Draft 2017 – Analisi della AFC West

Siete stufi di sentire parlare di Draft? No? Bene, perché su Raiders Italia non abbiamo ancora finito di raccontarvi la tre giorni di Filadelfia. In particolare ci interessa fare il punto della situazione per quanto riguarda la AFC West.

AFC_West_Draft_2017

Come sono cambiate le tre avversarie storiche dei Raiders dopo il Draft? Abbiamo scelto di farcelo raccontare da chi segue con passione tutti i giorni le vicende che riguardano Chargers, Chiefs e Broncos. 

DENVER BRONCOS (Sergio Barone)

I Broncos arrivavano al Draft dopo una stagione sottotono e consapevoli di avere più reparti da consolidare. A mio modo di vedere la più grande carenza era a livello del tackle sinistro, spot lasciato orfano da Russell Okung durante la passata offseason; il GM John Elway si è mosso in questo senso, selezionando (a suo modo di vedere) il miglior tackle disponibile, ed evitando sanguinose trade. La scelta ha suscitato emozioni contrastanti tra i tifosi orange & blue ma io trovo questa pick assolutamente solida e necessaria, considerando la difficile situazione della nostra linea offensiva. John Elway ha deciso di non ricercare un LT in FA, risparmiando milioni per un ipotetico approdo in Colorado dell’ex Cowboy Tony Romo (poi conclusosi con un nulla di fatto ed il ritiro del giocatore) e ha così reso la scelta al primo giro quasi obbligata. I top tackle di questa (modesta) classe erano Ryan Ramzcyk e Garett Bolles, entrambi prospetti con buone potenzialità ma anche qualche punto interrogativo. Alla fine dei giochi è stato Bolles, il ragazzone ex Utah, a salire sul palco, brandendo il figlioletto Kingston a mo’ di trofeo. Bolles è un tackle estremamente atletico e con una grande passione per il gioco, ma ha senza dubbio da limare qualche aspetto tecnico oltre ad una forza nella parte alta del corpo buona ma non eccelsa. Vero campanello d’allarme per diversi scout è stata, oltre ad un’adolescenza turbolenta, la sua età, visto che compirà 25 anni prima dell’inizio della nuova stagione. L’ex Utes dovrà adeguare in fretta il suo gioco agli standard NFL visto che sarà quasi sicuramente il tackle sinistro titolare con il compito di proteggere il lato cieco di Siemian o Lynch; se riuscirà in questo obiettivo in tempi adeguati alle sue candeline i Broncos potrebbero aver trovato un importante innesto su cui costruire il loro attacco.

Altro ruolo da rinfoltire era quello di DE, che negli ultimi mesi aveva subito le dipartite di Vance Walker e DeMarcus Ware. Così per il secondo anno consecutivo i Broncos hanno selezionato un Defensive End al secondo giro, portandosi a casa DeMarcus Walker. Walker negli ultimi due anni a Florida State ha fatto registrare qualcosa come 25 sack, ritagliandosi un ruolo di primo piano nel panorama nazionale. Il ragazzo può contare su un ampio skill set e una buona capacità di tackling; da migliorare invece la sua costanza all’interno della partita. Altro aspetto su cui porre l’attenzione è il fisico, non particolarmente atletico (soffre i lineman di taglia superiore), su cui i Broncos dovranno lavorare per fargli guadagnare qualche chilo extra. La pick ha senso, Walker potrà infatti togliere pressione da Von Miller e Shane Ray e contribuire in maniera significativa alla difesa contro le corse.

Al terzo giro i Broncos hanno selezionato il WR Carlos Henderson da Louisiana Tech. Coach Joseph aveva insistito fin dal suo insediamento sul fatto di rendere l’attacco più dinamico ed Henderson sembra un’ottima arma da questo punto di vista. Il ragazzo va in TD con continuità (19 le segnature lo scorso anno) e dopo la ricezione è una vera e propria minaccia. Se aggiungiamo una predisposizione naturale per i punt/kick return non possiamo che promuovere questa pick, augurandoci di trovare finalmente un WR3 affidabile.

