Raiders 2015 – La difficile arte di interpretare le statistiche

Non è passato neanche un mese dalla vittoria dei Denver Broncos sui Carolina Panthers nel Super Bowl 50 e la stagione 2015 sembra ormai un ricordo lontano. Le squadre sono concentrate sulla stagione 2016 e anche se resteremo senza football giocato fino ad agosto (se vogliamo contare la preseason come football giocato) la NFL non si è fermata neanche un attimo.

Si è già iniziato a parlare delle mosse per il 2016 con i tagli, la Scouting Combine, i vari Pro Day dei giocatori del college, la free agency alle porte e il Draft non troppo lontano, ma abbiamo ancora tempo di studiare la stagione appena conclusa e scavare un po’ più a fondo nei numeri dei Silver & Black.

Raiders_Italia_stats

Abbiamo analizzato la stagione 2015 a partire dalle mosse di mercato e dalle scelte al Draft ed abbiamo visto i risultati della regular season, le statistiche, i record, i premi e i riconoscimenti ottenuti (a cui dobbiamo aggiungere l’elezione nella Hall of Fame di Ken Stabler e l’Art Rooney Sportsmanship Award vinto da Charles Woodson).

Ora è arrivato il momento di chiederci: cosa c’è dietro alle vittorie e alle sconfitte ottenute? Cosa possiamo leggere dalle statistiche? C’è un denominatore comune, un elemento fondamentale per determinare un risultato positivo? 

L’ELEMENTO VINCENTE

Qualche tempo fa ho letto un articolo di Francesco Ciavattini sul suo blog Quel che passa lo Sport. L’articolo si chiamava appunto “L’elemento vincente” (è poi stata pubblicata anche l’analisi aggiornata a prima del Super Bowl) e l’idea di fondo era: andando ad esaminare partita per partita le statistiche più importanti è possibile individuare quali aspetti del gioco determinano con maggiore probabilità una vittoria se in quell’ambito si fa meglio dell’avversario?

Come sottolineato dall’autore stesso nel suo articolo, non si tratta di un’analisi scientifica ma di una curiosità statistica. Non è possibile estrapolare dai numeri la certezza che aver fatto meglio dell’avversario in una determinata area sia stato la causa della vittoria e non, per esempio, la conseguenza dell’essere in vantaggio. Conosciamo il football e sappiamo che ci sono partite dove domini ma perdi e partite dove giochi malissimo ma per una serie di eventi fortuiti riesci a strappare la vittoria. Detto questo, l’idea alla base del lavoro fatto da Francesco ci permette di avere un quadro interessante di come sono andate le cose nell’intera NFL nel 2015.

Qui su Raiders Italia, come visto in altre occasioni, ogni scusa è buona per mettere qualche dato su Excel, accendere la centrifuga e vedere che cosa salta fuori.

Ho raccolto quindi le principali statistiche che la NFL mette a disposizione sul suo sito al termine di ogni partita ed ho registrato se i Raiders avevano fatto meglio o peggio dell’avversario di giornata. Rispetto alle aree prese in esame da Francesco Ciavattini ho tenuto traccia di qualche elemento in più come il numero totale di primi down conquistati e il confronto sui fumble persi, ma non mi sono discostato più di tanto dal suo metodo d’analisi.

Facciamo un breve esempio per facilitarvi la lettura senza tediarvi troppo. I risultati potete leggerli così: qual è la percentuale di volte che una squadra ha convertito più terzi down degli avversari ed ha poi vinto la partita? Quante volte chi ha commesso meno turnover ha poi vinto anche la partita? In che percentuale l’aver commesso meno penalità dell’avversario ha poi portato ad una vittoria?

La regular season NFL è costituita da 256 partite giocate in 17 settimane, e ogni squadra gioca 16 partite; nel 2015 non ci sono stati pareggi. Ho quindi raccolto dal sito NFL.com, partita per partita, i dati relativi alle squadre che si erano aggiudicate la vittoria ed ho registrato per ogni statistica presa in esame se la squadra vincente aveva fatto meglio dell’avversaria. Raccolti tutti i dati ho potuto calcolare con quale percentuale si è verificata nell’intera NFL durante la stagione 2015 la corrispondenza tra l’ottenere la vittoria e il fare meglio dell’avversario in una determinata area ed ho poi confrontato questi dati con quelli ottenuti relativamente ai soli Raiders.

2015_year-end_contributo_vittorie_NFL_RS

Percentuale di volte che nella intera NFL, durante la regular season 2015, aver fatto meglio dell’avversario in una data area ha coinciso con l’ottenimento della vittoria

Nel 78.1% dei casi le squadre che hanno vinto hanno corso più volte dell’avversario mentre solo nel 30.9% dei casi chi ha lanciato più volte ha poi vinto. Questi risultati non ci stupiscono più di tanto visto che solitamente chi si trova a rincorrere è costretto a lanciare per guadagnare molto terreno nel minor tempo possibile mentre chi si trova in vantaggio prova con le corse a far scorrere il cronometro.

Nel 60.2% dei casi chi ha commesso meno turnover è uscito dal campo vincitore, così come è capitato nel 69.5% dei casi quando la squadra ha convertito più terzi down dell’avversario di giornata.

