I Raiders licenziano Jack Del Rio. Tornerà Jon Gruden?

La stagione dei Raiders non poteva finire peggio: l’umiliante sconfitta contro i Los Angeles Chargers per 30-10 ha fissato il record 2017 dei nero-argento ad un modesto 6-10 ed ha confermato l’inconsistenza della squadra. Neanche il tempo di fare la doccia e Mark Davis ha comunicato a Jack Del Rio la sua intenzione di licenziarlo. Il coach che ha contribuito a riportare i Raiders ai playoff per la prima volta dopo secoli e che aveva ottenuto nella offseason un ricco prolungamento di contratto è stato incerimoniosamente defenestrato.

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Jack Del Rio (Foto: Harry How/Getty Images) e Jon Gruden (Foto: Jed Jacobsohn/Getty Images), elaborazione grafica: Raiders Italia

L’impressione è che la sorte di Del Rio fosse decisa ben prima dell’inizio della partita viste le voci che iniziavano a circolare sul possibile ritorno di Jon Gruden, vecchio pallino di Mark Davis. Ancora non c’è nulla di certo e sia Gruden che Davis hanno scansato le domande sull’argomento, ma qualcosa bolle in pentola e sembra che le possibilità di un ritorno di Chucky sulle sideline NFL siano piuttosto concrete. 

LA CADUTA DI DEL RIO

Jack Del Rio, l’eroe coraggioso che nel 2016 aveva riportato ai playoff i Raiders anche grazie alla grinta trasmessa ai suoi giocatori, è rovinosamente caduto dal piedistallo dopo pochi mesi. La sua decisione di promuovere il giovane emergente QB coach Todd Downing ad Offensive Coordinator al posto dell’esperto ma a volte troppo conservativo Bill Musgrave non ha pagato; anzi l’attacco (soprattutto l’attacco aereo), che doveva essere l’arma in più della squadra, ha profondamente deluso.

La difesa, fino alla decisione di licenziare il Defensive Coordinator Ken Norton Jr. in favore di John Pagano, si è rivelata un colabrodo.

L’impressione era che Del Rio stesse pian piano perdendo sicurezza e non avesse idea di come raddrizzare una barca che stava velocemente riempendosi d’acqua. Difficile dire cosa avvenisse nelle stanze chiuse della sede al 1220 Harbor Bay Parkway di Alameda, ma ora che tutto è finito si sentono voci di problemi interni alla squadra dovuti a mancanza di leadership e di impegno da parte di qualche giocatore.

Certamente perdere non aiuta a mantenere la concentrazione e se mancano i leader è possibile che qualcuno possa tirare i remi in barca. Il roster nero-argento è composto in gran parte da giovani con poca esperienza e i due giocatori più rappresentativi, Carr e Mack, non sono i classici leader che “frustano” i compagni che non si impegnano. Carr ha sempre una parola buona per tutti e Mack è più uno che dà l’esempio sul campo che uno che redarguisce i compagni.

Se la stagione 2016 era stata bugiarda in positivo (molte vittorie erano arrivate grazie a chiamate coraggiose o giocate fortunate più che per aver giocato meglio degli avversari) questa stagione 2017 è certamente bugiarda in negativo. La base di talento nel roster c’è, e con le giuste mosse si potrà probabilmente ripartire subito per riscattarsi.

Non avrà l’opportunità di riscattarsi in nero-argento Del Rio, al quale però va tutta la nostra stima per quello che ha fatto per la squadra e per la serietà che ha sempre dimostrato.

Del Rio è fin da ragazzo un tifoso dei Raiders e per lui guidare i nero-argento era un sogno diventato realtà. Tutto si può fare tranne che mettere in dubbio il suo impegno. Sarebbe stato bello vedere capitan Jack sollevare un Lombardi ad Oakland ma questo sogno è durato poco, spazzato via da una serie di circostanze sfortunate (due brutti infortuni subiti da Carr, la perdita per praticamente tutta la stagione delle prime due scelte del Draft), da decisioni che non hanno pagato (tenere Norton, promuovere Downing) e da scelte criticabili da parte di McKenzie (non intervenire più pesantemente sulla difesa in Free Agency).

