I Raiders licenziano Dennis Allen

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Otto partite vinte e 28 perse, 10 sconfitte consecutive tra la fine dell’anno scorso e l’inizio di questa stagione, un record di 0-4 che non descrive minimamente l’orrore di questo primo quarto di stagione, con i Raiders neanche lontanamente somiglianti ad una squadra NFL in tre sconfitte su quattro.

Qualcuno doveva pagare, e il primo della lista era ovviamente l’head coach Dennis Allen. Non è detto comunque che ci si fermi qui, e a fine anno si faranno i conti anche sull’operato del GM Reggie McKenzie.

Il prossimo head coach sarà il 19° della storia della squadra, l’undicesimo da quando i Raiders sono tornati ad Oakland nel 1995. L’allenatore che è durato di più alla guida dei Silver & Black è stato Jon Gruden (4 anni dal 1998 al 2001), l’unico con una percentuale di vittorie superiore al 50%. Proprio il nome di Gruden è saltato fuori, come ogni volta che c’è un cambio di HC ad Oakland a dirla tutta, per l’anno prossimo. I fan lo amano, lo associano agli ultimi momenti in cui la squadra ha lottato per arrivare al Super Bowl; questi sono comunque discorsi per il futuro, il presente è nero e serve trovare il traghettatore giusto che porti la squadra in fondo a questa stagione nella maniera più dignitosa possibile, in modo da creare i presupposti per attirare il nome giusto, l’uomo che possa aggiungere di nuovo l’argento a tutto questo nero.

NELLE PUNTATE PRECEDENTI…

I Raiders sembravano in ascesa dopo una lunghissima serie di imbarazzanti insuccessi: Tom Cable prima e Hue Jackson poi avevano riacceso le speranze dei tifosi nero-argento con due stagioni consecutive da 8 vittorie e 8 sconfitte, sfiorando anche l’accesso ai tanto agognati playoff. La morte di Al Davis durante la stagione 2011 ha però scosso la baracca ed ha portato alla rivoluzione.

Mark Davis, ereditata la squadra dal padre, ha lanciato un programma di rinnovamento della franchigia. Il suo primo passo è stato dare l’incarico della gestione sportiva ad un General Manager, una figura che mancava nei Silver & Black del vecchio Al. Reggie McKenzie, un ex linebacker che aveva giocato nei Los Angeles Raiders negli anni ’80, si era fatto un nome come scopritore di talenti a Green Bay, arrivando alla fine a ricoprire ruoli importanti come director of player personnel e director of football operations; tanti nell’ambiente parlavano molto bene di lui e persone fidate hanno caldamente consigliato il suo nome al nuovo proprietario dei Raiders.

“I’m going take a stronger hand in this whole team, this whole organization. There ain’t no way that I’m going to feel like I feel today a year from now, I promise you that. There’s no question. Defensively, offensively and special teams. I ain’t feeling like this no more. This is a joke.  I’m going to take a hand in everything that goes on here.”
[Hue Jackson, conferenza stampa post-partita in week17 della stagione 2011]

Hue Jackson, colpevole più che altro di aver cercato di approfittare del momento di sbandamento della società per accentrare su di se poteri che non gli spettavano con una arroganza che aveva infastidito Mark Davis, alla fine della stagione 2011 è stato mandato via, e Reggie McKenzie ha selezionato il suo uomo, l’allora Defensive Coordinator dei Broncos Dennis Allen, un giovane considerato da molti come una delle menti difensive più brillanti della NFL .

La seconda fase della rivoluzione si presentava più complicata da gestire: bisognava rimettere in ordine i conti liberandosi dei contratti troppo onerosi e mandare via quei giocatori pagati troppo in proporzione al rendimento, al fine di creare uno spazio di manovra sotto il salary cap per i contratti dei futuri Raiders.

Al Davis aveva una predilezione per la velocità e negli ultimi anni aveva puntato le sue carte su cavalli sbagliati, tutti accomunati da una caratteristica: erano quelli che ogni anno facevano segnare i tempi migliori negli sprint alla Combine. Phillip Buchanon, Carlos Francis, Johnnie Morant, Fabian Washington, Stanford Routt, Johnnie Lee Higgins, Darrius Heyward-Bey, DeMarcus Van Dyke sono state scelte sbagliate ed i Raiders hanno pagato e stanno pagando ancora adesso per questi errori di valutazione.

LE RESPONSABILITA’ DI McKENZIE

McKenzie aveva subito messo in chiaro che i nuovi Raiders sarebbero stati costruiti scegliendo giocatori di football, non sprinter prestati alla NFL. Tecnica e passione al posto delle sole doti fisiche.

I primi due anni dell’era Mark Davis-Reggie McKenzie-Dennis Allen sono stati più duri da digerire del previsto, sia per i risultati che sono arrivati, sia per le scelte che son state fatte. E’ stato McKenzie, e non Allen, a mandar via uno scontento Carson Palmer per affidare la squadra all’improponibile Matt Flynn. E’ stato McKenzie, e non Allen, a decidere di non trattenere due dei giovani più promettenti che c’erano in rosa, Jared Veldheer e Lamarr Houston. E’ stato McKenzie a selezionare i giocatori nel Draft, sia quelli giusti (Mack e Carr per nominarne due), sia quelli potenzialmente talentuosi ma ad alto rischio (D.J. Hayden), sia quelli rivelatisi un flop (Tony Bergstrom e Tyler Wilson).

LE COLPE DI ALLEN

Ma Allen ha ovviamente le sue colpe. Il suo punto di forza doveva essere la difesa, ma proprio il suo reparto ha contribuito a scavargli la fossa, regalando big play agli avversari, mostrandosi incapace di fermare le corse e di mettere pressione ai QB avversari. La “stop-stop-boom defense” è sempre di moda ad Oakland.

Dennis Allen lascia la California da sconfitto ma non resterà a lungo senza lavoro. Probabilmente non era l’uomo giusto, vista la sua poca esperienza, per guidare una squadra in ricostruzione, ma ci saranno team che gli daranno l’occasione di dimostrare le sue capacità come Defensive Coordinator. In fondo sono tanti i nomi di ottimi specialisti che hanno fallito (o comunque non hanno fatto bene) quando hanno avuto l’occasione di gestire l’intera squadra (Norv Turner, Bill Callahan e Tony Sparano tanto per citarne alcuni).

IL FUTURO PROSSIMO

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Greg Olson e Tony Sparano, i due candidati favoriti per il ruolo di Interim Head Coach (USATSI) 

Proprio Sparano è in lizza per il posto di Interim Head Coach, in competizione con Greg Olson e Al Saunders, tutti nomi interni alla società.

Mancano poche ore prima che venga annunciato il nome del prescelto, poi si dovrà iniziare a ragionare sul futuro, buttar giù una lista di nomi di candidati da intervistare per la prossima stagione e stabilire se McKenzie farà ancora parte del progetto dalla prossima stagione.

Una cosa è certa: Dennis Allen per ora paga per tutti, ma da adesso è vietato commettere ulteriori errori.

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2 thoughts on “I Raiders licenziano Dennis Allen

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