Intervista a Giovanni Marino

Chi segue il football americano in Italia probabilmente conosce Giovanni Marino, giornalista di Repubblica e appassionato di questo sport, del quale scrive nella sua rubrica sul sito internet del giornale.

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Giovanni Marino nella redazione di Repubblica (Foto: Giovanni Marino)

Mi piace scambiare quattro chiacchiere sul football quando ne ho l’occasione ed ero curioso di conoscere un po’ meglio Giovanni. Lo ho quindi contattato per chiedergli se fosse disponibile per una breve intervista e sono felice di poter condividere con i lettori di Raiders Italia il risultato della mia chiacchierata con lui. 

Raiders Italia: Come è nata la tua passione per il football americano?

Giovanni Marino: Sin da ragazzino ho avuto la fortuna di viaggiare e di andare negli USA. Lì il colpo di fulmine è stato immediato.

RI: Raccontaci la tua esperienza da giocatore e dicci la tua opinione su cosa è cambiato da quegli anni ad oggi per il football americano in Italia.

GM: Nei primissimi Ottanta ho avuto l’occasione di allenarmi con i Grizzlies prima e di esordire in A con i Gladiatori poi. Eravamo davvero dei pionieri, ma con noi c’erano giocatori americani di gran talento; cito Spencer Banks e Carl Mobley ad esempio; l’entusiasmo non mancava e sugli spalti c’era un pubblico impressionante. Al Lunetta Gamberini, dove giocai il mio primo match con i Gladiatori che allora indossavano una fascinosa maglia donata dai Detroit Lions, quando entrammo in campo non c’era un buco in tribuna, per capirci… Insomma, da allora ad oggi è cambiato tutto. Le nostre partite finivano in un format poi trasmesso da Rete4 se non ricordo male, uscivano due magazine in italiano sul football americano, era uno sport veramente in auge, nel nostro Paese, allora.

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Giovanni Marino nel 1984 con la divisa dei Gladiatori Roma. (Foto: Giovanni Marino)

RI: Cosa servirebbe secondo te per aumentare l’esposizione mediatica del football italiano? Gli appassionati sembrano esserci, ma dopo il boom degli anni 80 l’interesse di coprire questo sport da parte di giornali e TV sembra essere calato.

GM: E’ veramente durissima per il football italiano avere uno spazio nei media nostrani. E per la passione degli attuali giocatori e anche la qualità di alcuni di essi lo meritebbe. Ma in Italia il giornalismo per lo più non tollera il football, parlo della sua massima espressione: la NFL. Figurarsi il resto. Esiste solo il calcio. Con la lodevole eccezione della sezione digitale del giornale per il quale lavoro: Repubblica.it, dove ho rubriche che, fortunatamente, sono molto seguite. Cosa fare per cambiare questo stato di cose? Mah… sulla carta stampata la chiusura è quasi totale (a meno che non si tratti di fatti che confinano con la cronaca nera); posso dirti che negli anni colleghi mi hanno chiesto chi fosse un tal Brady; se baseball e football fossero la stessa cosa;  e,  in un caso per me indimenticabile, non è stato trovato lo spazio (testuale) per pubblicare una intervista esclusiva a Joe Montana – che conoscono in ogni angolo del mondo – dopo 15 giorni di attesa, dico 15 e col campionato fermo causa estate. Naturalmente quell’intervista è stata poi pubblicata, e alla grande, da Repubblica.it. What else?

RI: Per quale squadra NFL tifi? Qual è il tuo giocatore preferito in assoluto e quale quello che ti piace di più al momento?

GM: Premetto: mi piacciono, davvero, tutte. E poi quando scopro un giocatore di talento seguo con particolare interesse le sue vicende e quindi il team dove gioca. In assoluto una simpatia da sempre verso i Philadelphia Eagles. Giocatori? Del passato: Montana, Marino, Rice, Young, Marcus Allen, Taylor, Elway. Attuali: OBJ, Brown, Bryant, Brady, Von Miller e, freschi ex, Manning, Foster, Johnson. Ma sicuramente ne dimentico parecchi, la NFL è ricca di stelle.

RI: L’attacco vende i biglietti e la difesa vince le partite. Concordi o pensi che le regole moderne, le Pass Interference facili contro i DB e l’attenzione nel proteggere i QB abbiano reso un po’ obsoleto questo detto?

GM: No no, quale obsoleto! Concordo assolutamente e l’ultimo Super Bowl ne è la riprova.

RI: Quest’anno i media americani sembrano sicuri che i Raiders faranno grandi cose. Un ritorno ai playoff a detta di molti sembra quasi scontato. Certamente il livello di talento è cresciuto, sono arrivati ottimi giocatori in Free Agency e al Draft la squadra sembra aver trovato dei giovani interessanti. Tu come vedi la squadra di Oakland?

GM: I Raiders li vedo bene, molto bene, ne ho anche scritto recentemente. E se la difesa migliorasse…

RI: Hai mai assistito ad una partita NFL dal vivo negli USA? Se si, quale, quando e quale è il tuo ricordo dell’evento.

GM: Sì. Negli Ottanta. Vidi Giants a NY e Niners a SF. Una festa. Ora causa lavoro – sono vicecaporedattore a Repubblica e responsabile del web e dei social per Repubblica Napoli, le rubriche sul football sono davvero solo un hobby (che prendo seriamente, però), il mio compito è ben altro, ho scritto soprattutto di giudiziaria, ora sono responsabile del prodotto nel suo complesso – manco da molto tempo dagli stadi americani. Fortunatamente Game Pass mi fa essere lì sempre e molto bene…

RI: Da quando scrivi di football quale è stata la tua più grande soddisfazione?

