ovvio che questi candidati non avrebbero avuto nessuna chance di ottenere il posto.

“Quando mio padre è morto ed ho tenuto la mia prima conferenza stampa”, ha detto Mark Davis rispondendo ad una domanda, “ho detto a tutti che se c’era una cosa che sapevo bene era che so di non conoscere bene alcuni aspetti del football e per questo mi sarei circondato di persone in grado di consigliarmi”. “All’epoca la mia idea era Jon Gruden ad allenare il team e Reggie McKenzie a portare in squadra giocatori di talento. Ho inseguito Jon per sei anni, e ogni viaggio che ho fatto a Tampa per andarlo a trovare ho visto il lavoro che Jon fa ogni giorno a partire dalle 3 del mattino. Guardare filmati, segnarsi schemi, ho visto quanto questo lo appassiona. In questi sei anni la sua passione non ha mai vacillato”. “Averlo qui”, ha aggiunto il proprietario dei Silver & Black, “rende questo il più bel giorno della mia vita”.

I Raiders hanno fatto un colloquio ad un candidato appartenente ad una minoranza? Si, addirittura a due a detta di Reggie McKenzie. Si tratta del TEs coach dello staff di Del Rio Bobby Johnson e dell’OC di USC Tee Martin. Ovviamente, come detto, nessuno dei due aveva una chance di ottenere il posto ma per entrambi si è comunque trattato di una importante esperienza.

Dopo la conferenza stampa, rispondendo a qualche altra domanda dei giornalisti, Mark Davis ha detto che aveva incontrato Gruden a Tampa quando i Raiders hanno soggiornato a Sarasota tra le partite contro Bills e Dolphins.

All’epoca, a detta di Davis, la visita aveva come scopo solamente quello di avere dal suo amico Gruden qualche consiglio visto che la squadra non stava andando affatto bene.

I reporter hanno chiesto a Davis se la decisione di Gruden di tornare ad allenare, e di tornare in nero-argento, fosse arrivata la notte di Natale (i Raiders erano impegnati nel MNF contro gli Eagles e Gruden era a Filadelfia nel ruolo di commentatore per ESPN). Davis ha risposto che alla vigilia di Natale ha incontrato Gruden ed ha avuto in quella occasione la conferma che Chucky era pronto a tornare ad allenare.

La fondazione che si occupa di monitorare che la Rooney Rule sia applicata ha preso queste dichiarazioni come l’ammissione che la squadra ha mancato di rispettare lo “spirito” della regola, ed ha protestato e chiesto alla NFL di fare una indagine al riguardo.

In un articolo scritto per Huddle Magazine ho voluto affrontare con ironia questo aspetto.

ALCUNE INTERVISTE

Dopo la conferenza stampa ci sono state tante interviste, vi riportiamo le più interessanti.

IL COACHING STAFF

Dal giorno della conferenza stampa ad oggi sono venuti fuori diversi nomi di assistenti che potrebbero entrare a far parte del nuovo staff di Jon Gruden. I Raiders non hanno ancora ufficializzato nessun nome a parte quello dei tre coordinatori.

Rich Gannon, inizialmente presentato come possibile QBs coach, ha preferito tirarsi fuori dopo averci ragionato. Lasciare un comodo lavoro da analista TV per dedicarsi 24 ore su 24 al football non è una scelta facile. E’ possibile che Gannon si faccia vivo di tanto in tanto per condividere qualche trucco con Derek Carr.

Tra i nomi accostati ai Raiders ci sono il DBs coach di Alabama Derrick Ansley, il RBs coach dei Colts Jemal Singleton, l’assistant coach dei Bengals David Lippincott, l’ex defensive coordinator dei Browns e dei 49ers Jim O’Neil, l’ex TEs coach dei Bears Frank Smith, l’ex offensive coordinator dei Packers Edgar Bennett e l’ex OL coach dei Seahawks (nonché ex head coach dei Silver & Black) Tom Cable.

Il titolo di O’Neil dovrebbe essere quello di senior defensive assistant mentre Bennett dovrebbe diventare WRs coach.

