2016 Wild Card – Raiders 14 – Texans 27

NOTA: la sezione LA PARTITA e quella CONCLUSIONI di questo articolo sono un adattamento del pezzo da me scritto per Huddle Magazine. E’ stato fatto qualche taglio e piccole modifiche per rendere armonico il tutto e sono stati aggiunti dei link a dei video.

Quattordici lunghi anni di attesa. I Raiders tornano ai playoff ma nell’aria non c’è gioia, non c’è tensione positiva, non c’è eccitazione. L’impressione è che l’infortunio di Derek Carr abbia spento gli entusiasmi e che senza di lui i Silver & Black non abbiano speranza. Anche se a parole tutti credono nell’impresa sembra che in realtà regni la rassegnazione… “Vada come vada è stata una bella stagione”. La trasferta a Houston per il Wild Card game vede la squadra di Jack Del Rio affrontare forse l’avversario meno ostico, ma i Texans pur avendo un attacco spuntato hanno una ottima difesa. Alla guida del vascello pirata alla deriva c’è un rookie, Connor Cook, privo di esperienza e alla sua prima partita da titolare.

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Una azione della partita di Wild Card tra Raiders e Texans vista dalla end zone. (Foto: HoustonTexans.com)

Cosa ci si deve aspettare da un ragazzo dal grande potenziale (almeno sulla carta) che è rimasto inattivo per 15 partite e che, quasi senza aver mai giocato un azione in allenamento con le prime linee nero-argento, si ritrova buttato nella mischia? Che tipo di game plan avrà studiato l’OC Bill Musgrave per dargli una mano? Non si deve attendere poi molto per avere le risposte. 

INATTIVI

Raiders: QB Derek Carr, S Nate Allen, CB Antonio Hamilton, T Donald Penn, OL Vadal Alexander, DL Jihad Ward, DL Branden Jackson

Texans: QB Tom Savage, CB Denzel Rice, ILB John Simon, ILB Max Bullough, G Josh Walker, WR Wendall Williams, DE Ufomba Kamalu

Come se affidarsi ad un rookie QB non fosse abbastanza contro una difesa tra le migliori della lega, i Raiders devono rinunciare anche al suo principale angelo custode. Il LT Donald Penn non riesce a recuperare in tempo ed è costretto a saltare la sfida tanto attesa.

Con Nate Allen ai box per i postumi della commozione cerebrale i Raiders affidano la secondaria al rientrante rookie Karl Joseph.

LA PARTITA

Houston, abbiamo un problema! Certamente questa espressione è abusata e quasi banale, ma rappresenta in maniera efficace la situazione degli Oakland Raiders. La positiva stagione 2016 volge al termine nel peggiore dei modi, con la squadra completamente dominata dai modesti Houston Texans.

Dall’infortunio di Derek Carr nell’ultima maledetta partita casalinga contro i Colts i Silver & Black sono colati a picco e sono venuti a galla tutti i problemi che la bravura del QB aveva aiutato a cammuffare. Ma è possibile che sia bastato perdere un giocatore, seppur importantissimo, per compromettere una stagione?

Per non rischiare di causare fraintendimenti è bene ribadire che non era affatto facile affrontare una difesa come quella dei Texans. La squadra di O’Brien ha concluso la regular season prima nella NFL per minor numero di yard totali concesse in media a partita (301.3), seconda per passing yard concesse in media a partita (201.6) ed è inoltre risultata prima per minor numero di primi down concessi a partita (17).

Nella classifica relativa alla difesa contro le corse i Texans hanno concluso dodicesimi nella lega, ma nella seconda metà della stagione (dalla week 8 alla week 17) Houston ha concesso solamente 71.9 yard a partita, risultando prima nella NFL in quell’intervallo temporale.

Poco ci si poteva e doveva aspettare da Connor Cook e le sorti dei Silver & Black dipendevano dal coaching staff e dal resto dei compagni. Era necessario studiare un game plan che permettesse al rookie di non rischiare troppo. Un gioco di corse efficace ed una difesa solida avrebbero permesso ai Raiders di giocarsela contro una squadra solida in difesa ma non certo irresistibile in attacco.

Inutile cercare di addolcire la pillola, la prestazione dei Silver & Black è stata pessima e Connor Cook è stato solo parte del problema. I Raiders in attacco hanno giocato solo due drive degni di nota e la difesa, pur limitando l’attacco avversario, non è stata in grado di provocare turnover né di mettere abbastanza pressione a Brock Osweiler da costringerlo a forzare e quindi a sbagliare.

Come puoi aiutare il tuo rookie QB se corri solo 21 volte, per 64 yard totali, in una partita che nonostante tutto è rimasta a punteggio basso e quindi recuperabile? Come puoi pensare di vincere se metti il rookie nella condizione di dover lanciare 45 volte?

