NFL a Londra – Una serie di déjà vu

Dopo l’umiliante sconfitta londinese che è costata il posto all’head coach Dennis Allen i Raiders sono entrati nella bye week. Ma non potevo semplicemente passare oltre ed iniziare a concentrarmi sulla partita di week 6 contro i Chargers; l’esperienza della NFL a Londra non si poteva ridurre all’analisi della partita. E così ho chiesto ad alcune persone che avevano fatto il viaggio per assistere alla partita di raccontare dal loro punto di vista il viaggio, l’atmosfera che si respirava, gli eventi organizzati per l’occasione in città. Ho ricevuto risposte positive e sono in attesa di alcuni articoli (purtroppo bisogna sempre fare i conti con il poco tempo libero); Giovanni Ganci, la guida di Huddle Magazine, mi ha mandato il suo pezzo che pubblicherò nei prossimi giorni.

All’interno dell’articolo di Giovanni era riportato un link al racconto di Joe Bussell, Team Operations Coordinator dei Tampa Bay Buccaneers nella stagione 2011, sull’organizzazione della trasferta a Londra (in quell’anno i Bucs “ospitarono” i Bears al Wembley Stadium). Giovanni consiglia caldamente di leggerlo e io non posso che unirmi a lui; il racconto è davvero ricco di dettagli e dietro le quinte ed è una lettura da fare assolutamente per chi vuole capire cosa ci sia veramente dietro ad una partita delle International Series.

2014_Dolphins-Raiders_London

Leggendo il lungo e interessante articolo, che illustra nel dettaglio le varie fasi di preparazione del viaggio e della permanenza in terra inglese, ho iniziato a veder passare più e più volte un gatto nero… stavo vivendo dei déjà vu o, come spiegavano a Neo, ero testimone di un’imperfezione di Matrix?

“The plan was that the team would play the home game versus the Saints on Sunday and then take a charter flight to London the next morning at 8:00 am local time (everything works in local time when on the road). This would put the team in London around 9:00-10:00 pm local time on Monday.”

(Il piano era che la squadra avrebbe giocato la partita casalinga contro i Saints la domenica e poi si sarebbe imbarcata su un charter per Londra la mattina successiva alle 8 ora locale (ci si riferisce sempre all’ora locale quando si è in trasferta). In questo modo la squadra sarebbe stata a Londra intorno alle 21-22 ora locale di lunedì)

Non è proprio uguale alla lettera ma è più o meno quello che è accaduto ai Raiders; giocata la partita a casa dei Patriots, la squadra è partita direttamente per Londra senza tornare in California, ed è quindi rimasta in Inghilterra una intera settimana. Ma torniamo all’articolo perchè adesso le cose si fanno interessanti.

“Our first hotel was actually an hour outside of London. It was a resort that would double as our headquarters from Monday to Friday. On Friday we would move into a hotel in the city and treat the weekend as if it were a cross country trip in the states. […]The first hotel is where we would practice all week. It had a rugby pitch that we lined out as a football field.”

(Il nostro primo hotel era in realtà ad un’ora da Londra. Era un resort che avrebbe anche fatto da quartier generale della squadra dal lunedì al venerdì. Venerdì ci saremmo spostati in un albergo in città e avremmo trattato il weekend come se fosse una trasferta dall’altra parte degli Stati Uniti. […] Nel primo hotel ci saremmo anche allenati durante tutta la settimana. Aveva un campo da rugby che abbiamo trasformato in campo da football.)

Resort, eh? La cosa non mi è nuova… vuoi vedere che… E’ bastato un rapido controllo su internet per appurare che la sede scelta dai Buccaneers è la stessa che ha ospitato quest’anno i Raiders: il Pennyhill Park Hotel and Spa, un resort di lusso a Bagshot, nel Surrey. Anche i Raiders, come i Bucs, il venerdì si sono spostati in un hotel al centro di Londra, il Grosvenor House (un hotel della catena JW Marriott) situato in Park Lane. Ma non è che… rapida ricerca… SURE ENOUGH! Anche i Buccaneers nel 2011 si erano spostati nello stesso albergo…

“The idea was that everything should feel the same. A schedule like the players were used to was supposed to help their bodies acclimate to the time and environment change.”

(L’idea era che tutto sembrasse uguale [ad una qualunque trasferta]. L’usuale calendario di impegni avrebbe dovuto aiutare i giocatori ad abituare i loro corpi al cambiamento del fuso orario e dell’ambiente circostante)

Stessa idea che hanno avuto i Raiders, ovviamente.

“Our Nutritionist, Kevin Luhrs, had spent a significant amount of time working on the menu and food preparation for the week. London has different food regulations and therefore the food is different. It isn’t bad but it’s something that many seem to struggle with. By the end of the day on Wednesday, some of the players had started to grumble about the food. […] Wednesday night was the first night players ordered Domino’s pizza. The idea must have been passed on because on Thursday night, Domino’s had delivered more than twenty pizzas to the hotel.”