“I feel like today was a microcosm of our year. The opportunities, lack of production, not good enough. Really, kind of, disappointing. That’s what our year was, disappointing. I spoke with Mark Davis after the game and Mark let me know that he’s not going to be bringing me back. He told me he loved me and appreciated all that I did to kind of get this program going the right direction, but that he felt the need to change. I told him how much I appreciated the opportunity he gave me and I mean that. I’m very grateful. My childhood team. But, it’s a results business. I understand that. I appreciate the players and coaches and all the hard work, all the effort and energy. I do believe that we have established a solid nucleus. Whoever comes in here has a chance to take that nucleus and go to special places, and I’ll be pulling for them.” [Jack Del Rio]

Del Rio, evidentemente emozionato, ha comunicato la notizia del suo licenziamento durante la conferenza stampa alla fine della partita. “Oggi è stato un microcosmo della nostra stagione. Occasioni, scarso rendimento, non siamo stati abbastanza bravi. Davvero deludente. Questo è quello che è stata la nostra stagione, deludente. Ho parlato con Mark Davis dopo la partita e Mark mi ha detto che non intende confermarmi. Mi ha detto che mi vuole bene e che ha apprezzato quello che ho fatto per riportare il team nella giusta direzione, ma sentiva che era necessario cambiare. Gli ho risposto che ho apprezzato molto l’opportunità che mi ha dato e lo penso veramente. Gli sono davvero grato. La squadra per cui tifavo fin da ragazzino. Ma è un campo dove contano i risultati. Lo capisco. Ringrazio i giocatori e i coach per aver lavorato duramente, per l’impegno profuso e l’energia che hanno messo. Credo davvero che abbiamo messo su un nucleo solido. Chiunque arrivi ha l’occasione di portare questo nucleo ad ottenere grandi risultati, e tiferò per loro”.

Mark Davis, dicono i ben informati, è furioso per come è andata questa stagione. Perdere non gli piace, ma ancora meno gli piace essere umiliato dagli avversari. La scelta di licenziare in tronco Del Rio è comprensibile, ma stona il fatto che il proprietario non abbia fatto una dichiarazione davanti ai microfoni per ringraziare un signore come Jack. Il proprietario dei Raiders ha lasciato lo stadio dopo aver parlato con l’ormai ex coach e si è limitato a far pervenire alla stampa un breve comunicato (PDF).

“We appreciate Jack’s effort in building the foundation of this team for the future. Thank you to Jack, his wife, Linda, and his daughter, Aubrey for their important contributions to the Raiders and to our local community in Oakland. We wish them all the best. We will have no further comment until we have named our next head coach” [Mark Davis]

“Apprezziamo l’impegno di Jack nel costruire le fondamenta di questo team per il futuro. Grazie a Jack, a sua moglie Linda e a sua figlia Aubrey per il loro importante contributo sociale qui ad Oakland. Auguriamo loro il meglio” ha dichiarato Davis. “Non rilasceremo ulteriori commenti fino a che non avremo nominato il nostro prossimo head coach”. Non sarebbe stato meglio per Davis comparire per pochi minuti davanti ai reporter, ringraziare Del Rio e rispondere con un secco “no comment” ad eventuali domande sul futuro?

CHUCKY 2, LA VOLTA BUONA?

Ogni volta che i Raiders sono a caccia di un allenatore salta fuori il nome di Jon Gruden. E’ normale, visto che Mark Davis ha un debole per Chucky.

Questo è ciò che Mark Davis mi ha detto il 16 gennaio 2015, il giorno che ha nominato Del Rio head coach dei Raiders, quando gli ho fatto una domanda sul suo interesse per Jon Gruden: “Certamente, ho avuto tre anni di trattative con Gruden. Non mi ha mai detto di no. Ma non mi ha neanche mai detto si”. [Tim Kawakami‏]

Gruden, cacciato dai Buccaneers al termine della stagione 2008 (furono proprio i Raiders con la vittoria 31-24 a Tampa a negare ai Bucs l’accesso ai playoff e a condannare Gruden all’esonero), ha trovato un comodo e ben remunerato lavoro come commentatore su ESPN ed ha continuato a giocare con il suo personaggio, diventando una celebrità televisiva.

