Los Angeles Chargers, 57 anni dopo

Nella notte tra mercoledì 11 e giovedì 12 gennaio si era iniziata a diffondere la notizia che i Chargers avevano scelto di lasciare San Diego e trasferirsi a Los Angeles, dove la loro avventura era iniziata nel 1960 ai tempi della American Football League. Qualche ora dopo è arrivata l’ufficialità con una lettera di Dean Spanos, proprietario della franchigia californiana.

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Dopo 56 stagioni a San Diego la squadra, frustrata dall’impossibilità di trovare un accordo con le autorità cittadine per la costruzione di un nuovo stadio, ha scelto di non esitare oltre nonostante la NFL avesse concesso una proroga di due giorni nella speranza di un “Hail Mary pass” che permettesse ai Chargers di evitare il trasferimento. 

LE PUNTATE PRECEDENTI

Il tira e molla tra i Chargers e le autorità di San Diego è durato più di un decennio, ma le due parti non sono mai arrivate ad un accordo che portasse alla costruzione di un nuovo stadio. I Chargers hanno quindi iniziato a valutare di lasciare la città ed hanno puntato l’attenzione su Carson, una cittadina nei dintorni di Los Angeles. A febbraio 2015, con un comunicato congiunto, Dean Spanos e Mark Davis hanno dichiarato di voler lavorare insieme per la costruzione di uno stadio condiviso per Chargers e Raiders a Carson. Le due squadre tuttavia hanno garantito che sarebbero state aperte a valutare proposte concrete per rimanere nelle rispettive città.

La strada per riportare la NFL a Los Angeles è sempre stata accidentata, e il progetto di Carson aveva un pericoloso avversario in Stan Kroenke. Il proprietario dei Rams aveva infatti intenzione di lasciare St. Louis e costruire uno stadio a Inglewood, nei pressi di LA.

A gennaio 2016 le tre squadre hanno presentato alla NFL richiesta di trasferimento e dopo una attenta analisi il comitato messo in piedi dalla lega ha sentenziato che St. Louis, San Diego e Oakland avevano stadi inadeguati alle esigenze della NFL e non avevano portato proposte concrete che permettessero di lavorare a soluzioni a lungo termine per le tre franchigie.

Tre squadre avevano quindi i requisiti per trasferirsi, ma solamente due potevano aspirare ad ottenere il definitivo permesso dall’assemblea dei proprietari. Le opzioni in gioco erano ufficialmente due: Chargers e Raiders a Carson oppure Rams ad Inglewood. Nell’aria c’era però una terza opzione che vedeva i Rams e una delle altre due squadre ad Inglewood visto che la NFL vedeva Los Angeles come piazza capace di ospitare due squadre e desiderava che queste due squadre dividessero un unico stadio. La sensazione era che in questo caso la scelta sarebbe ricaduta sui Chargers, in quanto consentire a Rams e Raiders di andare a Los Angeles avrebbe portato ad avere tre squadre nella California del sud.

Nonostante l’NFL Committee On Los Angeles Opportunities (la commissione voluta da Roger Goodell e composta da Clark Hunt, Robert Kraft, John Mara, Bob McNair, Jerry Richardson e Art Rooney) un po’ a sorpresa avesse suggerito l’opzione Carson, l’assemblea dei proprietari ha optato per una soluzione salomonica.

Nella riunione di Houston del gennaio 2016 i Rams hanno ottenuto l’autorizzazione a trasferirsi subito a Los Angeles e portare avanti il progetto Inglewood, i Chargers hanno ottenuto di potersi unire subito ai Rams oppure prendersi un anno di tempo per cercare una soluzione a San Diego e i Raiders si sono visti riconoscere il diritto di raggiungere i Rams a Los Angeles qualora i Chargers avessero rinunciato alla loro opzione.

I Chargers a fine gennaio hanno scelto di restare a San Diego per la stagione 2016 nella speranza di trovare un accordo con le autorità cittadine per la costruzione di un nuovo stadio. La società aveva identificato un’area nel centro della città e dopo diverse trattative la proposta è stata messa nelle mani dei cittadini di San Diego, che sono stati chiamati ad esprimersi in un referendum a novembre 2016. L’esito del voto è stato decisamente sfavorevole per i Chargers e da quel momento l’ipotesi di un trasferimento a Los Angeles si è fatta sempre più concreta. L’unica speranza per San Diego era rappresentata dal fatto che i Raiders sembrano sempre più prossimi ad un trasferimento a Las Vegas, e questo avrebbe potuto convincere Spanos a richiedere alla NFL un altro anno di tempo per cercare una soluzione in città.

LA DECISIONE

Dean Spanos ha però rotto gli indugi ed ha ufficializzato la decisione di trasferire la franchigia a Los Angeles. Con una lettera pubblicata sul sito ufficiale e sui social network della squadra Spanos ha ringraziato San Diego e i suoi fan ed ha dichiarato che i Chargers sono pronti a conquistare il nuovo mercato.

