Draft 2015 – Amari Cooper si presenta

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Conferenza stampa di presentazione di Amari Cooper, scelto dai Raiders al primo round del Draft 2015 (foto: Raiders.com)

Amari Cooper, il WR da Alabama che i Raiders hanno scelto al primo round del Draft 2015, il 1° maggio è arrivato ad Oakland per visitare la sede, conoscere i coach e partecipare alla conferenza stampa ufficiale di presentazione.

Nelle prime foto pubblicate sui social media Cooper non sorride, ha il muso lungo e qualcuno si è spinto così lontano da dire che non era contento di essere finito ai Raiders. In realtà è tutto il contrario, Amari Cooper è felicissimo di vestire Silver & Black, semplicemente è un ragazzo che in queste occasioni pubbliche sorride poco, è di poche parole, è molto serio, quasi timido

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Amari Cooper con il WR coach Rob Moore (foto: Raiders.com)

Seguire la sua conferenza stampa può essere “noioso” (non è uno aperto, chiacchierone e con la battuta pronta come Derek Carr), ma è un piacere toccare con mano il fatto che Cooper è il cosiddetto “no-nonsense guy”, uno pratico e diretto, che evita le frasi fatte tipiche delle interviste agli sportivi.

Qualche esempio per chiarire il concetto…

DIRETTO:

Q: How does playing in the SEC translate to the NFL? A: I really can’t answer that because I’ve never played in the NFL, but I know that there’s a lot of talent in the SEC and I know that there’s a lot of talent in the NFL so I guess it will translate well.

PRATICO:

Q: This team hasn’t had a 1,000-yard receiver in 10 years. Do you think you can be the guy to break that drought? A: Hopefully.

DI POCHE PAROLE:

Q: Coach Jack Del Rio talked about how serious-minded you are about football. Are you jumping up and down inside a little more? Or is this the way your personality is in terms of taking things really seriously? A: Exactly, yeah.

Cooper ha detto, sia nella conferenza stampa telefonica tenuta il 30 aprile, sia in quella dal vivo del 1° maggio, di aver giocato WR sin da piccolino, da quando ha iniziato con il football. Ha detto che questo è molto raro, perché in giovane età quasi tutti i migliori giocatori vengono usati come RB visto che le squadre giovanili tendono a correre molto più che a lanciare; aver giocato sempre e solo da WR lo ha aiutato perché gli ha permesso di concentrarsi nel far bene una delle cose più importanti per un ricevitore: correre delle tracce perfette.

Si è sottolineato che Cooper brilla nelle partite importanti, quando la pressione è altissima; il WR ha spiegato che in allenamento si comporta come se fosse in partita, è concentrato e prende l’allenamento molto seriamente, e questo lo aiuta poi quando si trova di fronte l’avversario da battere. Inoltre avere avuto come coach Nick Saban ha contribuito, visto che l’HC di Alabama pretende grande impegno negli allenamenti ma anche nello studio dei filmati.

Il talento della Florida (Cooper è nato a Miami nel 1994) vestirà la maglia numero 19 con i Raiders dopo aver ottenuto tanti successi con la maglia numero 9 di Alabama.

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Reggie McKenzie, Amari Cooper e Jack Del Rio (foto: Raiders.com)

Reggie McKenzie e Jack Del Rio hanno parlato con i reporter dopo la conclusione del primo round del Draft e il GM ha glissato quando gli è stato chiesto se Cooper fosse la scelta fin dall’inizio o se fosse stato preferito a Leonard Williams solo a causa dei problemi alla spalla del difensore di USC.

Cooper era in alto nella nostra lista fin dall’inizio“, ha risposto McKenzie. Del Rio ha detto che i filmati di Cooper sono stati studiati con attenzione, che gli scout hanno osservato il giocatore a lungo e che vista anche la produttività del WR ad Alabama la scelta piaceva a tutti, coaching staff e scout.

Una delle opzioni possibili per i Raiders era quella di un trade down al primo giro, ma McKenzie ha assicurato che quando i Raiders erano “on the clock” non ci sono state chiamate per un trade, anche se qualche richiesta era arrivata nelle fasi precedenti. Per una squadra tanto bisognosa di talento, lasciarsi sfuggire un giocatore come Cooper sarebbe stato un rischio troppo grande e bene ha fatto McKenzie a non scambiare la quarta scelta assoluta.

Il GM ha sottolineato che le caratteristiche positive di Cooper sono la sua capacità di correre tracce perfette, la sua rapidità e velocità e la sua conoscenza del football, oltre ovviamente alla mai trascurabile propensione a lavorare duro per migliorare. Del Rio ha aggiunto una considerazione: “Quando un prospetto del Draft entra nella NFL è difficile che venga descritto come raffinato (polished per l’esattezza è stata la parola usata), ma Cooper lo è. Ha giocato ogni posizione da ricevitore, esterno su entrambi i lati, ha giocato da slot receiver, in movimento e anche qualche volta partendo dal backfield. Sa correre tutte le tracce ed ha giocato con una squadra competitiva in una Conference competitiva”.

Non c’è dubbio, molti giocatori arrivano alla NFL con l’etichetta di “talento grezzo”, mentre Cooper sembra essere un prodotto già pronto per il professionismo. Ha aggiunto Del Rio che il ricevitore “sa come liberarsi contro la press coverage, sa come attaccare le difese, sa sfruttare gli spazi e sa correre tutte le tracce, questo insieme di cose lo separa dal resto dei prospetti disponibili”.

Nei mesi che hanno preceduto il Draft si era parlato tanto del fatto che Cooper era senza dubbio il miglior ricevitore disponibile ma che probabilmente c’era poco campo per un miglioramento ulteriore, al contrario di un prodotto talentuoso ma più grezzo come Kevin White di West Virginia, che aveva ampi margini di miglioramento davanti a se.

I giornalisti hanno fatto una domanda sull’argomento a Del Rio, e il coach ha subito messo in chiaro che Cooper, pur partendo con un grande vantaggio rispetto al prospetto medio, ha ancora tanto lavoro da fare e può ancora crescere tanto.

Derek Carr sicuramente non vede l’ora di mettersi al lavoro e trovare il timing giusto con il suo nuovo compagno.

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