Rinunciare a questa vita per tornare a dedicarsi 24 ore su 24 al football sembrava difficile ed infatti Gruden aveva sempre declinato le offerte, pur continuando a dire che un giorno o l’altro sarebbe tornato ad allenare.

Quest’anno Gruden è stato introdotto nella Ring of Honor dei Buccaneers e si è vociferato di un suo possibile ritorno come head coach proprio della squadra di Tampa. L’insider di NFL Network Ian Rapoport aveva indicato i Buccaneers come la destinazione preferita di Gruden. I Bucs hanno però confermato l’attuale head coach Dirk Koetter e la bolla mediatica si è sgonfiata, anche se solo per poco tempo. Le luci dei riflettori si sono quasi subito riaccese sul pittoresco Gruden, con lo “scoop” dell’insider di ESPN Adam Schefter e di Chris Mortensen.

Secondo le indiscrezioni raccolte dai due l’offerta dei Raiders potrebbe prevedere oltre ad un ricco ingaggio (stimato intorno ai 10 milioni all’anno) anche quote della società (questo però sarebbe soggetto all’approvazione da parte degli altri proprietari). Raggiunto dai reporter, Gruden aveva tagliato corto: “Non voglio star qui a speculare… non ci sono notizie da comunicare. Non posso negare di aver ricevuto delle chiamate. Ricevo molte telefonate ogni anno da coach e altri… qualche volta anche da proprietari. Qualcuno chiede la mia opinione. Son qui per aiutare la gente”.

I reporter della Bay Area avevano subito cercato di approfondire sentendo Gruden e Mark Davis, ma non erano riusciti ad estorcere nulla di più.

“Andiamo, son fuori con mia moglie” ha detto Gruden a Jerry McDonald del Bay Area News Group in una breve conversazione telefonica. “E’ pazzesco. La settimana scorsa dicevano che sarei andato a Tampa… Non ho davvero nulla da dichiarare”.

Il reporter di NBC Sports Bay Area Scott Bair aveva provato ad ottenere qualche informazione in più da Mark Davis, ma senza successo.

“Queste voci si sentono ogni anno”, ha risposto il proprietario dei Raiders.

Dopo il licenziamento così rapido di Del Rio le voci di un possibile ritorno di Gruden in nero-argento si son fatte sempre più insistenti.

Perché questa volta ci sono reali possibilità di un ritorno in Silver & Black? Jerry McDonald in un recente articolo ha sottolineato che le stesse fonti interne alla società che negli anni passati gli avevano detto che si trattava solo di fantasie quest’anno non escludono per niente la possibilità del ritorno di Gruden.

Nelle passate occasioni in cui i Raiders erano alla ricerca di un head coach, la squadra di Oakland era in piena ricostruzione; non era quindi il momento giusto, per Gruden, di fare il grande ritorno. Quest’anno le cose sono decisamente diverse. I Silver & Black hanno diversi giocatori giovani e di talento nel roster, e soprattutto hanno un franchise QB come Derek Carr, che Gruden apprezza moltissimo.

“Io voglio te” dice Gruden a Carr durante la registrazione della puntata di Gruden’s QB Camp prima del Draft 2014. “Cosa mi dici al riguardo?”. “Mi fa piacere. Andiamo a vincere qualche Championship” risponde Carr.

Rich Gannon considera Gruden un ottimo coach, che sa ottenere il massimo dai suoi QB. D’altronde è stato proprio con Gruden alla guida della squadra che Gannon si è trasformato da journeyman a star. L’idea che sia Gruden a guidare un ragazzo di talento come Carr intriga anche Charles Woodson.

“I know Jon Gruden loves the quarterback position. I believe he would really have a strong interest in going in working with Derek Carr and getting Derek Carr to the next level. I believe he could help him out tremendously and make him into the Hall of Fame type quarterback we think that young kid could be.” [Charles Woodson]

Ad ESPN Sunday NFL Countdown Woodson ha dichiarato “So che Jon Gruden ama il ruolo di QB. Credo che avrebbe un grande interesse a lavorare con Derek Carr e portare Derek Carr al livello successivo. Credo che potrebbe aiutarlo tantissimo e renderlo il QB da Hall of Fame che crediamo possa diventare”.

