Dolphins-Raiders – Analisi veloce di una umiliazione internazionale

Le premesse c’erano tutte per fallire… I Raiders venivano da una buona prestazione in casa dei Patriots e, benché l’attacco avesse fatto ben poco nel New England, la difesa aveva ben figurato fermando in più occasioni Tom Brady e soci. I fan nero-argento sanno fin troppo bene che in quest’ultimo decennio e più ad una prestazione confortante segue quasi sempre una disfatta. I Dolphins, gli avversari di giornata, erano inoltre reduci da due sconfitte e iniziavano a trapelare voci di un possibile cambio dietro a centro, con il QB Ryan Tannehill a fare da capro espiatorio per tutti i mali che affliggevano la squadra. Durante la settimana l’allenatore Joe Philbin si era più volte rifiutato di confermare pubblicamente la fiducia al suo QB, che infatti non aveva preso per niente bene questo comportamento dell’head coach. Miami aveva una squadra all’apparenza pronta ad affondare, ed i Raiders quando affrontano squadre in queste condizioni sono sempre pronti a gettare un salvagente e regalare una speranza.

Lo stadio di Wembley era pieno, e davanti a 83,436 spettatori paganti la partita dei Raiders è durata in tutto un solo drive, il primo.

Black_Hole

Oakland è partita subito forte, lasciando da parte gli schemi conservativi che avevano caratterizzato questo inizio di stagione (in parte dovuti al fatto che non si vuole mettere troppa pressione sulle spalle del rookie Derek Carr). Mostrando il coraggio che finora si era visto solo nel garbage time l’Offensive Coordinator Greg Olson ha messo in piedi un primo drive aggressivo, con Carr che ha potuto lanciare subito lungo per James Jones. La ricezione ad una mano del giocoliere numero 89 è valsa 30 yard. Sempre via aria il QB ha pescato il neo-acquisto Vincent Brown e la sorpresa dell’anno scorso Andre Holmes, chiamati in causa presto per via della decisione di dichiarare inattivo l’incostante Denarius Moore, troppo incline ai drop in queste prime partite della stagione. Il drive si è chiuso con un TD pass per il TE Brian Leonhardt ed i tifosi arrivati da tutto il mondo si sono illusi che questa potesse essere la partita della svolta.

ENNESIMA FARSA

Quello che si è visto dopo il TD di Oakland è stato però uno spettacolo a senso unico messo in piedi da Tannehill e compagni. I Raiders hanno lasciato spazio ai ricevitori di Miami, hanno concesso big play, non hanno fermato le corse quando contava e soprattutto non sono riusciti a mettere pressione a Tannehill, che da impreciso QB che rischiava la panchina si è trasformato in una macchina da passaggi completati (23/31 per 278 yard, 2 TD e 1 Intercetto per lui a fine gara); addirittura 14 passaggi completati di fila in un primo tempo concluso con un incredibile 17 su 19 per 204 yard e 2 TD, che gli son valsi un passer rating di 146.5.

Nel primo tempo l’attacco di Miami ha avuto palla quattro volte, e ad un primo drive concluso con un FG sono seguiti 3 touchdown. Tannehill ha mosso la palla senza problemi, conquistando 15 primi down contro i 7 conquistati da Carr (5 dei quali nel primo drive).

I Dolphins hanno commesso qualche errore (2 fumble e un intercetto), ma Oakland non ha tirato fuori nulla da quelle occasioni. Nel secondo quarto Jarvis Landry ha provato a ritornare un punt di Marquette King e Brian Leonhardt ha causato un fumble poi ricoperto da Jon Condo; nel drive successivo Oakland è andata di nuovo al punt dopo soli 3 tentativi. Nel primo drive del terzo quarto Miami ha marciato fino alle 2 yard difese dai Raiders e quando il TD sembrava inevitabile la difesa ha strappato la palla dalle mani di Lamar Miller e Woodson l’ha recuperata in end zone per un improbabile touchback; tre tentativi dopo, un passaggio di Carr veniva intercettato da Grimes e i Dolphins erano di nuovo sulle 3 di Oakland e dopo due corse di Miller mettevano in cassaforte la gara portandosi sul 31-7. Alla fine del terzo quarto TJ Carrie ha messo a statistica il suo primo intercetto della carriera, ma subito dopo i Raiders sono andati three-and-out per l’ennesima volta.

