Raider Nation: intervista a Arien Beierle / Scar

I fan dei Raiders fans sono tra i tifosi sportivi più appassionati. Sono un gruppo pittoresco. I membri della Raider Nation si contraddistinguono per il baccano che fanno quando sostengono la squadra e per l’abbigliamento nero-argento, ma alcuni tra i più entusiasti sostenitori dei Raiders vanno addirittura oltre, indossando costumi eccentrici e minacciosi il giorno della partita. Diversi irriducibili, soprattutto nella famosissima sezione dell’Oakland Coliseum nota come Black Hole, hanno creato dei veri e propri alter ego per i propri personaggi.

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Arien Beierle / Scar (Foto: Don Juan Moore/Getty Images)

Raiders Italia ha avuto l’occasione di intervistare alcuni dei più famosi fan dei Raiders. Oggi siamo lieti di presentarvi Arien Beierle, noto come “Scar”

(NOTE: you can find the English version of this interview here)

Raiders Italia: Chi è Scar nella “vita reale”? Quanti anni hai, dove vivi e che lavoro fai?

Arien Beierle: Scar nella vita reale è uno studente del college di 23 anni, che sta finendo gli studi alla Sacramento State University! Quando inizierà la stagione starò vivendo in un piccolo sobborgo a nord di Sacramento. Per quanto riguarda il lavoro, ho fatto diverse cose, dal vendere energy drink, all’allenare una squadra di baseball, al lavorare da Buffalo Wild Wings!

RI: Quando hai iniziato ad impersonare Scar?

AB: Scar è nato nel 2007 scherzando con gli amici. Ero considerato una persona mite, troppo tranquillo per essere un fan dei Raiders, così qualche amico ha detto che mi sarei dovuto conciare come quei tipi che si vedevano in TV. L’ho fatto e, beh… ha assunto una vita propria e così è stato da allora.

RI: Quanto impieghi a diventare Scar?

AB: Ci vuole un’oretta a diventare Scar. Ci metterei di meno se riuscissi a seguire l’approccio ‘Una cosa per volta’, ma spesso mi metto a fare più cose contemporaneamente mentre mi sto preparando.

RI: Data la tua grande passione per i Raiders, è mai capitato che Scar abbia preso il sopravvento su Arien nella vita reale?

AB: Ci sono momenti in cui Scar e Arien si intrecciano tra loro. Qualche volta serve la “calma nei momenti stressanti” tipica di Arien per seguire quei drive da rimonta dell’ultimo minuto senza farsi venire un collasso, e qualche volta la situazione richiede quel po’ di risolutezza in più che normalmente Arien non avrebbe, ma Scar è ben lieto di dargli una mano.

RI: Puoi spiegarci cosa rende la Black Hole tanto speciale?

AB: La Black Hole è speciale perché è unica. Non c’è un posto simile in tutta la Lega ed è rimasta praticamente inviolata dalle regole che si applicano dalle altre parti. In quale posto ormai puoi restare in piedi per tutta la partita e fare tutto il baccano che vuoi, quando vuoi, senza che gli uomini della security vengano a dirti qualcosa?

RI: C’è un’altra tifoseria che può essere considerata allo stesso livello della Raider Nation?

AB: Così come per la Black Hole, anche per la Raider Nation vale lo stesso discorso… è una tifoseria con caratteristiche uniche. Prendendo in esame qualunque sport non ci sono molte squadre che hanno un seguito così ampio come lo hanno i Raiders. Son sicuro che ci siano tante tifoserie appassionate, ma non riesco a pensare ad un’altra tifoseria che riesca ad “invadere” in massa uno stadio avversario dall’altra parte degli Stati Uniti o, come nel caso di Londra, dall’altra parte del pianeta.

RI: Con il trasferimento della squadra a Las Vegas ormai ufficiale la Black Hole scomparirà?

AB: Non posso dirlo per certo visto che non conosco l’opinione al riguardo di chi possiede il marchio “Black Hole” ma so che è un marchio registrato, quindi dipenderà da cosa quei ragazzi decideranno di fare. Dato che la Black Hole è nata ad Oakland c’è una concreta possibilità che scompaia dopo il trasferimento.

RI: Qual è il tuo ricordo più caro legato ai Raiders?

AB: E’ per forza di cose la mia prima esperienza con i Raiders se proprio devo sceglierne uno. Stavo facendo zapping tra una partita NFL e l’altra durante una domenica pomeriggio, da amante del football come sport ma senza avere ancora una squadra del cuore, ed ho deciso di fermarmi sulla “Battle of the Bay”: Raiders contro 49ers, era il 2000. I Raiders hanno vinto nei supplementari, 34-28. I colori e l’atteggiamento della squadra mi hanno catturato.