Sempre al terzo giro è stato scelto il CB Brendan Langley (Lamar); questa pick è quella che mi ha convinto di meno di tutto il lotto, sia perché come DB siamo abbastanza coperti sia perché Langley era stato ipotitizzato come talento da quarto o quinto giro. A quanto pare lo scouting staff avrà visto in questo cornerback molto fisico un progetto da sviluppare nei prossimi anni, sullo stile di Kayvon Webster.

Il terzo giorno di Draft della franchigia del Colorado è stato animato da due trade, rispettivamente con i 49ers (a cui è stato ceduto il RB Kapri Bibbs) ed i Browns.

Al quinto giro arriva finalmente un TE, Jake Butt da Michigan. Questa potrebbe essere considerata una vera e propria steal, in quanto il ragazzo sarebbe un prospetto da primo giro se non fosse per un brutto infortunio all’ACL occorsogli durante l’ultimo Orange Bowl. Butt, grazie alla sua abilità in ricezione, potrebbe imporsi come pericoloso target in redzone, dove un fattore manca dai tempi di Julius Thomas. Resta da vedere come (e soprattutto quando) riuscirà a riprendersi dall’infortunio, visto che probabilmente salterà l’intero Training Camp.

Sempre al quinto giro John Elway decide di puntare su un ricevitore, Isaiah McKenzie (Georgia). Ragazzo undersized (5’7’’) ma estremamente esplosivo e pericoloso come returner; starà alla fantasia di Vance Joseph utilizzarlo in gadget plays in grado di costruirgli matchup favorevoli.

Al sesto giro è il turno di De’Angelo Henderson, veloce e compatto RB di Coastal Carolina. Dopo la trade con SF un runningback era d’obbligo e questo atleta chiuderà la depht chart del reparto; ha avuto una produzione stratosferica in un college di FCS, la vera domanda è se saprà portare il suo talento ad un livello successivo.

Per concludere è il turno di Mr Irrelevant, la pick n°253, che quest’anno appartiene a Chad Kelly, nipote del più famoso Jim. Il QB di Ole Miss ne ha passate tante (forse troppe) tra bravate e infortuni, ma se riuscirà a recuperare dai suoi problemi andrà a competere per il posto da titolare entro un paio di anni.

Dando uno sguardo d’insieme alla Draft class 2017 mi ritengo soddisfatto; è stato aggiunto del talento a coprire le posizioni più critiche, condito da qualche scelta più azzardata ma a prezzo contenuto. Unico rimpianto non aver speso un quinto o sesto giro per un ILB, visto che al momento il ruolo ha una depth abbastanza risicata.

Tifoso orange & blue classe 1996; Sergio Barone si è avvicinato al football dalla prima stagione dello “Sceriffo” in Colorado, quando Peyton e il suo attacco infiammavano il Mile High ad ogni giocata. Creatore ed unico amministratore de “I’m an Italian Bronco”, pagina punto di riferimento per i tifosi Broncos in Italia. Collabora attivamente con il gruppo Facebook “NFL FOOTBALL INSIDE” e il sito FootballNation.


LOS ANGELES CHARGERS (Daniel “Ride” Molinari)

Il vento di novità è soffiato forte in questo inizio 2017 per i Chargers. Alcune traumatiche, come la relocation da San Diego a Los Angeles, altre necessarie come la profonda rivisitazione del coaching staff, dalla nomina come HC di Anthony Lynn a quella del DC Gus Bradley, per passare attraverso a una free agency in cui a puntellare in modo deciso la squadra è arrivato il solo Russell Okung, reduce da un’annata incolore a Denver e chiamato al riscatto sul blind-side per proteggere Philip Rivers.

Già, proprio Philip rimane il filo conduttore dei Bolts rinati a Los Angeles. Uomo franchigia da oltre un decennio, la sua finestra, piange il cuore dirlo, si sta chiudendo. Uno dei QB più talentuosi nella lega, inizia a sentire il peso degli anni e degli acciacchi fisici; si parla, per esempio, di un problema alla schiena mai risolto dalla stagione 2015.

Il Draft è per definizione un vento di novità e da fan di lunga data è il primo in cui si ha la netta sensazione che pian piano si stia apparecchiando il tavolo per gli ultimi scorci di carriera di Rivers e il futuro di Los Angeles.

