Intervista a Giorgio Tavecchio

È sempre molto interessante scambiare due chiacchiere con gente che vive intensamente questo sport, così questa settimana abbiamo il piacere di parlare di football a 360° con una persona davvero speciale che ringrazio anticipatamente per la disponibilità che ha sempre avuto nei nostri confronti. Ecco a voi una breve intervista al Kicker Giorgio Tavecchio.

Oakland Raiders v Green Bay Packers

Giorgio Tavecchio (3) negli Oakland Raiders dopo un field goal durante il 4º quarto della gara di preseason contro i Green Bay Packers al Lambeau Field disputata il 18/08/2016 in Wisconsin. (Foto: Dylan Buell/Getty Images)

Ciao Giorgio, grazie per l’intervista e benvenuto sul nostro blog Raiders Italia.

Grazie a voi per l’invito.

Raiders Italia: Se le informazioni su internet sono corrette sei nato a Milano il 16 luglio 1990. Quando sei arrivato in America? Quale è stato il tuo impatto con la nuova realtà?

Giorgio Tavecchio: Ho fatto un po` avanti e indietro dall’Italia all’America da ragazzino, mai poi ci siamo fermati per bene a San Francisco nel 2005, dove ho fatto la maggior parte del liceo. Visto che ho avuto esperienza con le due culture sin da piccolino, mi sono sempre trovato molto comodo in entrambi gli ambienti

RI: Quando e perché hai iniziato a calciare?

GT: Ho incominciato al secondo anno (di quattro) di liceo dopo che un mio amico mi chiese, in maniera molto innocente e informale, se volevo provare a fare il kicker. Inizialmente gli risposi che non ero interessato, ma fu mia mamma a spingermi a provare il giorno seguente. Non mi sarei potuto mai immaginare che una cosa che incominciò così innocentemente diventasse questa gran avventura

California v Arizona

Giorgio Tavecchio (40) nei California Golden Bears durante la partita di college contro gli Arizona Wildcats all’ Arizona Stadium il 25/09/2010. (Foto by Christian Petersen/Getty Images)

RI: Nel 2015 è stata modificata la distanza da cui calciare gli extra point. Nel 2016 è stata invece modificata la regola sul touchback dopo un free kick (in caso di touchback l’azione riprende dalle 25 anziché dalle 20 come accadeva prima). La prima modifica è stata introdotta per aumentare la difficoltà del calcio e portare a maggiore incertezza, la seconda è invece stata dettata dal desiderio di ridurre il numero di ritorni di kickoff per limitare gli infortuni. Cosa pensi di queste modifiche? Ritieni che abbiano prodotto i risultati sperati?

GT: Direi che molti kicker non sono contenti con l’allontanamento degli extra punti, ma credo che ci stiamo abituando ormai. Non è mai facile entrare in partita a freddo e poi calciare; almeno con i Field Goals c’è un po’ di prevedibilità perché puoi seguire il ritmo dei ‘downs’ per prevedere quando entrerai (e così ti scaldi/prepari a bordo campo)…mentre un touchdown può succedere in qualsiasi momento. Il cambiamento dei Kickoff cambia l’obbiettivo del calcio e lo rende più variabile. Come vedete, adesso tanti allenatori chiedono ai loro kicker di calciare la palla con la massima altezza (“hangtime”) e di cercare di farla scendere sulla 1 o 2 yardline per costringere un return dall’avversario.

RI: Hai passato l’intera preseason 2015 e quella 2016 ad Oakland. Con chi hai fatto maggiormente gruppo?

GT: Mi sono legato di più con gli specialisti, un po’ come in tutti gli altri posti

RI: Certamente togliere il posto ad una leggenda come Sebastian Janikowski sarebbe stata una impresa per chiunque; non si può quindi recriminare troppo se anche quest’anno l’avventura in nero-argento non è proseguita in regular season. Viste però le prestazioni di molti kicker di altre squadre, i tanti errori sia negli extra point che nei FG medio-corti, ci aspettavamo di vederti finalmente esordire nella lega. Ci puoi raccontare questa stagione? Hai ricevuto chiamate?

GT: Si, Janikowski è proprio un fuoriclasse! Ma io sono soddisfatto con le mie prestazioni in questi ultimi due offseason/training camp e spero di poter continuare con questa traiettoria. Questa stagione ho continuato ad allenarmi ma non ho ricevuto tante chiamate. Ho fatto un workout con i Jets due giorni dopo Natale, e anche se ho avuto una buonissima giornata, l’altro kicker che c’era assieme a me ha avuto una giornata perfetta e allora hanno firmato lui. C’è pocchissimo margine di errore in questo business perché ci sono tanti bravi kicker in giro!

San Francisco 49ers v Denver Broncos

Giorgio Tavecchio (5) nei San Francisco 49ers in azione durante la gara di preseason contro i Denver Broncos allo Sports Authority Field at Mile High il 26/08/2012 di Denver, Colorado. (Foto by Justin Edmonds/Getty Images)

RI: Vorremmo sfruttare la tua esperienza diretta per parlare anche di Silver & Black. Quest’anno i Raiders dopo 14 anni sono tornati ai playoff. Sei sorpreso o ti aspettavi questo risultato ad inizio stagione?

