Charles Woodson annuncia il ritiro

Lunedì sera i Raiders hanno riunito i reporter che seguono quotidianamente i Raiders e Charles Woodson ha comunicato la sua intenzione di ritirarsi a fine stagione.

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Il S degli Oakland Raiders Charles Woodson annuncia il suo ritiro. (Foto: Raiders.com)

La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno. All’età di 39 anni la fine della carriera di Woodson era ormai prossima, ma la speranza di vederlo rinnovare ancora per un anno era grande. Nonostante l’infortunio alla spalla il numero 24 sta giocando ad altissimi livelli, la squadra sta dimostrando di muoversi nella giusta direzione per un ritorno nelle posizioni di testa della NFL, quindi perché non fare un pensierino ad un’altra stagione? 

Fisicamente Woodson ha dimostrato di poter essere ancora più che competitivo, il suo amore per il football lo porterebbe a stare in campo per sempre, ma mentalmente è pronto al grande passo, all’uscita di scena.

G.O.A.T.?

La gente ha il brutto vizio di apporre etichette, è un male comune in tutto il mondo. Dal “Maradona è megl ‘e Pelè” nostrano all’irritante utilizzo dell’acronimo G.O.A.T. (Greatest Of All Time) degli americani sembra quasi che fare confronti sia indispensabile, che debba esserci per forza un “migliore di tutti i tempi”. Sono sempre stato contrario e lo ribadisco anche in questa occasione.

Detto questo, Charles Woodson è senza dubbio uno dei più grandi defensive back che la NFL abbia mai avuto. Dotato di infinita classe e di un cuore ed una determinazione enormi, Woodson ha conquistato tutto quello che si poteva conquistare e fra qualche anno (i tempi tecnici obbligano ad attendere 5 anni dalla data del ritiro per essere eleggibili) otterrà sicuramente anche l’accesso alla Hall of Fame.

Vederlo giocare è stato ed è un vero piacere, e le sue statistiche parlano per lui.

LA CARRIERA

A due partite dalla fine della sua carriera Woodson ha giocato finora 252 partite, mettendo a segno 20 sack, 65 intercetti (riportandone 11 per TD), ha forzato 28 fumble e ne ha recuperato 16 segnando un TD su ritorno di fumble in due occasioni.

Vincitore dell’Heisman Trophy nel 1997 da CB di Michigan nell’anno in cui la squadra di Ann Arbor ha conquistato il Rose Bowl e il titolo di campione nazionale assegnato dalla Associated Press, Woodson è stato scelto quarto assoluto nel Draft 1998 dagli Oakland Raiders.

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Il RB Curtis Enis, i QB Ryan Leaf e Peyton Manning e il CB Charles Woodson posano insieme in occasione dell’NFL Draft 1998 al Madison Square Garden. (Jamie Squire/Getty Images)

Alla prima stagione da professionista Woodson mette a segno 5 intercetti e 1 TD su ritorno, conquista la chiamata al Pro Bowl e il titolo di Defensive Rookie of the Year.

Nelle sue prime quattro stagioni viene convocato per il Pro Bowl e si dimostra uno dei migliori DB della lega, è anche protagonista di una delle azioni che sono entrate nella leggenda NFL (lo strip-sack su Tom Brady  cancellato dagli arbitri nel Divisional playoff del 2001 poi ribatezzato Tuck Rule Game).

Nel 2002 inizia a saltare partite per infortuni seri ma riesce comunque a conquistare il titolo AFC e a giocare il Super Bowl XXXVII poi perso contro i Buccaneers.

La sua carriera ad Oakland è sicuramente di successo ma la sua etica del lavoro lascia a desiderare. Woodson per sua stessa ammissione si affida quasi esclusivamente alle sue doti innate, non ama allenarsi e studiare seriamente ma soprattutto ama le notti brave, le uscite con gli amici, le bevute. E’ un ragazzino dal grande talento, immaturo e con il portafoglio pieno di soldi, una combinazione letale. Spesso arriva agli allenamenti direttamente dall’uscita notturna, senza aver riposato. Nel 2004 e 2005 i Raiders lo tengono con il franchise tag e lui firma ricchi contratti annuali, ma la sensazione è che il costo di mantenimento sia troppo alto. Dopo la fine della stagione 2005 i Raiders decidono di lasciarlo andare.

