Los Angeles Raiders 2.0?

Oakland, Los Angeles, di nuovo Oakland… e adesso? L’eterno ritorno dell’uguale in versione Silver and Black porta a pensare che la prossima tappa della squadra di Mark Davis sarà di nuovo la città degli angeli.

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Elaborazione grafica del Los Angeles Stadium di Carson [MANICA Architecture]

“L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere!” scriveva Nietzsche ne La gaia scienza. e ci troviamo ormai agli sgoccioli per la città di Oakland; il tempo si sta esaurendo e, se non si troverà un accordo a lungo termine che preveda la costruzione di un nuovo stadio, inevitabilmente la clessidra verrà rovesciata e i Raiders dovranno iniziare una nuova avventura da qualche altra parte… e quando si parla di relocation per la squadra, il nome della città di Los Angeles non può che essere in cima alla lista delle destinazioni possibili. 

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UN ACCORDO PER RESTARE AD OAKLAND E’ DIFFICILE

Mark Davis ha ripetuto a più riprese che la priorità è lavorare con le autorità di Oakland per trovare un accordo che consenta alla squadra di rimanere nella città dove l’avventura è iniziata, ma le difficoltà sono davvero tante.

I Raiders giocano in uno degli stadi più fatiscenti della NFL, e per di più devono dividerlo per metà stagione con gli Athletics, la squadra di baseball della American League. Tutto questo mentre molte altre squadre NFL hanno appena costruito o stanno costruendo stadi di ultima generazione. Da anni si susseguono mezze promesse da parte delle autorità locali, che per lo meno a parole dicono di non voler assolutamente lasciar scappare via la squadra, ma la situazione è molto complicata perché i soldi per costruire uno stadio nuovo non ci sono e trovarli senza andare a pescare dalle casse pubbliche è un problema.

Mark Davis ha pubblicamente dichiarato che i Raiders e la NFL potrebbero contribuire per una parte della somma necessaria alla costruzione di un nuovo stadio ad Oakland, rispettivamente mettendo sul piatto 300 e 200 milioni di dollari, ma per far partire il progetto bisognerebbe reperire almeno altri 500 milioni di dollari, a cui aggiungere ovviamente altre spese per le infrastrutture. La città di Oakland dovrebbe farsi carico di quest’ultima spesa, stimata intorno ai 100 milioni di dollari, ma il restante denaro difficilmente uscirà dalle casse pubbliche, e ancora non si vedono all’orizzonte credibili finanziatori privati.

Per avere un’idea delle cifre, lo stadio da 68500 posti dei 49ers è costato circa 1.3 miliardi di dollari, lo stadio da 65400 posti dei Vikings costerà poco più di un miliardo di dollari e il nuovo stadio dei Falcons, che dovrebbe avere circa 71000 posti, dovrebbe costare intorno a 1.4 miliardi.

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Elaborazione grafica del Los Angeles Stadium di Carson [MANICA Architecture]

CARSON, LOS ANGELES – LO STADIO DA DIVIDERE CON I CHARGERS

Il nome dei Raiders, come detto, viene automaticamente tirato fuori ogni qual volta si parla del ritorno della NFL a Los Angeles. La settimana scorsa è scoppiata però una bomba mediatica quando il Los Angeles Times ha reso noto che Chargers e Raiders stanno trattando con le autorità di Carson, cittadina a poche miglia da Los Angeles, per la costruzione di uno stadio futuristico da 68000-72000 posti del costo di 1.7 miliardi di dollari, che verrebbe finanziato completamente da investitori privati.

Chargers e Raiders hanno fatto un comunicato congiunto per comunicare che il loro obiettivo è trovare un accordo per restare nelle attuali sedi di San Diego e Oakland, ma sono costretti a guardarsi incontro perché se non fosse possibile costruire un nuovo stadio sarebbero costrette ad emigrare.

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Elaborazione grafica del Los Angeles Stadium di Carson [MANICA Architecture]

L’accordo con le autorità di Carson potrebbe mettere le due squadre californiane in pole position nella corsa alla città degli angeli. Secondo fonti NFL, infatti, la lega vorrebbe due squadre che dividano uno stadio a Los Angeles e al momento la corsa sembra essere a tre con i St. Louis Rams. La squadra del Missouri è infatti un’altra seria candidata a lasciare la sua attuale sede, e il proprietario Stan Kroenke aveva tentato di anticipare la concorrenza ed aveva acquistato già un anno fa un appezzamento di terreno per la costruzione di uno stadio da 80000 posti a Inglewood, Los Angeles.

I Chargers pare che stessero lavorando al progetto di uno stadio a Carson da circa 10 mesi, e il mese scorso hanno coinvolto anche i Raiders.

Perché la lega approvi il trasferimento sono necessari 24 voti da parte dei proprietari delle 32 squadre, e il progetto di uno stadio condiviso dalle due squadre potrebbe favorire un esito positivo delle votazioni.

Potete vedere alcune altre elaborazioni dell’ipotetico Los Angeles Stadium nel sito della società incaricata del progetto, la MANICA Architecture.