(Il nostro nutrizionista, Kevin Luhrs, ha dedicato una notevole quantità di tempo a studiare il menu e la preparazione del cibo per la settimana. Londra ha regole diverse riguardo al cibo e di conseguenza il cibo è differente. Non è che sia cattivo, ma comunque molti sembrano avere difficoltà [ad affrontare il cambiamento della dieta]. Arrivati alla fine di mercoledì alcuni giocatori avevano iniziato a lamentarsi del cibo. […] Mercoledì notte è stata la prima notte che i giocatori hanno ordinato la pizza da Domino’s. L’idea deve aver circolato da stanza a stanza, perché giovedì notte Domino’s ha consegnato più di venti pizze all’hotel)

Problemi col cibo? Anche questo non mi è nuovo… In una intervista durante la settimana Carlos Rogers aveva cercato di essere diplomatico:

Rogers: “Yeah, the food is a little different over here.”
Good different or bad different?
Rogers: “I’ll stick with our food.”

Vic Tafur, un giornalista del San Francisco Chronicle, durante la settimana londinese ha scritto un pezzo contenente quanto riportato qua sotto:

Il Pennyhill Park and Spa ha preparato cibo energetico per i giocatori, ma c’è stato un piccolo problema. “il sugo degli spaghetti”, ha detto un giocatore. “Ho mangiato molti spaghetti e lasagne, ma qui non riesco a mangiarne”. Un altro giocatore, tenendosi lo stomaco: “Il sugo non è buono, come se avesse spezie sbagliate o qualcosa del genere, ma non è buono ogni giorno. E’ un problema”.

Anche Marquette King, il punter dei Raiders, non è stato troppo soddisfatto del cibo e lo ha fatto sapere al mondo con un tweet una volta tornato a casa:

Torniamo al racconto di Joe Bussell.

” On Sunday morning I walked down to breakfast. […] But this morning, fewer people came to breakfast than usual. It was mostly staff who all seemed to be tired and moving slower than normal. I remembered thinking, “Maybe we should have come a day later.” I had been there for 11 days at this point and had been through that feeling and had broken through it with a little extra rest. If the players were feeling it, they wouldn’t have that time. “

(Domenica mattina sono sceso per colazione. […] Quella mattina meno persone del solito sono scese a colazione. Erano soprattutto persone dello staff, sembravano stanchi e si muovevano più lentamente del normale. Mi ricordo di aver pensato ‘Forse saremmo dovuti arrivare un giorno dopo’. Io [dovendo organizzare la permanenza della squadra] ero [a Londra] da 11 giorni e avevo passato lo stesso periodo di stanchezza, che avevo superato con un po’ di riposo extra. Se anche i giocatori stavano sentendo la stanchezza [da viaggio], quel tempo extra [per recuperare le forze prima della partita] non lo avrebbero avuto)

Molto, molto interessante… Una settimana ad allenarsi lontano da casa è troppo per il fisico a quanto pare. Sì, fai in tempo ad abituare il corpo al nuovo fuso orario ma allo stesso tempo vai incontro alla stanchezza di chi sta fuori casa a lungo.

“We were the home team and Chicago was the away team. […] The Bears had approached traveling that week much differently than we had. They left from Chicago on Thursday afternoon. That meant that they arrived Friday morning in London. They encouraged their players to sleep on the plane ride over so they were ready for a walk-thru and meetings on Friday. They had meetings and a walk-thru on Saturday and normal gameday prep on Sunday.”

(Noi eravamo la squadra di casa, i Bears erano in trasferta. […] I Bears si erano approcciati al viaggio in maniera molto differente dalla nostra. Hanno lasciato Chicago giovedì pomeriggio. Questo significa che sono arrivati a Londra venerdì mattina. Ai loro giocatori è stato consigliato di dormire durante il volo così che fossero pronti per un allenamento leggero e per le riunioni tecniche del venerdì. Hanno avuto riunioni e un walk-thru sabato e poi la classica preparazione alla partita domenica)

Familiare? Lo stesso hanno fatto i Dolphins.

Come finì Bears-Buccaneers nel 2011? Vinsero i Bears, ovviamente, dopo aver dominato per gran parte della gara prima di lasciare qualche speranza di recupero ai Buccaneers nel quarto finale.

I Buccaneers avevano iniziato benino la stagione 2011, vincendo 4 delle prime 7 partite giocate. Dopo la partita persa a Londra contro i Bears arrivarono 9 sconfitte consecutive… speriamo che ai Raiders vada meglio.

Curiosità finale: il povero LT Donald Penn, acquisito dai Raiders questa estate dopo essere stato tagliato dai Buccaneers, ha probabilmente visto molti più gatti neri di me la settimana scorsa, avendo dovuto rivivere una settimana fotocopia a distanza di tre anni. Perché non hai detto niente Donald? Perché?!

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