Las Vegas: Sheldon Adelson ritira il suo appoggio ai Raiders

Sono passati solo pochi giorni dalla presentazione, da parte dei Raiders, di una bozza di contratto d’uso per il futuro stadio di Las Vegas e già stiamo assistendo ad un piccolo terremoto. Certamente il documento non era stato accolto troppo favorevolmente da alcuni esponenti delle istituzioni locali, i quali avevano accusato i Silver & Black di aver proposto delle condizioni troppo vantaggiose per la squadra, ma quello che aveva attirato maggiormente l’attenzione era l’assenza del nome di Sheldon Adelson e della sua Las Vegas Sands Corp..

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Sheldon Adelson in una foto scattata alla University of Nevada-Las Vegas nel 2012. (Foto: John Locher/Las Vegas Review-Journal)

Nella notte tra lunedì e martedì la famiglia Adelson ha annunciato di aver ritirato il suo sostegno al progetto, chiamandosi fuori ufficialmente. Vediamo di fare un po’ di chiarezza. 

LA RICHIESTA DI TRASFERIMENTO E LA BOZZA DEL CONTRATTO D’USO

Vi rimandiamo ai nostri articoli per i dettagli, ma vale la pena qui riepilogare la situazione. Dopo aver consegnato alla NFL la documentazione con la richiesta ufficiale di trasferimento a Las Vegas i Raiders hanno presentato all’autorità messa in piedi allo scopo di gestire il futuro stadio una bozza di contratto con le condizioni d’uso della struttura che dovrebbe costare 1.9 miliardi di dollari.

I Raiders considerano questo documento come un punto di partenza su cui intavolare delle trattative ma certamente fra le varie clausole aveva causato stupore, e in alcuni casi sdegno, l’indicazione di un onere annuale per l’affitto pari ad un dollaro per i primi 30 anni.

Ad un occhio attento non poteva però sfuggire un altro particolare molto significativo, l’assenza del nome di Adelson e della sua compagnia, la Las Vegas Sands Corp.. Si era così iniziata a diffondere l’indiscrezione sul fatto che Adelson non fosse stato citato neanche nei documenti presentati alla lega.

Fino a poche settimane fa il finanziamento dello stadio era suddiviso come segue: i Raiders avrebbero messo 500 milioni, Adelson 650 milioni e un contributo pubblico avrebbe portato gli altri 750 milioni necessari.

La NFL però non sembrava vedere di buon occhio il coinvolgimento del magnate dei casino, e così i Raiders avevano indicato di poter coprire le spese tramite il contributo della Goldman Sachs qualora fosse stato necessario tagliare i rapporti con Adelson.

ADELSON ESCE DI SCENA

Certamente il contributo di Adelson e della sua famiglia è stato fondamentale per portare avanti la campagna che ha visto i Silver & Black avvicinarsi così tanto al trasferimento nella Sin City. Adelson ha avuto una influenza pesante, tramite la pressione sulle autorità, nel portare il governo del Nevada ad approvare il grosso finanziamento pubblico ricavato con l’aumento delle tasse sulle camere d’albergo della contea di Clark. E’ stato Adelson, anche tramite il giornale di sua proprietà (il Las Vegas Review-Journal) a creare le condizioni per far partire il dialogo tra la città e la squadra di Mark Davis.

La mossa dei Silver & Black ha portato Adelson a ritirare il suo appoggio.

I portavoce di Adelson hanno dichiarato che la famiglia non solo si è ritrovata esclusa dalla documentazione presentata dai Raiders, ma addirittura era all’oscuro di tutto.

“E’ evidente che i Raiders hanno deciso che il loro piano per il trasferimento a Las Vegas non prevede la presenza della famiglia Adelson” è scritto nel comunicato di Adelson. “Quindi, sfortunatamente, non saremo più coinvolti in nessun aspetto relativo alla discussione sullo stadio”.

I Raiders hanno distribuito un comunicato con il quale ringraziano Adelson per il suo contributo e confermano la loro volontà di proseguire nel percorso volto a portare la squadra a trasferirsi a Las Vegas.

Il capo della commissione della Contea di Clark Steve Sisolak, lo stesso che aveva dato la notizia della presentazione da parte dei Raiders della richiesta di trasferimento alla NFL, non si è detto troppo fiducioso sul fatto che la Goldman Sachs sia la soluzione.