Chi ha tratto vantaggio dagli errori degli avversari è stata Miami, visto che dall’intercetto di Carr son venuti 7 punti ed un fumble sullo snap è stato recuperato da Finnegan che l’ha riportato 50 yard per altri 7 punti. L’unico errore che Oakland non ha pagato è stato l’intercetto lanciato da Matt McGloin.

Ebbene sì, McGloin ha visto il campo verso la fine del terzo quarto, dopo che Carr si è infortunato alla caviglia e al ginocchio sinistro dopo una corsa. La diagnosi è meno grave di quanto si potesse temere (high ankle sprain + sprained MCL), ma il QB potrebbe saltare comunque qualche partita anche se ha dichiarato che spera di essere pronto dopo la bye week. Altri infortunati di giornata il LB Kaluka Maiava (bicipite femorale) e il RT Khalil Barnes (ginocchio).

In difesa ci son state troppe sviste (in almeno tre casi i Dolphins si sono schierati con tre ricevitori raggruppati da un lato e la difesa nero-argento si è posizionata con soli due DB a fronteggiarli), e l’attacco è stato ancora una volta inguardabile se escludiamo il primo drive e qualche cosa vista nel garbage time finale.

Dolphins-Raiders_3vs2

LE STATISTICHE SONO NOIOSE MA DIFFICILMENTE MENTONO

Altre informazioni che aiutino a capire la pochezza della squadra di Dennis Allen: 53 yard in 18 corse, per una ridicola media di 2.9 yard a portata. Il leading rusher è stato McFadden, con 40 yard in 11 corse, per una media di 3.6 che rappresenta un miglioramento rispetto alla sua media stagionale di 3.3 yard per corsa. Maurice Jones-Drew, ritornato in campo dopo aver saltato due partite per un infortunio alla mano, ha toccato palla solo 4 volte: 2 corse per un guadagno di 1 sudatissima iarda e 2 ricezioni per 2 yard. Jamize Olawale, il FB nero-argento, ha corso una sola volta ed è stato fermato sulla linea di scrimmage quando anche una sola iarda guadagnata avrebbe dato il primo down ai suoi. Infine Marcel Reece continua ad essere un fantasma strapagato, ed è stato coinvolto in due sole azioni, ricevendo un pallone per un guadagno di 5 yard, alla faccia dei discorsi che si fanno ad ogni conferenza stampa sulla necessità di coinvolgere maggiormente l’arma più pericolosa dell’attacco di Oakland.

CAMBIO AL TIMONE DELLA ZATTERA ALLA DERIVA?

Se Mark Davis si è davvero stufato di Dennis Allen questo è il momento giusto per un cambio alla guida della squadra, visto che la prossima domenica i Raiders sono di riposo. Allen a fine gara ha affermato di non essere preoccupato e di non aspettarsi nessuna rivoluzione, ed alcuni giocatori si son detti contrari ad un cambio al vertice, ma i fan vogliono ormai veder volare la testa dell’head coach che ha portato la squadra a perdere 10 partite di fila e ad iniziare la stagione 0-4 per la prima volta dal 2006, un allenatore che ha un record di 8 vittorie e 28 sconfitte e non sembra essere in grado di trovare un modo per risollevare una squadra un tempo gloriosa. In prima fila per il ruolo di interim head coach ci sono l’Offensive Line Coach Tony Sparano, l’Offensive Assistant Al Saunders e, secondo voci riportate da Jason LaCanfora proprio prima della partita di Londra, anche l’OC Greg Olson.

Da quel che inizia a circolare, sembrerebbe proprio che il cambio sia imminente…

AGGIORNAMENTO:

 ULTERIORE AGGIORNAMENTO:

questa ha l’aria di essere una figuraccia per il reporter… o la fonte ha ritrattato perché aveva paura di essersi scoperta troppo, o non aveva una fonte affidabile o si è inventato una notizia… NO BUENO.

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2 thoughts on “Dolphins-Raiders – Analisi veloce di una umiliazione internazionale

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