Avete ormai ben chiaro l’obiettivo di questa analisi, e allora prepariamoci a confrontare i dati calcolati per i Raiders con quelli relativi all’intera NFL.

2015_year-end_contributo_vittorie_Raiders

Analisi dei dati relativamente alle sole partite dei Raiders

Come leggiamo la tabella? Ogni colonna rappresenta una partita, e nella griglia ho inserito una “Y” se i Raiders avevano fatto meglio degli avversari, una “N” se avevano fatto peggio e un “/” in caso di parità.

Ricordiamo fin troppo bene che nell’esordio stagionale contro i Bengals i Silver & Black sono stati umiliati dagli ospiti. Hanno guadagnato meno primi down, convertito meno terzi down, lanciato più intercetti e subito più sack. Delle 22 statistiche prese in esame in 17 i Bengals hanno fatto meglio dei Raiders mentre solo in 4 sono stati i nero-argento a spuntarla. La squadra di Del Rio ha lanciato di più e completato più passaggi (anche se sono stati i Bengals ad avere una percentuale di completi migliore), ha commesso meno penalità e accumulato meno yard di penalità.

In ogni riga potete poi leggere come sono andati i Raiders in quella particolare area durante la stagione. Notiamo per esempio che in sole 4 occasioni, nelle 16 partite giocate, i Silver & Black hanno conquistato più primi down degli avversari. Soltanto in una di queste quattro occasioni è arrivata anche la vittoria (+/W), quindi soltanto nel 14.3% delle vittorie (+/W%) ottenute dai Raiders la squadra ha conquistato più primi down rispetto all’avversario.

Saltano subito agli occhi delle grosse differenze tra la media NFL e i risultati dei Raiders.

2015_year-end_contributo_vittorie

Confronto tra i dati relativi all’intera NFL e quelli relativi ai Raiders

Nell’intera lega un gran numero di vittorie sono risultate strettamente correlate con il correre più degli avversari (78.1%) e con il correre per più yard (71.9%) mentre meno influente è stato il dato delle yard medie per tentativo (52.3%). Per i Raiders invece è risultato molto importante quest’ultimo dato visto che ben 6 vittorie su 7 (85.7%) hanno visto i Silver & Black avere una media migliore rispetto alla squadra avversaria.

Interessante sottolineare anche che l’essere più disciplinati degli avversari non ha mai pagato per i nero-argento. La squadra in 5 occasioni su 16 ha commesso meno penalità dell’avversario di turno, ma in nessuna di queste occasioni è arrivata poi la vittoria.

Giocare tra le mura amiche sembra non avere una grande correlazione con la vittoria visto che solo nel 53.1% dei casi durante la regular season la vittoria è andata alla squadra di casa, e questo discorso si fa ancora più estremo per i Raiders, che hanno vinto 7 partite in tutto e solamente 3 sono state giocate ad Oakland (42.9%).

(NOTA: 3 partite sono state giocate in campo neutro a Londra e anche se ovviamente una delle squadre era stata designata come home team la eventuale vittoria non è stata conteggiata come vittoria casalinga)

Delle 256 vittorie totali nella NFL in 154 casi (il 60.2% delle volte) la squadra che ha commesso meno turnover ha poi vinto. Se analizziamo questa statistica per i soli Raiders vediamo che i Silver & Black hanno vinto 5 partite (il 71.4% delle vittorie ottenute in stagione) quando hanno commesso meno turnover (intercetti + fumble) degli avversari.

CONCLUSIONI

Cosa abbiamo capito da questa analisi? Certamente ci sono dei luoghi comuni che in realtà non si sono rivelati poi tanto veri (es. per vincere è importante commettere meno penalità degli avversari), altri invece sono stati confermati a livello globale (convertire una percentuale maggiore di terzi down – è accaduto nel 69.5% delle vittorie) ma non per quanto riguarda i Raiders (28.6%), altri ancora sono stati confermati in pieno (correre più volte dell’avversario, commettere meno turnover).

Abbiamo giocato con i numeri ed abbiamo appurato che i Raiders, ancora acerbi e incostanti, hanno ottenuto diverse vittorie in partite dove si sono fatti dominare in diversi settori dagli avversari (ma questo era ancora certamente fresco nelle nostre menti). Vediamo il lato positivo, questo denota carattere e voglia di combattere fino all’ultimo per strappare la vittoria con le unghie e con i denti.

L’esperimento è stato interessante e lo ripeteremo anche nel 2016. Vedremo se i Raiders si saranno maggiormente allineati alla media NFL e vedremo se la media NFL si confermerà sui valori misurati nel 2015 o se ci saranno sorprese.

Un grazie va a Francesco Ciavattini per l’idea.

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5 thoughts on “Raiders 2015 – La difficile arte di interpretare le statistiche

  1. bellissime statistiche..
    appena avro’ tempo le studiero’..:-)

    pero’ non ho capito una cosa:
    le partite sono 256
    vittorie in casa136
    sconfitte in casa 117
    la somma da’ 253…allora ci son stati 2 pareggi ?

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  2. Pingback: Raiders 2016 – La difficile arte di interpretare le statistiche | Raiders Italia

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