Raider Nation: intervista a Ray Perez / Dr. Death

I fan dei Raiders sono tra i tifosi sportivi più appassionati. Sono un gruppo pittoresco. I membri della Raider Nation si contraddistinguono per il baccano che fanno quando sostengono la squadra e per l’abbigliamento nero-argento, ma alcuni tra i più entusiasti sostenitori dei Raiders vanno addirittura oltre, indossando costumi eccentrici e minacciosi il giorno della partita. Diversi irriducibili, soprattutto nella famosissima sezione dell’Oakland Coliseum nota come Black Hole, hanno creato dei veri e propri alter ego per i propri personaggi.

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Ray Perez / Dr. Death (Foto: Matthias Clamer/ESPN The Magazine – Elaborazione grafica: Raiders Italia)

Raiders Italia ha avuto l’occasione di intervistare alcuni dei più famosi fan dei Raiders. Oggi siamo lieti di presentarvi Ray Perez, noto come “Dr. Death”

(NOTE: you can find the English version of this interview here)

Raiders Italia: Chi è Dr. Death nella “vita reale”?

Ray Perez: Il mio nome è Raymond Perez Jr.

RI: Quanti anni hai, dove vivi e che lavoro fai?

RP: Ho 29 anni e sono nato e cresciuto a West Sacramento e sull’isola di Guam dove passavo le estati con i miei nonni paterni. Mi sono laureato alla Sacramento State con un diploma nel campo delle Comunicazioni ed ho esperienze nelle pubbliche relazioni.

RI: Quando hai iniziato ad impersonare Dr. Death?

RP: Mi son sempre truccato fin da quando ero un bambino di 8 o 9 anni, ma ho iniziato ufficialmente a impersonare Dr. Death quando avevo circa 21 anni.

RI: Perché hai scelto il nome Dr. Death?

RP: Stavo guardando ESPN quando Jack Tatum è morto e loro hanno parlato della Soul Patrol. Quando ho visto gli highlight di Skip Thomas ho pensato “Cavolo, quel tizio era davvero cazzuto”. Da quel momento il nome mi è rimasto incollato addosso.

RI: Data la tua grande passione per i Raiders, è mai capitato che Dr. Death abbia preso il sopravvento su Ray nella vita reale?

RP: E’ interessante che mi chiediate questo. Uno e l’altro non hanno mai sostituito l’altro perché sono un’unica cosa. Dr. Death non definisce Ray ma incarna chi sono come persona. Anche nella mia comunità, gente che non sa nulla di football o dei Raiders sa che sono Dr. Death, e non solo per come mi vesto ma per le cause che ho perorato; non solo cercare di salvare i Raiders ma per le tante cause benefiche che ho sostenuto.

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Ray Perez / Dr. Death (Foto: Ray Perez)

RI: Puoi spiegarci cosa rende la Black Hole tanto speciale?

RP: Cercare di descrivere a parole questo sentimento non renderebbe nessuna giustizia alla Black Hole. La Black Hole è un’area di tifosi irriducibili che vengono da contesti diversi ma hanno un elemento in comune, siamo “disadattati” che sposano pienamente l’idea di essere rinnegati e turbolenti. Se sei un tifoso della squadra avversaria odi venire nella Black Hole. E’ una sensazione stupenda che non si potrà MAI provare da un’altra parte.

RI: C’è un’altra tifoseria che può essere considerata allo stesso livello della Raider Nation?

RP: Non c’è nulla di comparabile con la Raider Nation o ancora meno con la Black Hole. Ho visitato tanti stadi e incontrato tanti tifosi appassionati; noi non siamo migliori o peggiori, siamo semplicemente diversi dalle altre tifoserie. L’unica altra tifoseria che credo possa avere delle similarità con la nostra, ma non ho avuto un’esperienza personale, è quella di Philadelphia. Le storie che ho sentito raccontare su Philly sono qualcosa di particolare.

RI: I Raiders hanno ottenuto dalla National Football League l’autorizzazione a trasferire la squadra da Oakland a Las Vegas. Per la seconda volta Oakland perderà la sua squadra di football. Ci dispiace tantissimo per i tifosi di Oakland, capiamo le ripercussioni a livello emotivo del trasferimento, ma guardando alla questione da lontano sembra che i Raiders non avessero scelta, che fosse impossibile trovare una soluzione attuabile ad Oakland. Qual è la tua opinione al riguardo?

RP: Cosa ne penso? Francamente questa è una scusa del cazzo da parte dei Raiders. Non eleggiamo i politici per costruire stadi da miliardi di dollari, li eleggiamo per far funzionare stazioni di polizia e biblioteche. La città di Oakland npn è proprietaria dei Raiders, il proprietario è Mark Davis. Negli ultimi 30 anni Oakland ha avuto una valanga di politici e c’è stata una sola costante, la famiglia Davis. Negli ultimi 5 anni la città di Oakland ha proposto 3 diversi costruttori (Forest City, Colony Capital e, per ultima, la Fortress Investment) e con questi 2 proposte. Quante proposte i Raiders hanno sottoposto all’attenzione di Oakland? ZERO. Si afferma che la NFL volesse tutti i 120 acri dell’area del Coliseum; OK, dove è la loro proposta formale alla città di Oakland nella quale si illustra il piano di sviluppo dell’area nell’eventualità che gli fosse stata ceduta ad un equo prezzo di mercato? La NFL non ha MAI fatto una proposta; sono solo retorica e cazzate. Chiedo a CHIUNQUE di dimostrare che mi sbaglio e di mostrarmi questa ipotetica proposta formale da parte della NFL alla città di Oakland e sarò lieto di twittarla io stesso.