Ci sono altri motivi che potrebbero portare Gruden a rompere gli indugi e tornare ad allenare. Una delle ragioni per cui Gruden non voleva dedicarsi a tempo pieno al football è che voleva ritagliarsi del tempo per godersi la famiglia e i suoi ragazzi; presto però anche il più giovane dei figli si diplomerà alla high school ed andrà al college. Inoltre ESPN, il network per cui lavora al momento, è in crisi finanziaria e difficilmente sarà in grado di offrire in futuro lo stesso trattamento economico a Gruden. Aggiungiamo poi a questo il fatto che Gruden ha confessato alle persone a lui vicine che da quando a commentare con lui le partite non c’è più il suo vecchio compagno Mike Tirico ma Sean McDonough le cose sono cambiate e non si trova più bene.

Martedì Jerry McDonald è tornato alla carica ed ha sentito nuovamente Gruden, che nel mentre è impegnato a preparare la partita di Wild Card tra i Chiefs e i Titans.

Questa volta Chucky ha risposto con una battuta. “Da quel che ho capito questa settimana i Raiders intervisteranno i candidati e faranno sapere qualcosa nella prima metà della settimana prossima o comunque quando prenderanno una decisione definitiva”. McDonald gli ha chiesto se lui fosse nell’elenco dei candidati e Gruden ha risposto “Beh, credo di essere uno di quelli presi in considerazione, si. Spero di essere uno dei candidati”.

Sopravvalutato?

Gruden ha esordito come head coach ad Oakland nel 1998 ed è rimasto in carica fino al 2001, ottenendo come record 8-8, 8-8, 12-4 e 10-6, contribuendo a riportare ai vertici una squadra che usciva da un periodo buio. Dopo il famoso Tuck Rule game e l’eliminazione ai supplementari contro i Patriots nel Divisional Playoff dell’AFC Al Davis aveva deciso di scambiare il suo ingombrante head coach mandandolo ai Tampa Bay Buccaneers in cambio della scelta al primo round del Draft 2002 e del Draft 2003, di quella nel secondo round del Draft 2002 del Draft 2004 e 8 milioni di dollari in contanti.

Nel suo primo anno a Tampa Gruden concluse la regular season 12-4 vincendo il Super Bowl XXXVII proprio contro i Raiders. In 11 stagioni da head coach, 4 ad Oakland e 7 a Tampa, Gruden ha concluso con un record positivo in 6 occasioni e con 8-8 in due occasioni. Il suo record globale come head coach è 95-81.

Certamente il personaggio che si è costruito ha aiutato a renderlo vendibile nell’ambiente e la sua grinta ed il ricordo delle buone annate in nero-argento fanno di lui uno dei personaggi preferiti della Black Hole.

Pur non avendo un record esaltante, Gruden è considerato un buon coach. E’ sopravvalutato? Può darsi, ma non è il contributo tecnico che può dare Gruden a preoccupare il sottoscritto. Quello che maggiormente preoccupa è il potere che pretenderà di avere Gruden per tornare a mettersi in gioco. Sicuramente vorrà avere l’ultima parola sulle scelte tecniche, sia in Free Agency che al Draft. Permettetemi di nutrire dei legittimi dubbi sulle capacità di Gruden come talent scout.

“Perché McKenzie è stato impeccabile finora?” direte voi. Certamente no, il GM ha le sue colpe. In alcune occasioni è stato sfortunato (le prime due scelte di quest’anno hanno saltato praticamente tutta la stagione per infortunio), in altre ha rischiato e non è andata bene (Jihad Ward, Shilique Calhoun e altri). Eppure quando era a Green Bay McKenzie era considerato un grande scopritore di talenti ed anche ad Oakland ha trovato alcuni diamanti grezzi negli ultimi round o fra gli undrafted rookie.

Con l’arrivo di Gruden quale sarebbe il ruolo di McKenzie? I due saranno in grado di lavorare insieme?