CHARGERS E RAIDERS VICINI DI CASA? NON SENZA DRASTICHE CONSEGUENZE

L’idea che i Chargers e i Raiders lascino le attuali sedi non lascia certo tranquilli i tifosi locali, ma l’idea che le due rivali vadano a “vivere insieme” lascia basiti un po’ tutti… in tutto il mondo:

Ma c’è una conseguenza ben peggiore da tenere a mente. La NFL difficilmente consentirebbe che due squadre della stessa Division dividano lo stesso stadio, e si è già sentito fra i cespugli sussurrare che ai Raiders potrebbe essere chiesto di lasciare la AFC West e trasferirsi nella NFC.

Mark Davis ha dichiarato che questa eventualità non è stata al momento ancora affrontata, ma già da ottobre 2014 si era sparsa la voce che, secondo alcune fonti interne alla società, una eventuale richiesta della lega di cambiare Conference non sarebbe stata causa di una rottura delle trattative da parte dei Raiders.

Soltanto l’idea che la NFL possa chiedere a una delle due squadre di cambiare Conference è un affronto alla storia. Chargers e Raiders hanno una rivalità che è nata nel 1960, anno di fondazione delle due squadre e anno d’esordio della American Football League. Il fatto stesso che ad Oakland fosse stata assegnata una delle otto squadre della AFL è dovuto al desiderio di Barron Hilton, proprietario dei Los Angeles Chargers, di creare una rivalità geografica con un’altra squadra, altrimenti con tutta probabilità l’ottava e ultima squadra AFL nel 1960 sarebbe stata assegnata alla città di Atlanta.

I Chargers e i Raiders si sono affrontati due volte all’anno da allora ed hanno dato vita a partite memorabili (vedi la leggendaria Holy Roller), e cancellare questa tradizione non solo è un sacrilegio, ma sarebbe l’ennesima mancanza di rispetto verso la storia della American Football League, già vilipesa a più riprese dalla arrogante NFL, prima e dopo la fusione delle due leghe.

Raiders-Chargers non sarebbe l’unica rivalità a scomparire se i Silver and Black lasciassero la Division. La AFL West e, successivamente, la AFC West hanno visto nascere splendide rivalità anche tra Raiders e Chiefs (negli anni ’70 e successivamente a negli anni ’90 quando i Chiefs erano guidati da Marty Schottenheimer) e tra Raiders e Broncos.

Ovviamente per “tradire” bisogna essere in due, e se Mark Davis accettasse questo compromesso per avere l’autorizzazione degli altri proprietari a lasciare Oakland per pascoli più verdi sarebbe colpevole tanto quanto la lega stessa. La situazione non è facile e Mark Davis non è un maverick come suo padre Al, che non aveva certo bisogno di un permesso per fare ciò che era giusto per la squadra.

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Al Davis e Mike Frankovich, presidente della commissione del Los Angeles Coliseum, mostrano un gagliardetto con scritto “Los Angeles Raiders” in questa foto scattata sulle gradinate del Coliseum il 7 luglio 1982, poco dopo che la commissione aveva approvato per 7-1 un accordo di 10 anni per consentire ai Raiders di giocare nello stadio di Los Angeles. [Foto: Lennox McLendon, AP]

Messo davanti ad una scelta, Mark Davis quasi sicuramente farà il sacrificio pur di garantire un futuro più roseo alla franchigia, e allora la NFL non sarà più la stessa.

ORA LA PALLA PASSA DI NUOVO IN MANO AD OAKLAND

Mark Davis è probabilmente sincero quando dice che la priorità è trovare un accordo per restare ad Oakland, ma il tempo stringe sempre di più. Se non salteranno fuori a breve i soldi di investitori privati e le autorità non chiariranno definitivamente in quale area potrebbe essere costruito il nuovo stadio, la probabilità di un trasferimento si farà sempre più grande.

Secondo alcuni l’area dell’attuale Coliseum non sarebbe sufficiente ad ospitare due stadi (quello dei Raiders e quello degli A’s), e inoltre l’ex CEO dei Raiders Amy Trask ha dichiarato di nutrire dei dubbi sul fatto che la regione possa accogliere due stadi NFL vista la vicinanza di Santa Clara, dove sorge il Levi’s Stadium dei 49ers.

Trask sostiene che l’Oakland Coliseum è lo stadio NFL meglio servito dal trasporto pubblico — meglio di ciascuno degli altri 30 stadi NFL (Giants e Jets dividono lo stesso stadio) — e ritiene che gli spazi circostanti siano ideali per parcheggi e tailgating.

Costruire un nuovo stadio al posto dell’attuale O.Co Coliseum avrebbe però dei rischi.

“Sono solamente 32 miglia da Santa Clara” ha detto Trask. “Sono davvero tante infrastrutture in una zona molto, molto ristretta”.