Un articolo di ESPN indica tra l’altro un ripensamento da parte della Goldman Sachs dopo il ritiro di Adelson.

Quali garanzia può dare Mark Davis al colosso finanziario per assicurargli un rientro dell’investimento?

Le reazioni dei media non sono tardate ad arrivare; tra gli osservatori c’è chi dà il tentativo di trasferimento a Las Vegas come fallito e c’è chi vede per lo meno uno spiraglio per Oakland e prevede che la NFL posticiperà la votazione oltre marzo.

Ronnie Lott, a capo del gruppo che in accordo con le autorità di Oakland starebbe preparando un piano da presentare ai Raiders e alla NFL per convincere la squadra a restare in California, ha twittato subito la sua reazione.

Qual è il piano, caro Ronnie? Qual è il piano?

Tutto può succedere ed è inutile fare troppe supposizioni, ma il concetto è semplice ed è riassunto alla perfezione dal reporter Jerry McDonald.

Adelson come detto non era visto di buon occhio dalla NFL e se davvero i Raiders troveranno, dalla Goldman Sachs o altrove, il finanziamento necessario a coprire la quota di Adelson allora il percorso per Las Vegas potrebbe risultare spianato senza l’ingombrante presenza del magnate dei casino.

Una cosa è certa: i Silver & Black si sono fatti un nemico potente nella Sin City. Adelson è influente e spietato, ed ora a quanto pare è anche molto arrabbiato.

Stay tuned… vi terremo aggiornati.

FONTI E LETTURE CONSIGLIATE

Gran parte delle informazioni per questo articolo sono state raccolte dai Tweet di diversi reporter, ma gli articoli citati sotto sono un ottimo spunto per approfondire l’argomento.

UPDATE

Una notizia come l’uscita di scena di Adelson non poteva che portare ad una valanga di indiscrezioni e reazioni; si è reso quindi necessario aggiornare questo articolo per stare al passo. Cosa è venuto fuori di significativo dopo la pubblicazione di questo articolo?

Il gruppo di Ronnie Lott ha fatto un comunicato:

Restiamo curiosi di sapere 1) qual è, in termini concreti, il piano di Lott e del suo gruppo e 2) dove avranno il loro tornaconto Lott e i suoi. Il gruppo di Lott si aspetta di poter entrare in possesso di una quota della società?

Ma veniamo a Goldman Sachs… Non sono tardati ad arrivare i tweet in cui si dice che Goldman Sachs non finanzierà i Raiders con Adelson fuori dai giochi.

Team source? League source? Goldman Sachs source? Adelson source? Non è dato saperlo ma…

Sapienza è un giornalista sportivo di FOX5 Las Vegas di cui, francamente, non conosciamo il curriculum e l’affidabilità. Con chi ha parlato in Goldman Sachs?

Facciamo questo piccolo ragionamento insieme. Reduci da 14 miseri anni di insuccessi sul campo, i Raiders sono una squadra che a settembre 2016 Forbes ha valutato 2.1 miliardi di dollari, ventesima su 32 franchigie NFL.

Per quanto alcuni ritengano Mark Davis un “idiota” o comunque uno “inadeguato” a gestire una franchigia NFL, è difficile immaginare che una squadra di tale valore sia gestita da degli sprovveduti.

Quale che sia il motivo, impossibilità di trovare un accordo con Adelson oppure forti pressioni da parte della NFL per tagliare i ponti col magnate dei casino, i Raiders si presentano ad una riunione di lega e dicono di avere l’appoggio di Goldman Sachs e di poter garantire di poter portare avanti il progetto Las Vegas con o senza Adelson.

Con chi hanno parlato i rappresentanti dei Raiders? Con un tirocinante? Con una segretaria? Col receptionist? Sono così sprovveduti da non essersi assicurati che l’appoggio di Goldman Sachs valesse anche con Adelson fori dai giochi prima di “scaricarlo”? Difficile da credere. Magari Adelson ha qualche foto compromettente dei vertici di Goldman Sachs e gli è bastata una telefonata per convincere la società a ritirare il suo appoggio alla squadra? Tra le due opzioni viene da ritenere più realistica la seconda.

Siamo sicuri che ci saranno tante altre puntate di questa francamente poco entusiasmante telenovela e vi terremo aggiornati.

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4 thoughts on “Las Vegas: Sheldon Adelson ritira il suo appoggio ai Raiders

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