Texans-Raiders – Un incubo senza fine

Come ogni settimana potete trovare il mio pezzo sulla partita sul sito di Huddle. In quell’articolo troverete qualche cenno storico, gli avvenimenti più importanti dell’ultima settimana, un po’ di curiosità e ovviamente la cronaca della partita e l’analisi dell’ennesima débâcle.

Oggi ci guarderemo indietro per l’ultima vota e da domani inizieremo a concentrarci sulla prossima sfida, una difficilissima trasferta a Foxborough contro i New England Patriots.

Ogni anno i Raiders sono convinti di aver voltato pagina, di aver ritrovato il sentiero perduto, e le dichiarazioni di allenatori e giocatori fanno illudere i fan più ingenui, o magari semplicemente meno induriti dalle batoste subite.

Oakland RaidersI SIlver and Black sono associati a degli slogan leggendari creati da Al Davis: “Commitment to Excellence”, “Pride and Poise”, “Just Win Baby”. Ma i Raiders facevano vedere sul campo che quegli slogan rappresentavano la realtà. Adesso sono solo parole vuote, sono un urlo controvento.

In questi anni tanti allenatori son passati per Oakland senza riuscire a costruire una squadra vincente, e non sono durati a lungo. Hanno provato a lanciare slogan che magari hanno acceso l’entusiasmo estivo dei tifosi, ma non hanno impressionato per niente le squadre avversarie. Dal “I’M IN” di Lane Kiffin nel 2007 (YOU’RE OUT, gli avrebbe gridato Al Davis appena un anno dopo mentre un proiettore mostrava alla stampa la lettera di licenziamento per giusta causa) al “ALL IN” di quest’anno, con un Dennis Allen che al tavolo da gioco sta perdendo ormai anche le mutande.

2014-07-23_Khalil_Mack_b

Ogni anno i tifosi si sentono ripetere che si intravede la luce all’uscita del tunnel, ma come recita il famoso adagio quella non era la luce del sole, era il faro del treno che ti sta venendo addosso. Lo so, è una battuta abusata, ma è veramente così che si sente chiunque abbia a cuore i colori nero-argento. I Texans hanno fatto come quel treno… hanno corso contro di noi…  ci hanno corso intorno ma soprattutto ci hanno corso sopra, ci hanno travolto e non siamo riusciti a fermarli neanche quando sapevamo bene cosa stavano per fare. Siamo regrediti.

L’anno scorso mancavano i pass rusher e Tarver doveva far blitzare CB e safety, ed è per questo che abbiamo speso tanti soldi in free agency con Tuck e Woodley e scelto Mack quinto assoluto nel Draft. Dopo due partite Oakland ha all’attivo solo 2 sack e pochissima pressione sul QB, tanto che Geno Smith ha concluso la partita della prima settimana con uno strabiliante 23 su 28 per 221 yard, 1 TD e un passer rating di 96.6 rovinato solo dall’intercetto di Charles Woodson e Ryan Fitzpatrick sforzandosi il minimo indispensabile ha fatto registrare un 14 su 19 per 139 yard e 2 TD, per un passer rating di 129.1.

Non fermiamo le corse: 212 le yard corse dai Jets, 188 quelle di Houston (di cui ben 151 guadagnate con corse centrali, secondo i dati forniti da ESPN Stats and Information). Non fermiamo gli avversari nei terzi down, quando conta davvero: 5 su 12 quelli convertiti nel corso della partita da New York (che però ha concluso il primo tempo con un ben più netto 5 su 7),  9 su 15 quelli convertiti dai Texans (6 su 9 nel primo tempo e addirittura 5 su 5 nel primo quarto).

Cambiano gli interpreti ma la musica è sempre la stessa, la solita “stop-stop-BOOM” defense che quando sembra aver trovato il modo di arginare gli avversari invece concede un big play.

In attacco non riusciamo a correre, tanto che il leader nella statistica delle yard guadagnate sul terreno è il QB Derek Carr con 57. McFadden ha anche quest’anno una media di 3.3 yard a portata e lo sfortunato MJD per ora è fermo ai box con 11 yard guadagnate in 9 corse.

Se aggiungiamo a questo i quattro costosissimi turnover dell’esordio casalingo, che hanno interrotto gli unici drive promettenti, allora il quadro è completo.

Dennis Allen e alcuni giocatori continuano a dirsi fiduciosi e assicurano che è presto e c’è tempo per riprendersi, ma il mio pensiero lo ha espresso alla perfezione Charles Woodson negli spogliatoi del Coliseum:

“The mistakes are correctable, but we said that last week,” Woodson said. “How long do we get to say mistakes are correctable before we get to a point where we realize they are not correctable? I don’t know. Are they correctable? Yeah. But when do they get corrected? That’s what we’re trying to figure out.”

(Gli errori si possono correggere, ma l’abbiamo detto anche la settimana scorsa. Per quanto continueremo a dire che gli errori si possono correggere prima di accorgerci che non lo si può fare? Non lo so. Si possono correggere? Certo. Ma quand’è che saranno corretti? E’ questo che stiamo cercando di capire)

Annunci

One thought on “Texans-Raiders – Un incubo senza fine

  1. Pingback: Rich Gannon si sfoga, poi si scusa. Marcel Reece e MJD rispondono | Raiders Italia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...