Al primo giro arriva, un po’ a sorpresa, Mike Williams, WR da Clemson. Quando tutti si aspettavano una Safety, Telesco va invece sull’attacco. La pick convince: perché? Perché per fisicità è il prototipo di WR che Rivers adora. Al college ha dominato grazie alla capacità di vincere su contested catch e in redzone, entrambe aree in cui LA necessitava di un netto miglioramento. Dopo Malcom Floyd, dopo Vincent Jackson, torna ad esserci il WR capace di far sentire la sua stazza. Ci sono dei question mark, legati anche alla capacità di Rivers di andare sul profondo come faceva una volta, ma avere un WR in grado di far sporco lavoro in ricezione come Williams potrà dare il giusto boost. Deve migliorare nel route-running, ma in questo avrà in Keenan Allen un maestro tra i top della lega. Proprio con Keenan, Williams sembra completarsi per qualità e capacità. Aggiungendo nel mix lo sviluppo di Tyrell Williams nello slot, la velocità che “stretcha” il campo di Travis Benjamin e la profondità garantita da Inman, il reparto WR dei Chargers si completa dunque di dinamicità.

Il secondo giorno il Draft continua ad essere Rivers-centrico, non perché Telesco vada a draftare il suo erede, ma perché lo andrà a proteggere a più non posso. Alla #38 arriva l’interior lineman più pregiato dell’intero Draft, Forrest Lamp, G da WKU che sarà chiamato a dare il suo contributo dal day zero. Ottima value, ottimo innesto e vitale per sistemare un’OL che negli ultimi anni definire cantiere aperto è riduttivo. Ma Tom non finisce qui il lavoro: al terzo giro è il turno di Dan Feeney, altra guardia, tra le migliori del ruolo in pass-protection nella sua carriera NCAA e che aggiunge solidità in un ruolo che ne ha bisogno come il pane. Curiosità? Ha concesso due sack in 3 anni.

Le parole chiave delle due giornate possono essere identificate con un aggettivo tanto caro agli americani: “nasty”. Un aggettivo che mi trova d’accordo anche nel terzo giorno, quando finalmente Tom risponde all’interrogativo di tutti i fan Bolts: “E la Safety?”.
A inizio quarto giro, con una corsa alle S iniziata molto, molto presto, arriva da The U Rayshawn Jenkins il prototipo di giocatore che Gus Bradley adora. Safety dall’ottimo killer instinct, fisicità e altezza, la rendono ideale in run support e giocare in the box. Alla Kam Chancellor, per questo la pick sembra proprio un progetto da sviluppare voluto proprio da Gus. Ma a migliorare la competizione, vitale, tra i DB arriva al quinto giro Desmond King, fermando il suo slide che durava da qualche round. Jim Thorpe Award il DB ad Iowa ha giocato CB, ma potrebbe trovare naturale l’evoluzione a FS: dotato quindi di versatilità, è ottimo in coverage e ha capacità da ball-hawk. Ovunque Bradley pensi di utilizzarlo, può sorprendere fin da subito. I due DB potranno esser d’aiuto anche negli special team; occhio, in particolare, alle capacità da returner di Desmond King, altra area disastrata dei Chargers.
Come chiude il Day 3 Tom Telesco? Come ogni sesto e settimo giro che si rispetti, ovverosia auspicando depth, depth, depth. Torna sull’OL con un raw project come il tackle Sam Tevi da Utah e all’ultimo round sceglie di andare sulla DLine con il capitano di Notre Dame, Isaac Rochell: dotato di buon atleticità, valido contro le corse, high-motor e durabilità (ha giocato oltre 83% di snap difensivi nella sua carriera a South Bend) se riuscisse ad entrare nelle rotazioni del front seven sarebbe già un bel traguardo!

Insomma, come giudicare questo Draft dei Chargers? Non sono mai stato fan dei grade, preferisco far parlare il training camp prima e settembre poi, ma è innegabile che le prime due giornate siano andate in ottica Rivers e primo scorcio di futuro che verrà.

Daniel Molinari è un moderatore, con il nick “ride_the_lightning” sul forum di PlayIT USA ed è uno dei creatori di Radio Bonanza.