GM: L’intervista a Joe Montana e alcuni racconti che hanno raccolto un migliaio di condivisioni. Storie di vita, oltre che di sport.

RI: Invece quale è il tuo rimpianto più grande (da giornalista s’intende)?

GM: Spiace non aver potuto raccontare alcune fantastiche vicende di football anche sulla carta stampata ma non per una questione personale, semplicemente perché erano belle, positive e, soprattutto, solo nostre.

RI: Qual è il personaggio legato al football che ti piacerebbe intervistare e perché?

GM: Tanti, troppi. Oggi come oggi mi farei una lunghissima chiacchierata con Manning, proverei a tirar fuori qualcosa dal taciturno Lynch, dal bizzarro OBJ e dal fortissimo Von Miller.

RI: Giorgio Tavecchio è stato nuovamente tagliato prima dell’inizio della regular season. Abbiamo letto la tua ultima intervista al kicker italiano e si evince che Giorgio è comprensibilmente giù di morale ma non ha intenzione di darsi per vinto. Francamente quando i Raiders lo hanno richiamato a gennaio tutto faceva pensare che fosse la volta buona… Janikowski usciva da una stagione non certo esaltante, era in procinto di compiere 38 anni ed aveva un contratto decisamente oneroso… e invece il polacco si è presentato in ottima forma e a quel punto la porta per Giorgio si è di nuovo chiusa… spodestare un vecchio leone come Janikowski non era certo impresa facile. Quello che ti chiedo è: ma siamo proprio sicuri che gli altri 31 K della lega siano tutti migliori di Tavecchio? Siamo accecati dal tifo per un nostro compatriota oppure è effettivamente strano non stia trovando una squadra disposta a dargli fiducia?

GM: Giorgio è un giovane veramente per bene. E un ottimo kicker. Se non molla ce la farà.

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Il K Giorgio Tavecchio (3) calcia un FG durante un allenamento degli OTAs 2016. (Foto: Raiders.com)

RI: La NFL si sta sempre più espandendo all’estero: le International Series a Londra sono ormai un appuntamento fisso ma la lega non sembra accontentarsi. Nel 2016 sono state giocate tre partite a Londra e una si giocherà in Messico, nel 2017 una partita di regular season potrebbe essere giocata in Germania e per il 2018 si parla addirittura della Cina. Vedi una possibilità di approdo anche in Italia? C’è per lo meno un interesse reciproco che tu sappia?

GM: Ho appena intervistato Michael Markovich e mi ha confermato che Inghilterra e Germania sono in pole position. L’Italia è, ahimè, molto indietro…

RI: Grazie mille per questa intervista Giovanni. Se vuoi aggiungere qualche commento in chiusura sentiti libero di farlo.

GM: Un saluto a te e ai tanti competenti e sportivi appassionati italiani. E grazie per il vostro seguito.

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7 thoughts on “Intervista a Giovanni Marino

  1. Bellissima scoperta questo sito. Tifo Raiders da trent’anni e mi mancava moltissimo avere news “italiane”. Bellissima l”intervista anche a Giovanni Marino vero e proprio mito dell’informazione web e non solo di football. Vi seguirò assiduamente e Go Raiders!

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    • Ciao Oldman, grazie mille per i complimenti! Io e Raf facciamo del nostro meglio per coinvolgere i tifosi italiani, cercando di tenere aggiornati anche quelli che hanno difficoltà con l’inglese. Go Raiders!

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  2. Complimenti per il sito …che ho appena scoperto.
    Sono un vecchio…di nome e di fatto …..tifoso dei Raiders…certamente continuerò a seguirvi. Seguo Marino su Repubblica…è un piacere leggere i suoi commenti e articoli.
    Per quanto riguarda i nostri………nel settembre 2015 ero a Wembley, incupito e preoccupato dopo la sconfitta con i Dolphins e sinceramente non pensavo che , dopo 12 mesi di essere al punto in cui siamo adesso.
    Go Raiders

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    • Ciao vecchiopredone! Grazie mille e ben arrivato… spero che oltre che seguirci parteciperai anche con i commenti. I feedback e gli scambi di opinioni sono essenziali per migliorarci e produrre materiale interessante per i lettori.

      Io stavo per andare a Wembley a vedere i Raiders ma in due distinte occasioni ho tergiversato aspettando di sapere se avrei avuto compagnia ed i biglietti sono andati esauriti… 😦
      Visto il risultato forse non ho perso tanto, ma per l’atmosfera pre-partita avrei tanto desiderato esserci!

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      • Buongiorno Mako
        L’atmosfera……….esatto…è quella una delle componenti che fanno di questo sport una cosa particolare.
        Il bello del football non è limitato alla gara in se ma anche al clima che si respira attorno.
        L’organizzazione di Londra non ha niente da invidiare agli eventi che si svolgono settimanalmente negli States ed fu decisamente elettrizzante sia il sabato che la domenica mattina aggirarsi nel centro discutendo e confrontandosi con gli sportivi ….attenzione …sportivi e non solo tifosi sia dei Raiders che dei Dolphins.

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  3. Mako

    Ti sarai reso conto…che ho scritto settembre 2015 anzichè 2014 della gara di Wembley con i Dolphins…due anni orsono e non uno…….ah…l’età…brutta cosa invecchiare!!!!!!!!!!

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