RI: La squadra giocherà almeno altre due stagioni ad Oakland. Credi che faranno il tutto esaurito in ogni partita casalinga o gli spalti saranno mezzi vuoti?

RP: Certo che faranno il tutto esaurito ad ogni partita. I tifosi dei Raiders hanno sofferto per 14 anni di sconfitte, questa tifoseria ha necessità di veder giocare una squadra che può ambire al Super Bowl. Per non parlare del fatto che andare a vedere le partite ed acquistare gli abbonamenti sarà molto più complicato quando i Raiders si trasferiranno a Las Vegas.

RI: Dopo che il trasferimento è stato approvato a marzo Mark Davis si è offerto di rimborsare i tifosi dei Raiders che preferissero rinunciare all’abbonamento già acquistato. Hai richiesto il rimborso del tuo abbonamento? Sai quanti nella Black Hole hanno scelto di annullarlo?

RP: Ho ottenuto immediatamente il mio rimborso. Conosco diverse persone che hanno richiesto il rimborso o hanno deciso di comprare comunque i biglietti con l’intenzione di rivenderli sul mercato secondario a tifosi della squadra avversaria.

RI: Con il trasferimento della squadra a Las Vegas ormai ufficiale la Black Hole scomparirà?

RP: La Black Hole NON SARA’ MAI PIU’ LA STESSA, MAI. Non potrai MAI replicare quello che c’era ad Oakland. Per quanto riguarda il fatto che lo striscione possa andare a Las Vegas, quello lo deciderà il presidente della Black Hole Rob Rivera.

RI: Una coalizione di tifosi degli Oakland Raiders e alcuni rappresentanti delle istituzioni locali si è recentemente rivolta al legale James W. Quinn (qui il comunicato stampa). Cosa volete ottenere?

RP: I tifosi degli Oakland Raiders e la comunità di Oakland non hanno ancora intenzione di arrendersi. Con l’aiuto di donazioni ci siamo rivolti al famoso legale Jim Quinn. I Raiders sono nati ad Oakland (Al Davis è arrivato alcuni anni dopo) e noi crediamo che il nome debba restare qui. Se vuole trasferire la squadra e ribattezzarla Las Vegas Gamblers, che faccia pure. I Raiders e Oakland fanno parte della nostra identità e non smetteremo di lottare.

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Eric Hochstadt, il consigliere Noel Gallo, James Quinn e Ray “Dr. Death” Perez. (Foto: Ray Perez)

RI: La coalizione di tifosi e esponenti delle istituzioni locali ha tenuto una conferenza stampa presso il municipio di Oakland il 12 giugno per presentare James Quinn e Eric Hochstadt.

RP: Oakland è stata fregata da Mark Davis e dalla NFL. Anziché fare semplicemente polemica con l’opinione pubblica abbiamo deciso di rivolgerci al miglior legale della nazione per provare le nostre ragioni in un’aula di tribunale. Per mettere le cose in chiaro, gli avvocati non assumono casi solamente per arraffare soldi perché ammassare sconfitte a lungo andare gli fa perdere credibilità e quindi anche soldi. Siamo Oakland, la città degli “underdog”.

RI: Qualora non riusciate a far restare il nome Raiders ad Oakland continuerai ad essere tifoso?

RP: Assolutamente no. Non so cosa siano i Sin City Raiders, non mi ci riconosco. Io sono un disadattato e rinnegato degli Oakland Raiders.

RI: Sei in contatto con altri rappresentanti della Black Hole? Cosa pensi della loro scelta di continuare a sostenere la squadra? Cosa pensano loro della tua scelta?

RP: Siamo nella off season quindi non ho avuto modo di parlare con gli amici della Black Hole. Qualunque cosa la gente scelga di fare con il proprio tifo, i propri soldi e la propria passione è una loro scelta. Non sono nei loro panni e certamente loro non sono nei miei; non sono qui per giudicare niente e nessuno. La maggior parte di chi non è d’accordo con me comunque mi rispetta, qualcuno la pensa esattamente come me; non rispettano e non sopportano Mark Davis e quello che i Raiders sono diventati ed ora rappresentano; tradimento. Ci sono tifosi appassionati in giro per il paese che ho avuto l’onore di incontrare che hanno compassione per noi tifosi locali che abbiamo appena perso i nostri amati Raiders. L’unica cosa che posso fare è rispettare quello che gli altri decidono di fare del proprio tifo. Son responsabile solamente di me stesso e di quello che ho fatto come rappresentante degli Oakland Raiders.

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Ray Perez (Dr. Death) durante la partita degli Oakland Raiders contro i Philadelphia Eagles all’O.co Coliseum del 3 novembre 2013. (Foto: Kirby Lee/USA TODAY Sports)

RI: Anche se hai deciso di smettere di seguire la squadra siamo certi che i ricordi non possono essere cancellati. Qual è il tuo ricordo più caro legato ai Raiders?

RP: Oh ragazzi, i ricordi più cari sono muoversi tra le diverse culture e il fumo dei bracieri durante i tailgate, ascoltare musica che va dall’hip hop, al rap, al country, alla musica messicana e al rock, incontrare nuovi amici e abbracciare amici che conosco da anni e vedere giovani ragazzi e le future generazioni. Sono i ricordi di ciò che ho vissuto durante ogni partita casalinga e a cui non puoi dare un prezzo.

RI: Chi è il tuo giocatore preferito?

RP: Crescendo il mio giocatore preferito, ed ero orgoglioso che fosse un Raider per il fatto che non era appariscente ma dava sempre il massimo, era Touchdown Timmy Brown, Mr. Raider.

RI: Grazie mille per il tempo che ci hai concesso, Ray! Amiamo la passione che ci metti ed apprezziamo tantissimo che abbia accettato di condividere con noi le tue opinioni.

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