Il possibile arrivo di Gruden sulla panchina nero-argento potrebbe aiutare la squadra di Oakland a catturare l’attenzione di qualche importante free agent. D’altronde l’impressione che si aveva prima di questa stagione era che con alcuni ritocchi mirati la squadra avrebbe potuto puntare al Super Bowl.

Mark Davis deve assolutamente avere un prodotto vincente per quando, presumibilmente nel 2020, sbarcherà a Las Vegas. Ci sono da vendere abbonamenti, suite e poltrone vip, e una squadra inguardabile come quella scesa in campo nel 2017 potrebbe costare molti soldi al figlio di Al Davis.

Lo staff

A quanto riportava Ian Rapoport di NFL Network, Gruden sta sondando il terreno per la costruzione dell’eventuale coaching staff. In questi giorni hanno iniziato a circolare alcuni nomi. Si è parlato di Rich Gannon come QBs coach (tweet), dell’attuale OC dei Jets John Morton per l’attacco (tweet), del DC dei Bengals Paul Guenther per la difesa (tweet) e dello Special Teams Coordinator dei Cowboys Rich Bisaccia (tweet). Sono spuntati poi anche i nomi dell’attuale QBs coach dei Rams ed ex OC dei Raiders Greg Olson e dell’OL coach dei Bears Jeremiah Washburn (tweet)

E i coach attualmente sotto contratto ad Oakland? Non verranno al momento licenziati, ma son stati lasciati liberi di cercare ingaggio altrove. Quando verrà nominato il nuovo head coach, chiunque esso sia, verranno poi prese le decisioni definitive.

Non ci resta che attendere pazientemente gli sviluppi…


UPDATE

Jon Gruden è intervenuto alla trasmissione “Golic and Wingo Show” ed ha praticamente confermato di essere interessato al posto da head coach offerto dai Raiders.

“Well, that’s up to Mark Davis. I have had conversations with Mark, and they’re still – I believe – going through the interview process. When he knows, I think we’ll all know.” [Jon Gruden]

“Ci puoi dire se sarai il prossimo head coach dei Raiders?” ha chiesto Wingo a Gruden, collegato telefonicamente. “Beh, dipende da Mark Davis”, ha risposto Gruden. “Ho parlato con Mark e i Raiders stanno – credo – ancora vagliando i candidati. Quando lui saprà lo sapremo anche noi, ma mi fa piacere che Adam [Schefter] e di Chris [Mortensen] siano fiduciosi che possa ottenere il posto”, ha aggiunto ironicamente Gruden riferendosi allo “scoop” dei due insider di ESPN.

Mike Golic ha riformulato la domanda: “Credo che la domanda giusta sia: se Mark Davis ti chiama e ti dice ‘Abbiamo vagliato tutti i candidati e tu, Jon, sei la nostra scelta, vorremmo che fossi il prossimo head coach degli Oakland Raider’ accetteresti di diventare il prossimo head coach degli Oakland Raiders?”. “Credo che ci sia una buona chance”, ha risposto Gruden. “Sono davvero soddisfatto del mio livello di preparazione attuale e son pronto a tornare ad allenare. Non voglio però stare qui a fare congetture. Non so cosa accadrà, Mike. Devo essere onesto con te. Le ultime settimane sono state davvero intense. So che hanno iniziato il processo di valutazione dei candidati e finché non avranno terminato non ho idea di cosa accadrà”.

“Il mio incontro con Mark è stato positivo. Lo conosco da tanto tempo ed ho molto rispetto per i Raiders”, ha aggiunto Gruden.

“Circola voce che ti sono state offerte quote della società. Cosa ci puoi dire al riguardo?”, ha chiesto poi Wingo. “Non è affatto vero”, ha risposto Gruden. “L’ho sentito ma non c’è nessun fondamento di verità al riguardo; nessuna quota della società, questo è certo”.

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4 thoughts on “I Raiders licenziano Jack Del Rio. Tornerà Jon Gruden?

    • Gruden, se davvero sarà lui il prossimo HC, tornerà dopo tanto tempo a guidare una squadra. E’ giusto che si circondi di gente di cui si fida. Pagano ha fatto bene da quando ha preso il posto di Norton e se fosse rimasto Del Rio son certo che sarebbe stato tenuto, ma col cambio di head coach la vedo difficile.

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