Ron Wolf candidato alla Hall of Fame come “contributor”

La Pro Football Hall of Fame è senza dubbio il sogno per chiunque abbia calcato i campi da gioco come giocatore o come allenatore; significa immortalità, essere riconosciuti tra i più grandi di sempre. Ma non sono solo gli allenatori e i giocatori a fare grande questo sport; ci sono i proprietari, i dirigenti, gli scout e perfino i giornalisti, i radiocronisti e i telecronisti e ciascuno a modo suo, dedicando la vita a rendere il football il più grande passatempo degli Americani (e anche di una piccola fetta di italiani), potrebbe ambire alla giacca d’oro che solo gli eletti possono indossare.

La Hall of Fame si è resa conto che il numero di contributor eletti era basso (solo 19 da quando la HOF è stata istituita nel 1963) perché ovviamente, potendo eleggere al massimo otto Hall of Famer ogni anno, la tendenza è quella di concedere il grande onore a chi si è distinto sul campo, a chi è riconosciuto e osannato dal pubblico.

Un problema simile si era presentato per il fatto che i grandi giocatori del passato venivano snobbati a favore dei più recenti campioni, le cui gesta erano più fresche nella mente dei tifosi e dei giornalisti che compongono il comitato di elezione. La soluzione per ovviare a questo problema è stata la separazione tra Modern Era Candidates e Senior Candidates. Uno speciale comitato ha il compito di nominare ogni anno due candidati Senior, giocatori che hanno chiuso la carriera da almeno 25 anni.

In maniera analoga questa estate la HOF ha stabilito un piano quinquennale per agevolare l’elezione dei Contributor. Un altro comitato ha il compito di scegliere uno o due nomi da proporre per la votazione finale.

A partire dal 2015 il programma prevede che negli anni dispari del piano quinquennale arrivino alla votazione finale cinque candidati dell’era moderna, due contributor e un giocatore senior, mentre negli anni pari un contributor e due giocatori senior; dal sesto anno è previsto che si continui con un solo contributor ogni anno. Per essere eletto nella Hall of Fame ogni candidato dovrà ottenere almeno l’80% dei voti dei votanti (una lista dei votanti può essere reperita qui).

Quest’anno il comitato di selezione dei contributor ha nominato Bill Polian e Ron Wolf.

Ron Wolf è conosciuto dai più per il suo ruolo di general manager dei Green Bay Packers e per il contributo che ha dato per riportare la squadra del Wisconsin ai fasti del passato, scegliendo come allenatore Mike Holmgren e facendo il trade che portò a Green Bay il QB dei Falcons Brett Favre.

Ma per i fan dei Raiders Ron Wolf è noto come director of player personnel dei Silver & Black e braccio destro di Al Davis.

Ron_Wolf-Al_Davis

In questi due articoli Wolf ricorda la telefonata del 1963 con la quale Al Davis, appena nominato head coach e general manager dei Raiders, lo chiamò per aiutarlo a costruire la squadra che presto sarebbe diventata il Team of the Decades, la più vincente del football professionistico e costantemente in lotta per il trofeo più importante. Dal 1963 al 1990, con una piccola parentesi con l’expansion team Tampa bay Buccaneers dal 1976 al 1978, Wolf ha lavorato per Al Davis ed ha imparato, a detta sua, tutto quello che poi lo ha reso uno dei migliori general manager della NFL. Con i Raiders Wolf era a capo degli scout e quindi lavorava a stretto contatto con una delle menti più geniali della storia del football.

“In essence, he trained me. He was a brilliant person. […] I learned and learned and learned. I guess it worked. I was very, very fortunate.”

Lavorare per Al Davis era interessante ma richiedeva anche molta preparazione, perché il capo era famoso per essere uno che pretendeva il massimo dai suoi collaboratori.

“Io ero a capo del reparto scout. Ero io a dire a ciascuno chi andare a vedere. Ovviamente quando lavori per Al Davis, lavori per Al Davis. Ma quando è il momento di fare il tuo lavoro ci si aspetta che tu lo faccia bene. Non ha mai interferito con quello che facevo. Da quel punto di vista era un ottimo lavoro. Ma ti dico una cosa, meglio per te se eri preparato. Dovevi assolutamente conoscere quel giocatore di Oshkosh e quell’altro a Miami. Ed è quello che cercavamo di fare.”

Annunci

One thought on “Ron Wolf candidato alla Hall of Fame come “contributor”

  1. Pingback: Semifinalisti per la Hall of Fame Classe 2015 | Raiders Italia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...