Woodson testa il mercato dei free agent ma la sua cattiva reputazione e la presunta propensione agli infortuni spaventa tante squadre. L’offerta più concreta arriva dai Packers ma il giocatore non vuole andare a Green Bay. Alla fine si convince ad accettare l’offerta ma è insofferente e fa pesare il suo malcontento alla squadra. L’inizio potrà essere difficile ma in campo Woodson fa faville e intercetta 8 passaggi e segna 1 TD. La sua carriera è ad una svolta e il CB inizia ad accettare la situazione e matura, diventando un leader e un uomo spogliatoio. A Green Bay impara che la preparazione, lo studio e gli allenamenti sono importanti quanto le doti che possiede per natura, si sposa e vede nascere il suo primo figlio, si trasforma in un uomo fuori dal campo e in campo resuscita la sua carriera e mette le basi per la futura incoronazione nella Hall of Fame.

Super Bowl XLV

Charles Woodson festeggia la vittoria nel Super Bowl XLV conquistata con i Green Bay Packers per 31-25 contro i Pittsburgh Steelers al Cowboys Stadium il 6 febbraio 2011. (Foto: Al Bello/Getty Images)

Dal 2008 al 2011 ottiene quattro convocazioni consecutive al Pro Bowl, nel 2009 conquista il titolo di Defensive Player of the Year e l’anno successivo vince finalmente il tanto agognato Super Bowl. Nel 2011 mette a segno 7 intercetti, poi nel 2012 viene usato come jolly nella secondaria, un po’ safety un po’ nickel back, ma subisce un nuovo infortunio che lo costringe a saltare metà delle partite. Nonostante Woddson dichiari più volte di voler chiudere la carriera a Green Bay i Packers lo tagliano senza nemmeno proporgli una riduzione dell’ingaggio (che Woodson a detta sua avrebbe accettato). Il DB vuole continuare a giocare ma non riceve offerte concrete. L’interessamento più serio sembra venire da Denver.

Reggie McKenzie, incaricato di ricostruire i Raiders del post-Al Davis, lo chiama ad Oakland per una visita. Appena si diffonde la notizia i tifosi iniziano a raccogliersi fuori dalla sede della squadra per salutare il ritorno del loro idolo (VIDEO). Woodson è sopraffatto da questa dimostrazione d’affetto e scherzosamente afferma che i tifosi non lo avrebbero fatto uscire dalla struttura se non avesse firmato il contratto. Il numero 24 è tornato a casa, back in black!

In questo video Woodson commenta il suo ritorno a casa.

Le sue tre stagioni ad Oakland non sono il canto del cigno di un giocatore finito. Woodson gioca ad altissimi livelli e si allena seriamente per dare il buon esempio ai compagni. In una squadra con poco talento mette altri tasselli nel suo mosaico da Hall of Famer, continuando a registrare record. La stagione 2015, nonostante l’infortunio grave alla spalla che lo limita da inizio campionato, è spettacolare tanto che Woodson è attualmente secondo nella lega con 8 palle rubate (5 intercetti e 3 fumble recuperati) ed ha ricevuto conferma della convocazione al suo nono Pro Bowl.

L’ADDIO

Qua sotto trovate il video completo della conferenza stampa d’addio pubblicato sul sito dei Raiders.

Questa la trascrizione del suo discorso d’apertura.

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La decisione di ritirarsi è stata presa la mattina della sfida contro i Lions. Inizialmente Woodson pensava di rimandare tutto a fine stagione ma ha deciso di comunicarlo prima dell’ultima partita al Coliseum davanti ai suoi fan, la Raider Nation.

I compagni hanno provato a convincerlo a restare ancora un anno, e l’idea l’ha accarezzata a lungo lui stesso, ma poi ha preso la decisione di smettere.

“Honestly, I think physically I could do it. My body has responded, but mentally it’s not there, not going to happen.” [Charles Woodson]

Grazie di tutte le emozioni che ci hai regalato Charles, grazie #24!

LETTURE CONSIGLIATE

Questa sezione non può che essere dedicata a letture su Charles Woodson.

Iniziamo con un articolo del 2010, quando Woodson giocava con i Packers. In questa intervista il DB si confessa con il suo solito candore, parla degli errori di gioventù ad Oakland e dell’inizio difficile a Green Bay.

Continuamo con alcuni ritratti recenti.

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4 thoughts on “Charles Woodson annuncia il ritiro

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