Tom Cable ha allenato l’OL di Seattle dal 2011 al 2017 e nel periodo 2011-2015 il suo percorso si è sovrapposto a quello di Marshawn Lynch. In quei cinque anni Beast Mode ha corso per 1204 yard (15 partite, 4.2 di media a corsa), 1590 yard (16 partite, 5.0 di media), 1257 yard (16 partite, 4.2 di media), 1306 yard (18 partite, 4.7 di media) e 417 yard (7 partite prima dell’infortunio, 3.8 di media). Certamente ora Lynch, reduce da una stagione da 207 corse per 891 yard (4.3 di media), è più vecchio e meno esplosivo, ma non per questo meno efficace.

Se Lynch resterà in nero-argento per un’altra stagione, cosa da non dare per scontata, Cable saprà confezionare dei blocchi tali da spianargli la strada? Il materiale a sua disposizione ad Oakland è certamente migliore di quello che aveva a Seattle, ma resta da capire se l’arrivo del nuovo OL coach farà virare la squadra verso lo schema Zone Blocking (meno adatto ai mastodontici uomini di linea nero-argento) o se il coaching staff adatterà la propria filosofia di gioco per sfruttare al meglio le doti dei giocatori presenti nel roster.

Parlando di Lynch, Gruden in conferenza stampa ha detto che non vede l’ora di incontrarlo per discutere insieme il suo futuro.

“You know, I’ve never met Marshawn Lynch. Even as a broadcaster, I asked for Marshawn Lynch in production meetings and I never got to meet him. (laughter) So I’m anxious to sit down with Marshawn and meet him. We’ll talk about his future and the Raiders. I can’t wait. He came back to the Raiders for similar, I think, reasons that I did. I think he loves Oakland. I think he loves the Raiders and guys like him interest me, so I’m looking forward to talking to him.” [Jon Gruden]

“Non ho mai incontrato Marshawn Lynch”, ha detto l’head coach. “Quando facevo il commentatore TV ho chiesto di poterlo avere nei meeting che si fanno in preparazione alla partita ma non ho mai avuto esito positivo. Sono impaziente di farmi una chiacchierata con lui per parlare del suo futuro e dei Raiders“.

CONCLUSIONI

Ci sono tante domande che ronzano nella testa degli addetti ai lavori e dei tifosi nero-argento. Gruden è una incognita, ma una incognita che catalizza l’attenzione. Avrà tra le mani una squadra ricca di talento ma con diversi reparti da rinforzare. Dovrà essere bravo a tirare fuori da Derek Carr il meglio che il QB può offrire e dovrà recuperare Amari Cooper, reduce da una stagione che può minare la fiducia di chiunque. Come giocherà l’attacco? Come verrà ricostruita la difesa? Quanto si punterà sulla Free Agency e quanto invece ci si affiderà al Draft. Cambierà il modo di strutturare i contratti che Reggie McKenzie ha impostato dal 2012?

Per adesso è inutile fare troppe speculazioni, non resta che attendere i tanti mesi che ci separano dal Training Camp e dalla preseason. Una cosa è certa, poteva essere una offseason triste ed invece nell’aria c’è una carica positiva e un entusiasmo che fa ben sperare.


UPDATE

Poco dopo la pubblicazione di questo articolo i Raiders hanno ufficializzato tredici assistenti.

Derrick Ansley (DBs)
Edgar Bennett (WRs)
Tim Barberich (Quality Control – Offense)
Tom Cable (OL)
Nick Holz (Quality Control – Offense)
David Lippincott (LBs)
Jim O’Neil (Senior Defensive Assistant)
Dave Razzano (Director of Football Research)
Jemal Singleton (RBs)
Frank Smith (TEs)
Travis Smith (Quality Control – Defense)
Byron Storer (Assistant Special Teams)
Mike Trgovac (DL)

Nick Holz e Travis Smith sono gli unici assistenti dello staff di Jack Del Rio al momento confermati.

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