RI: Chi è il tuo giocatore preferito?

AB: Non ho preferiti, però spesso più un giocatore resta in squadra e più lo apprezzo.

RI: I Raiders hanno ottenuto dalla National Football League l’autorizzazione a trasferire la squadra da Oakland a Las Vegas. Per la seconda volta Oakland perderà la sua squadra di football. Ci dispiace tantissimo per i tifosi di Oakland, capiamo le ripercussioni a livello emotivo del trasferimento, ma guardando alla questione da lontano sembra che i Raiders non avessero scelta, che fosse impossibile trovare una soluzione attuabile ad Oakland. Qual è la tua opinione al riguardo?

AB: Non voglio mettermi a fare comizi ma è davvero una vergogna. E’ una vergogna che una delle città più appassionate d’America perda la sua squadra di football per la seconda volta. E’ una vergogna che una corporation che fa utili per 14 miliardi di dollari all’anno pensi ancora che sia il cittadino medio a dover sborsare. E’ una vergogna che la gente sia stata portata a credere che questo status quo sia moralmente accettabile. Lodo la città Oakland per non aver ceduto al “ricatto”; in ogni caso, che si sia d’accordo o meno sul trasferimento, le ragioni che hanno portato a questo sono sbagliate. Se la NFL ha davvero così tanto “BISOGNO” di nuovi stadi dovrebbe pagarli di tasca propria, così come facciamo noi persone normali.

RI: La squadra giocherà almeno altre due stagioni ad Oakland. Credi che faranno il tutto esaurito in ogni partita casalinga o gli spalti saranno mezzi vuoti?

AB: Credo che faranno ad ogni partita il tutto esaurito, o per lo meno ci andranno vicini. La gente ama questa squadra, ci sono alcuni dei giocatori più importanti della Lega in questa squadra, e i Raiders sono un legittimo contendente per il Super Bowl per la prima volta dopo tantissimo tempo. Sarà difficile che la gente rinunci a tutto questo.

RI: Continuerai a tifare i Raiders?

AB: Sarò sempre un tifoso dei Raiders.

RI: Andrai a vedere la squadra a Las Vegas?

AB: Non ho l’abitudine di frequentare stadi nuovi nei primi anni, ma più in là ci lo sa?

RI: Qui in Italia ci sono casi di battaglie tra i sostenitori di squadre rivali, soprattutto nel calcio. Ti è mai capitato di assistere a cose del genere nelle partite di football?

AB: Si, succede. Non spesso come la gente crede, né spesso come accadeva in passato, ma come si può immaginare, quando si raggruppano 70000 persone nello stesso posto non tutti si comportano al meglio.

RI: Sei soddisfatto delle scelte fatte da McKenzie nell’ultimo Draft?

AB: Il tempo risponderà alla domanda, è troppo presto per dirlo. Però i rookie di quest’anno sembrano promettenti!

RI: Quali sono le tue aspettative per la stagione 2017? Dove può arrivare questa squadra?

AB: Per me quest’anno o si arriva in fondo nei playoff oppure sarà un fallimento. Sembra che i media abbiano già deciso che l’AFC Championship game vedrà di fronte Raiders e Patriots, e allora diamogli quello che vogliono!

RI: Quali sono, secondo te, i punti di forza e i punti deboli del team? Quali buchi i Raiders devono ancora tappare?

AB: Il punto di forza è senza dubbio l’attacco nel suo complesso. Questo attacco sembra in grado di realizzare 40 punti nel sonno. Ancora una volta, come spesso è capitato in questi anni, la difesa contro le corse dovrà invece dimostrare di essere all’altezza. E’ presto per dire se è o meno un punto debole, ma ha molto da dimostrare.

RI: Marshawn Lynch è tornato dalla “pensione” per giocare con i Raiders, la squadra della sua città. Cosa ne pensi? Con lui nel backfield in gioco di corse migliorerà?

AB: Ancora è difficile credere che Marshawn Lynch sia un Raider, ma ci sarà da divertirsi! Credo che il running game assumerà una nuova vita con lui nel backfield. Sono solo una manciata i runningback nella storia della NFL che corrono come fa lui. Ogni volta che hai un giocatore del genere in squadra fai qualcosa nel modo giusto.

RI: Pensi che Jack Del Rio sia il coach giusto per guidare i Raiders a conquistare un Super Bowl?

AB: Senza alcun dubbio. L’atteggiamento che ha portato in questi due anni è qualcosa di speciale. Indosserà un anello del Super Bowl vinto con i Raider prima o poi.

RI: Grazie mille per il tempo che ci hai concesso, Arien!

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Arien Beierle / Scar (Photo: Arien_Beierle)

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