KANSAS CITY CHIEFS (Antonio Carugo)

Round 1: Patrick Mahomes (QB). I Chiefs eseguono una trade up sacrificando la prima scelta del prossimo anno e la terza del 2017 per salire fino al decimo posto e selezionare il QB Mahomes da Texas Tech. E’ una scelta molto chiara, proiettata al futuro con un giocatore con potenziale enorme ma ancora non pronto per la NFL e che dovrà crescere dietro ad Alex Smith almeno per un anno. Dorsey e Reid piantano le basi per il futuro e forse i tifosi Chiefs, oltre ad essere felici per la pick, dovrebbero apprezzare il desiderio del GM e dell’HC di far parte del futuro di questo team preoccupandosi della squadra che verrà. Mahomes adesso dovrà solo preoccuparsi di imparare a gestire meglio le situazioni per ridurre le “bad decision” al minimo ed in questo, maestri migliori di Reid e Smith davvero non poteva trovarli.

Round 2: Tanoh Kpassagnon (DE). Dopo aver perso Poe e Howard nella offseason, i Chiefs scelgono un DE al secondo giro puntando sulle straordinarie doti atletiche di questo ragazzo da Villanova. Scelta interessante perché si perde un po’ contro le corse ma si aumenta notevolmente nella pass rush.

Round 3: Kareem Hunt (RB). Altra trade up per andare a prendere da Toledo questo talentuoso prospetto. Una scelta inaspettata perché Reid ci ha abituato alla ricerca di velocità, ma che in realtà si inserisce bene nel roster di corridori dei Chiefs. Agile, con una visione del campo e della giocata fuori dalla norma, può davvero fare la differenza. Oltre ad una capacità di evitare il primo tackle aggiunge anche una discreta capacità nella ricezione. Adattissimo ad attaccare le difese a zona. Come detto, probabilmente manca un po’ di velocità.

Round 4: Jehu Chesson (WR). La scelta inaspettata di Reid. In pochi segnalavano la necessità di WR al Draft dei Chiefs ed effettivamente i sicuri Hill, Conley, Maclin, oltre a De’Anthony Thomas, Wilson e Robinson avranno da competere ulteriormente con Chesson. Il nuovo WR, proveniente da Michigan, si presenta con una stagione 2015 esaltante ed una 2016 davvero deludente a causa di un infortunio al ginocchio e di una rotazione di QB che non l’ha avvantaggiato. Ennesima sfida di Andy Reid, speriamo vinca anche questa volta.

Round 5: Ukeme Eligwe (LB). Scegliere un LB solo al quinto giro ci racconta di una squadra molto convinta del ritorno di Derrick Johnson e questo non può che farci piacere. Eligwe, che ha concluso la carriera universitaria con un anno a Georgia Southern dopo essere stato cacciato da Florida State per aver violato le regole di comportamento imposte dall’head coach Jimbo Fisher, dovrà lottare per entrare nel roster dei Chiefs.

Round 6: Leon McQuay III (S). Nipote di un RB che ha giocato nella NFL, è un giovane molto promettente ma che deve fare il salto di qualità necessario per giocare a questi livelli. Anche per lui sarà dura trovare un posto nel roster dei Chiefs ma potrebbe aiutarlo la versatilità per cui può giocare sia da S che da CB.

Giudizio finale: un Draft che punta al futuro aggiungendo comunque competizione in ruoli chiave dell’attacco. Reid continua nella sua opera di modellamento dei Chiefs ponendo le basi per il futuro. Tranne il RB Hunt probabilmente non ci saranno impatti immediati nel presente e questo chiaramente delude un po’ le aspettative dei tifosi, ma in una squadra già molto competitiva porre le basi per un ulteriore upgrade nel futuro significa progettare la vittoria. (B+).

Antonio Carugo, insieme al suo carissimo amico Matteo Vetralla, gestisce la pagina Facebook Kansas City Chiefs Italia, nata dalla loro passione verso i Chiefs e verso l’american football in generale. Antonio segue il football ormai da parecchi anni, ha giocato a flag perché “non sono più un giovincello” ed appena ha un po’ di tempo libero si butta sul Game Pass per vedere partite anche di altri team, cercando di cogliere quanto più possibile gli aspetti che a noi italiani spesso sfuggono di tattica e tecnica.


OAKLAND RAIDERS

Potete leggere i resoconti completi delle scelte fatte dai Raiders negli articoli pubblicati nei giorni scorsi:

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