Bills – Raiders – dalla American Football League ai giorni nostri

Domenica si sfideranno le due squadre che mancano da più tempo l’appuntamento con i playoff.

Dopo essere stati una delle superpotenze della NFL nei primi anni 90 (dominando l’AFC tra il 1990 e il 1993 e conquistando l’accesso a ben quattro Super Bowl consecutivi, perdendoli però tutti), i Bills hanno iniziato il declino e da 15 stagioni non accedono ai playoff. Con un record di 8-6 la squadra di Buffalo ha necessità di continuare a vincere per mantenere viva la speranza di interrompere quest’anno la striscia negativa.

I Raiders sono stati la prima squadra nel 2014 ad assicurarsi un altro anno senza playoff, portando la striscia a 12 stagioni (dall’apparizione, a conclusione della stagione 2002, nel Super Bowl XXXVII, perso malamente contro i Buccaneers). In attesa di vedere se i Browns (7-7), ancora matematicamente in corsa per un posto da wildcard, li raggiungeranno, i Silver & Black si sono garantiti il secondo posto sul podio del disonore. 

La sfida di domenica è la trentasettesima occasione in cui le due squadre si incontrano nella regular season; i Raiders mantengono ancora un piccolo vantaggio con 19 vittorie contro 17 sconfitte, ma i Bills hanno accorciato le distanze con due vittorie di misura nelle ultime due partite giocate nel 2008 e nel 2011.

AMERICAN FOOTBALL LEAGUE

Raiders e Bills hanno esordito nel 1960 nella American Football League, ed inizialmente si sfidavano due volte all’anno. La partita di domenica sarà la prima senza i due storici owner Al Davis e Ralph Wilson Jr., due figure centrali nella breve ma intensa avventura della AFL.

Raiders_Al_Davis-Bills_Ralph_Wilson_1966

Ralph Wilson Jr. e Al Davis nel 1966

Bills_RCW_PatchSulle maglie dei Bills in questa stagione avrete sicuramente notato la patch con le iniziali RCW in onore di Ralph Cookerly Wilson, Jr., morto il 25 marzo di quest’anno all’età di 95 anni. Wilson era l’ultimo dei componenti del Foolish Club ancora in vita ad avere mantenuto il controllo della sua squadra dalla fondazione fino ai giorni nostri. Degli 8 proprietari che con la loro pazza idea di sfidare la affermata NFL diedero vita alla concorrente AFL solo il fondatore dei Chargers e magnate del settore alberghiero Barron Hilton è ancora in vita, ma ha da tempo ceduto le redini della squadra di San Diego (nata però a Los Angeles).

Ralph Wilson, un imprenditore del Michigan, era appassionato di football americano ed era un proprietario di minoranza dei Detroit Lions. Nel 1959 si lasciò convincere dal ricco petroliere e fondatore dei Dallas Texans (poi Kansas City Chiefs) Lamar Hunt ad affrontare una sfida economicamente molto rischiosa. Dalla “pazzia” di questi uomini è nato il football moderno, perché la AFL ha cambiato il volto del football rendendolo più spettacolare (dando maggiore enfasi al gioco aereo, ai lanci lunghi, in opposizione al classico “three yards and a cloud of dust” tipico della NFL) e introducendo novità alle quali non facciamo quasi più caso, come i nomi sulle maglie dei giocatori e la conversione da 2 punti.

AFL_Foolish_Club_1

I fondatori della AFL. In piedi da sinistra: Barron Hilton (Los Angeles Chargers), Ralph Wilson (Buffalo Bills), Harry Wismer (New York Titans). In ginocchio: Bob Howsam (Denver Broncos), Max Winter (Minnesota), Lamar Hunt (Dallas Texans), Bud Adams (Houston Oilers). Con l’aggiunta di Billy Sullivan (Boston Patriots) e Wayne Valley (Oakland Raiders) e la defezione di Winter prenderà vita il Foolish Club.

AL_decalSui caschi dei Raiders, dal 2011, potete invece notare l’omaggio permanente al grande Al Davis, colui che cambiò le sorti di una squadra disgraziata come i Raiders dei primi anni 60 (usciti vincitori solo in 9 delle 42 partite giocate nelle prime 3 stagioni della loro esistenza), trasformandoli in una squadra quasi imbattibile, che avrebbe dato del filo da torcere a chiunque tra la fine degli anni 60 e metà degli anni 80. Davis, arrivato nel 1963 dai Chargers dove faceva l’assistente del mitico coach Sid Gillman, trasformò la squadra cambiando tutto, dai colori sociali (scambiando l’originario nero e oro con gli ormai caratteristici nero e argento, associati in maniera univoca ai Raiders) alle strutture, dallo stile di gioco ai giocatori stessi. Era un genio, un innovatore e un anticonformista, un “cane sciolto” che ha perseguito le sue idee con passione, senza curarsi del giudizio degli altri.

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Al Davis, head coach degli Oakland Raiders, con il QB Cotton Davidson e il ricevitore Art Powell nel 1964 al Frank Youell Field di Oakland. (foto: Ron Riesterer)

Non tutti sanno che Al Davis non avrebbe potuto compiere le sue magie senza l’intervento di Ralph Wilson. Il gruppo proprietario dei Raiders era stato messo su in tutta fretta per poter candidarsi per l’ultimo posto disponibile nella lega dopo che Max Winter, proprietario della franchigia di Minneapolis, aveva tradito gli altri fondatori abbandonando la nascente AFL per accettare la proposta di guidare un nuovo team nella NFL. Il gruppo di investitori di Oakland non era pronto a sopportare le perdite economiche ingenti delle prime stagioni, e sarebbe stato quasi sicuramente costretto a dichiarare fallimento se non fosse intervenuto Wilson. Capendo che la giovane AFL non sarebbe sopravvissuta alla perdita di una delle sue 8 squadre, nel 1962 il proprietario dei Bills prestò denaro ai Raiders per mantenerli operativi.

DAL GLORIOSO PASSATO AL TRISTE PRESENTE

I Buffalo Bills, oltre a sfiorare la conquista del Super Bowl per quattro anni di fila, hanno vinto due titoli nella AFL nel 1964 e nel 1965, mentre i Raiders hanno vinto il titolo AFL nel 1967, il titolo AFC nel 2002 e tre Super Bowl alla fine delle stagioni 1976, 1980 e 1983. In tutto quindi le due squadre hanno dominato la defunta AFL e l’attuale AFC 11 volte nelle 54 stagioni giocate (escludendo quella attuale non ancora conclusa) ed è triste vedere che faticano da oltre un decennio anche solo ad accedere ai playoff.

L’attesa per i Bills, come detto, potrebbe finire quest’anno, e la squadra lo merita per come sta giocando. La difesa dei Bills è rocciosa ed ha concluso le ultime due partite senza concedere nemmeno un TD pass a due mostri sacri come Peyton Manning e Aaron Rodgers. Pur privata da subito del contributo del LB Kiko Alonso, sorpresa della scorsa stagione, la difesa ha reagito ed è attualmente quinta come minor numero di yard totali concesse (quinta contro i passaggi e nona contro le corse) ha fatto registrare 49 sack (primi nella NFL) e 19 intercetti (secondi), permettendo ad un attacco non certo sensazionale di vincere tante partite pur segnando poco.

I Raiders stanno solo aspettando di archiviare anche le ultime due partite per poi pensare al futuro, capire in che città giocheranno e iniziare la ricerca di un head coach che possa ripetere la magia di Al Davis e risvegliare questa bella addormentata dal lungo sonno e dalla maledizione di cui è caduta vittima ormai da troppo tempo.

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