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La lettera con cui Dean Spanos ha ufficializzato il trasferimento dei Chargers a Los Angeles. (Fonte: Chargers)

Per la nuova avventura la squadra ha presentato un nuovo logo formato da una L e da una A sovrapposte. Il logo LA ha causato una reazione decisamente negativa sui social network vista la grande somiglianza con il famoso logo dei Los Angeles Dodgers.

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Il logo introdotto dai Chargers il 12 gennaio. (Fonte: Chargers)

A detta di più fonti questo logo non andrà a sostituire il logo classico ma si affiancherà ad esso durante la campagna di marketing.


UPDATE 14 gennaio:

Dopo aver ricevuto critiche e sberleffi per il logo promozionale i Chargers hanno prima cambiato i colori del logo in powder blu e gold e poi hanno definitivamente fatto marcia indietro e lo hanno rimosso da tutti i loro siti.

Il reporter Mike Florio di ProFootballTalk ha sentito al riguardo A.G. Spanos, president of business operations dei Chargers.

“The logo that was revealed on Thursday was meant to help launch our brand into the market and supplement — not replace — our official team marks. Clearly, we miscalculated how the logo would be received, and we’ve taken it out of the rotation.” [A.G. Spanos]

Spanos ha confermato che si trattava soltanto di un logo creato per accompagnare la squadra durante il trasferimento nel nuovo mercato me che, viste le reazioni, la squadra ha preso atto dell’errore commesso ed ha eliminato il logo.

Sui social network della squadra l’avatar ora presente è il classico wordmark CHARGERS nel quale la scritta San Diego è stata sostituita da quella Los Angeles.

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Il wordmark dei Chargers aggiornato dopo il trasferimento a Los Angeles. (Fonte: Chargers)


Anche la NFL si è espressa tramite il Commissioner Roger Goodell, che ha sottolineato l’impegno profuso da Spanos e dai Chargers per trovare una soluzione che permettesse alla squadra di restare a San Diego.

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Il comunicato del Commissioner Roger Goodell. (Fonte: NFL Communications)

I Chargers hanno anche lanciato il sito FightForLA.com, nel quale hanno confermato che giocheranno per due stagioni nella casa della squadra di calcio dei Los Angeles Galaxy, il piccolo StubHub Center di Carson (circa 30000 posti), prima di raggiungere i Rams nello stadio di Inglewood. Nel sito ci sono le risposte ad alcune domande riguardanti lo stadio provvisorio, viene data la possibilità di lasciare un acconto e mettersi in lista d’attesa per l’acquisto degli abbonamenti per la stagione 2017 e viene presentata una galleria di foto del futuro Los Angeles Stadium che dovrebbe aprire nel 2019.

RITORNO AL FUTURO

Come abbiamo detto i Chargers sono nati a Los Angeles, dove hanno esordito nel 1960 nella American Football League. Dopo solo un anno la squadra di proprietà di Barron Hilton si è trasferita a San Diego, spinta soprattutto dall’incapacità di attirare i tifosi locali allo stadio. Il Memorial Coliseum durante le partite dei Chargers era talmente vuoto che spesso gli spettatori venivano raggruppati tutti in una parte degli spalti in modo che nei filmati non si notasse lo stadio praticamente vuoto.

I Los Angeles Chargers, guidati dal genio Sid Gillman, vinsero la Western Division e con un record di 10-4 andarono a Houston per affrontare al Jeppesen Stadium gli Oilers del vecchio George Blanda. I padroni di casa si aggiudicarono il primo titolo AFL con una vittoria per 24-16. Nello staff di Gillman c’erano altri due futuri Hall of Famer, Al Davis e Chuck Noll.

Nell’immagine sottostante trovate tutte le copertine dei programmi delle partite casalinghe dei Los Angeles Chargers della stagione 1960. Le simpatiche illustrazioni sono di Karl Hubenthal, un famoso vignettista del Los Angeles Examiner.

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Le copertine dei programmi delle partite casalinghe del 1960 dei Los Angeles Chargers. (Montaggio: Raiders Italia)

LA SQUADRA CAMBIERA’ NOME?

Un forte dubbio assale i tradizionalisti: i Chargers sfrutteranno l’occasione per un vero ritorno alle origini, magari accompagnato dall’utilizzo delle mitiche divise powder blue dei tempi della AFL, manterranno immutato il loro attuale look o seguiranno l’esempio degli Houston Oilers, che dopo due anni di transizione come Tennessee Oilers cambiarono definitivamente nome in Titans a seguito del trasferimento?

Al riguardo ancora si sa poco, l’unica certezza è che nel 2017 vedremo in campo i Los Angeles Chargers.

Los Angeles Chargers… certamente servirà un po’ di tempo per farci l’abitudine.

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