“Di conseguenza, anche se so che i fan riempirebbero sia lo stadio dei 49ers che quello dei Raiders — qualora ne costruiscano uno nuovo nello stesso posto — credo che ci sarebbero dei seri problemi — per lo meno, io credo che ci sarebbero — sul fatto che la piazza possa sostenere due stadi NFL. E per piazza intendo sponsor, pubblicità, acquisto delle suite, acquisto dei diritti sul nome dello stadio — non i fan. Per questo credo che ci sia una significativa possibilità che la squadra si trasferisca”.

Secondo alcune fonti la città di Oakland deve fare passi significativi nei prossimi 30 giorni, o i Raiders esploreranno con sempre maggior attenzione l’alternativa Carson-Los Angeles.

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7 thoughts on “Los Angeles Raiders 2.0?

  1. Spostarsi a LA è l’unica soluzione percorribile per dare un futuro roseo e degno alla storia di questa franchigia!
    Se AL fosse in vita saremmo a LA già da qualche stagione.. dare uno stadio a questa squadra è sempre stato il suo obiettivo più grande ( e la ragione per la quale ci spostammo a LA e poi tornammo a OAK.. )
    Chiedere di cambiare Division ad una squadra come i Raiders che hanno fatto LA STORIA dell’AFL e poi AFC è un affronto inaccettabile che mai prenderei in considerazione se fossi Davis ( mentre lui lo ha anche annunciato mesi fa… figuriamoci )
    Certo che accettare di dividere lo stadio con i Charghers e per di più essere spostati nella NFC W quando anni fa si sono rifiutati di condividere lo stadio di Santa Clara, che non avrebbe comportato nessun cambiamento in termini di divisione. sarebbe davvero l’apoteosi alla stupidità e inettitudine del sig Mark Davis.. come siamo caduti in basso..

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    • CIao Massimo, grazie per il commento!
      Credo anche io che l’unica strada seriamente percorribile sia Los Angeles a questo punto… e se proprio ci si deve spostare… almeno magliette e cappellini dei LA Raiders li ho ancora nell’armadio! ahahah
      Oakland ha fatto tante promesse per far tornare la squadra, ma poi non le ha mantenute. Capisco la decisione di non pesare sui cittadini, ma a questo punto non lasciano molte alternative a Davis. Solo che mentre il vecchio Al non aveva bisogno di avere il permesso di nessuno, il giovane Mark deve obbedire al volere degli altri owners e della lega… i tempi sono cambiati…
      Per quanto riguarda il non aver accettato di dividere lo stadio con i 49ers, se ho ben capito, a Santa Clara i Raiders sarebbero stati semplici locatari, mentre a Carson sarebbero soci fifty-fifty con i Chargers. Differenza non da poco.
      Vedremo cosa succederà, per ora siamo nel campo delle ipotesi e dei giochi di “leverage”.

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  2. Grazie a te per questo blog e il lavoro che fai!
    Si è vero, in seconda battuta saremmo stati semplici locatori e francamente la mia paura più grande è che finisca così, ovvero che a LA alla fine ci andranno i Chargers e i Rams e noi finiremo con il cerino in mano e “costretti” ad andare in affitto dai 49..
    Io più che altro mi riferivo ai primi tempi, quando ancora Santa Clara era un’opzione e i 49ers ci chiesero se eravamo interessati a costruirlo insieme lo stadio.. Premesso che preferirei lo spostamento a LA a prescindere ( anche se sognavo uno stadio tutto nostro finalmente.. evidentemente è destino che non lo avremo mai… ), ai tempi forse, alla luce di tutti sti problemi, andava valutata meglio come opzione..
    Spiace anche a me per la gente di Oakland, però è innegabile che qualcosa bisogna fare.. inoltre nel Sud della California abbiamo un numero di tifosi considerevoli, basta dire che quando andiamo a giocare a San Diego, spesso e volentieri lo stadio dei Chargers ha più tifosi nero argento che dei caricabatterie.. e non è che veniamo da anni in cui loro sono stati più volte una seria candidata a giocarsela e noi….. ci siamo capiti ecco..
    Speriamo, francamente Mark Davis, così come si presenta e da come si “muove” ( e mi verrebbe da dire anche da come si pettina… ) non mi fa essere molto ottimista per il futuro.. spero tanto di sbagliarmi ovviamente.. o meglio che ci sia un passaggio di mano.
    Ciao e grazie ancora per il lavoro che fai

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    • Faccio del mio meglio per scrivere qualche articolo nel poco tempo libero… per il resto mi affido al canale twitter @RaidersITALIA dove riesco per lo meno a dare le notizie in tempo quasi reale…
      E’ bello iniziare ad avere un riscontro anche qui sul blog da tifosi italiani!
      Mi piacerebbe molto che si creasse una comunità viva in modo da riuscire a scambiarci opinioni e sensazioni sulla nostra squadra… è così difficile parlare di football in Italia!

      Per quanto riguarda Mark Davis… io ho paura di un cambio di proprietà perché temo che dei nuovi proprietari possano distaccarsi dalla tradizione, cedere alle mode e cambiare la divisa, ritoccare il logo ecc… cose che troppi proprietari di altre squadre hanno fatto per dare la loro impronta ai loro nuovi “giocattoli”…

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