Cook ha completato solamente 18 dei 45 passaggi, racimolando 161 yard e 1 TD ma lanciando anche 3 intercetti (INT1, INT2, INT3) e subendo 3 sack. Il QB non ha mai dato l’impressione di avere feeling con i suoi ricevitori ed ha mancato diverse volte il bersaglio; la maggior parte delle yard guadagnate, ed il TD (VIDEO), sono arrivate in quello che potremmo definire garbage time, quando i Texans avevano deciso di allentare la pressione su Cook e si erano seduti sugli allori.

A giustificazione del poco feeling tra Cook e i ricevitori, che tra l’altro non lo hanno certo aiutato commettendo diversi drop, c’è da tenere presente che per come sono strutturati gli allenamenti nella NFL moderna i backup QB non hanno praticamente occasione di lanciare ai ricevitori titolari. Cook si è quindi ritrovato, in una partita da dentro o fuori tra l’altro giocata in trasferta, a dover lanciare senza conoscere quasi per nulla i suoi compagni.

Se i Texans in attacco hanno fatto solo il compitino (44 corse per 123 yard e una media di sole 2.8 yard a portata, 14/25 per 168 yard e 1 TD via aria), in difesa la squadra di Romeo Crennel ha dominato costringendo i Raiders a calciare 10 punt.

La prima conversione di un terzo down per i nero-argento è avvenuta solamente nel quarto periodo, dopo ben 11 tentativi falliti. La squadra di Oakland è dovuta andare al punt in 8 drive consecutivi, tutti quelli offensivi giocati nel secondo e terzo quarto (cinque di questi conclusi con dei pessimi three-and-out).

A dimostrazione che il numero di sack messi a segno non è sempre indicativo c’è da segnalare la prestazione dominante di Jadeveon Clowney (VIDEO), che sfruttando anche l’assenza del LT nero-argento Donald Penn ha messo in crisi la linea offensiva avversaria aprendo spazi per i suoi compagni. Chi ne ha approfittato maggiormente è stato Whitney Mercilus (VIDEO), autore di due sack.

Qualora vogliate rivedere la pessima prestazione dei Silver & Black ecco un video di… uhm… highlight.

CONCLUSIONI

I Raiders concludono nel peggiore dei modi una stagione decisamente positiva. Finalmente dopo 14 anni i Silver & Black hanno mostrato di essere tornati competitivi e anche se ci sono ancora diversi aspetti su cui lavorare la squadra ha la possibilità di essere una candidata al titolo già dall’anno prossimo. Il roster è infatti giovane e ricco di talento e qualche innesto importante potrebbe essere sufficiente a coprire i buchi che sono risultati evidenti nella stagione appena conclusa.

Jack Del Rio, giustamente considerato uno dei candidati al titolo di Coach of the Year per aver trasmesso il suo carattere vincente ai giocatori, dovrà decidere se fare qualche modifica al coaching staff. Ci sono infatti dubbi legittimi sui coordinatori di attacco e difesa Bill Musgrave e Ken Norton Jr., il primo è sembrato a tratti mancare di coraggio e il secondo non è stato capace, nel corso della stagione, di mettere una toppa definitiva ai problemi che stavano affossando la difesa.

Scaricare tutte le colpe sul coaching staff sarebbe ingeneroso visto che in campo scendono comunque i giocatori, ma l’impressione è che questa squadra potesse fare di più, non tanto in termini di risultati (il 12-4 è stato un ottimo traguardo) quanto di gioco espresso.

LA PAROLA AI PROTAGONISTI

Coach Del Rio negli spogliatoi è apparso deluso ma ha ringraziato i giocatori per l’impegno dimostrato durante la stagione. “I Raiders sono tornati, ma non sono arrivati dove volevamo arrivare. Abbiamo vinto 12 partite… sono fiero di voi ragazzi, di tutti quanti qua dentro per il vostro impegno e per i sacrifici che avete fatto. […] Si sono meritati la vittoria, ci hanno surclassato stanotte, non ci sono scuse, ma quello che voglio vedere ora è quello che abbiamo fatto per tutto l’anno, stare uniti… nessuna scusa e stare uniti. Abbiamo davanti un futuro radioso ma tutto è andato a rotoli nelle ultime due settimane anche se non credo che questo rappresenti ciò che siamo. Ci sono un sacco di cose da rivedere, tante cose da valutare, ma stiamo andando nella direzione giusta… E questo è solo l’inizio”.

Ecco la conferenza stampa di Del Rio dopo la sconfitta:

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One thought on “2016 Wild Card – Raiders 14 – Texans 27

  1. nelle condizioni in cui eravamo perdere solo di 13 punti è stato un mezzo miracolo…
    non funzionando il gioco di corsa c’è stato poco da fare..la difesa poteva giocare meglio anche se è vero che era praticamente sempre in campo…

    un vero peccato…non credo che nemmeno con carr saremmo arrivati al superbowl,ma forse alla finale di conference si…

    al lavoro per l’anno prossimo..

    go raiders !!!

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