GT: Non sono sorpreso per niente- anzi, m’aspettavo questo successo! Sin dal primo giorno in cui è arrivato Del Rio, si è subito messo al lavoro per cambiare la mentalità e la fiducia dei giocatori. Quando ho visto che i giocatori (e la società anche, direi) incominciavano a credere molto di più in loro stessi, ho capito subito che il talento dei giocatori si sarebbe trasformato in risultati positivi!

RI: Purtroppo perdere Derek Carr ha influito parecchio sul finale di stagione soprattutto al livello mentale perché è sembrato che i compagni avessero perso la loro guida in campo. Tu che hai avuto modo di conoscerlo ritieni che sia l’uomo, oltre che QB, giusto per riportare i Raiders in alto?

GT: Assolutamente si! È un ragazzo giovane di età, ma molto maturo in comportamento. È un uomo che si dedica al 100% alla squadra ed ai compagni, con una grinta e volontà che è diventata contagiosa in tutta la società! Lo ammiro molto

RI: Un altro artefice di questo successo è l’head coach Jack Del Rio, che ha cambiato la mentalità del team. Cosa ci puoi raccontare di lui? Che tipo di Coach è?

GT: Lui è un Coach che ha la massima fiducia nei suoi giocatori. Alcune delle sue prime parole a noi erano che l’NFL è una lega di giocatori; nonostante tutto ciò che fanno i mister e i proprietari, etc, alla fine tutto girava attorno alle capacità di coloro che scendono in campo – eravamo noi quelli che decidevano il futuro della squadra e della società. Perciò, cerca sempre di essere molto sensibile all'”anima” dei giocatori ed ha fare il più possibile per darci la miglior opportunità di aver successo. Secondo me, i giocatori apprezzano molto questo supporto, e rispettano Del Rio anche per la sua esperienza come giocatore.

RI: Hai seguito con più attenzione i Raiders rispetto alle altre squadre? Chi sono i giocatori nero-argento che più ti hanno sorpreso e chi invece ti ha un po’ deluso.

GT: Si, gli ho seguiti quest’anno. Sono stato felicissimo di vedere il successo di Marquette King!! E` una persona con una personalità ed energia enorme!

RI: Dando invece un’occhiata ai rookie di Oakland chi ti ha più colpito?

GT: Shilique Calhoun mi ha fatto tanta impressione come un ragazzo molto maturo e con un’atteggiamento molto da professionista…e devo anche includere James Cowser, undrafted rookie free agent da Southern Utah University. Un ragazzo molto maturo, intelligente, e furbo. Sono stato contentissimo di vederlo ritornare in squadra e giocare parecchio verso la fine dell’anno

RI: Ora parliamo un po’ dei tuoi ex colleghi di reparto. Come giudichi nel complesso la stagione di Marquette King e Sebastian Janikowski?

GT: Marquette si sta facendo notare sempre di più! È un punter con tantissimo talento e potenzialità. Non vedo l’ora di continuare a seguire i suoi successi, anche perché è simpaticissimo! Secondo me, anche Janikowski ha avuto una buona stagione.

Jacksonville Jaguars v Detroit Lions

Giorgio Tavecchio (5) nei Detroit Lions durante la gara di preseason contro i Jacksonville Jaguars al Ford Field di Detroit il 22/08/2014, Michigan. (Foto by Leon Halip/Getty Images)

RI: Siamo arrivati nella fase calda della stagione 2016… Chi vincerà il Super Bowl?

GT: Mah, io sinceramente guardo più i kicker e Gostkowski e Bryant sono tutti e due molto forti… spero che entrambi facciano una buona partita!!

RI: Molte squadre stanno già pensando al futuro e stanno chiamando diversi free agent con contratti “Reserve/Future”. L’anno scorso firmasti uno di questi contratti con i Raiders; ci sono stati contatti dopo la fine della stagione con la squadra di Oakland o con altre squadre?

GT: Si, il mio agente ha parlato un po’ con i Raiders, ma per adesso si stanno concentrando sul rinnovo dei contratti di Carr e Mack, perciò ci sarà d’aspettare. Ho avuto un paio di contatti con altre squadre, ma niente che vale la pena menzionare. Dio volendo, avrò l’opportunità di continuare con questo mio/nostro sogno!

RI: Qual è il tuo stato d’animo in vista della offseason 2017? Hai ancora voglia di provarci o stai organizzando la tua vita in maniera differente?

GT: La passione rimane accesa, ed è proprio questa passione, per arrivare al traguardo, per coronare il sogno, per esprimere la mia gioia che è difficile da gestire, perché mi rende impaziente. Devo dire che ho intenzione di fare parecchie altre cose durante questa offseason (laborative, etc)…ma più vado avanti e più cresco come kicker e persona, più m’innamoro con questa grande avventura!

Spero vada bene!

RI: Lo speriamo anche noi ed incrociamo le dita per te.

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2 thoughts on “Intervista a Giorgio Tavecchio

  1. Pingback: Free Agency 2017 – I Raiders mettono sotto contratto Giorgio Tavecchio | Raiders Italia

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