53-men roster, analisi e commenti

In totale, ben 95 uomini hanno corso e sudato in maglia nero-argento durante questa estate, a partire dal primo allenamento del training camp il 25 luglio fino all’ultima partita di preseason contro i Seattle Seahawks, inseguendo l’occasione di entrare a far parte della lista di giocatori che il 7 settembre scenderanno in campo contro i Jets al MetLife Stadium. Qualcuno si è perso per strada, per infortunio o per insufficiente preparazione, e altri si sono aggiunti in corsa. Il 26 agosto son diventati 75 ed ora ne restano 53.

La strada che da Napa, California porta a East Rutherford, New Jersey si è dimostrata lunga e accidentata e ancora manca qualche curva prima del traguardo.

E’ infatti possibile che qualcuno degli attuali 53 superstiti non vestirà i colori dei Raiders quando la palla sarà calciata per dare il via ufficialmente alla stagione 2014. In queste ore Reggie McKenzie, Dennis Allen e i loro collaboratori stanno sicuramente analizzando a fondo la lista dei giocatori tagliati dalle altre squadre, alla ricerca di rinforzi per le posizioni meno ricche di “profondità” (cioè dove gli attuali backup non offrono troppe garanzie nel caso i titolari dovessero infortunarsi).

ADDIO O ARRIVEDERCI?

Ecco la lista dei 22 giocatori tagliati dai Raiders, in attesa di vedere se qualcuno verrà inserito nella practice squad:

George Atkinson III (RB) – con Jones-Drew, McFadden e il promettente Latavius Murray davanti a lui, l’unica speranza per il figlio d’arte era vincere la corsa per il ruolo di kick returner. Così non è stato, anche per via di qualche difficoltà dimostrata nel tenersi stretta la palla, ed ora i Raiders devono sperare che non venga richiesto via waivers da nessuno, in modo da poterlo inserire nella practice squad per farlo maturare.

Denico Autry (DE) – il suo nome, a mia memoria, non è mai stato citato né in positivo, né in negativo durante tutto il training camp da nessun cronista che abbia seguito gli allenamenti. Decisamente difficile quindi giudicarlo, ma piuttosto facile prevedere il suo destino.

Chance Casey (CB) – arrivato l’anno scorso come undrafted free agent, aveva colpito in positivo ed aveva ricevuto molti consensi dai cronisti che seguono i Raiders. Pur non essendo sopravvissuto agli ultimi tagli, si era conquistato un posto nella practice squad  e verso la fine della stagione anche una promozione nell’active roster. Quest’anno la sperata definitiva esplosione non c’è stata, ed i progressi di Chekwa (di cui Dennis Allen continua a cantare le lodi), la inaspettata ottima preseason di TJ Carrie e il potenziale grezzo di Keith McGill lo hanno reso sacrificabile.

Jack Cornell (OL) – il barbuto uomo di linea l’anno scorso ha fatto avanti e indietro tra la practice squad e l’active roster ed ha messo il piede in campo solamente in una partita.

Jack Crawford (DE) – il ragazzone inglese sognava sicuramente di calcare, insieme al connazionale Menelik Watson, l’erba del Wembley Stadium il 28 settembre in occasione della sfida contro i Dolphins. Purtroppo per lui l’acquisizione dei nuovi titolari Tuck e Woodley, le buone prestazioni del rookie Shelby Harris e le qualità di run stopper di C.J. Wilson hanno lasciato poco spazio di manovra ad Allen e soci.

Carlos Fields (LB) – vista la situazione dei Raiders a livello di LB, sarebbe stato improbabile per l’undrafted rookie entrare nel 53-men roster, ma mi aspetto un suo inserimento nella practice squad con la possibilità di una promozione nell’active roster a stagione in corso.

Bojay Filimoeatu (LB) – vale per lui quanto scritto sopra per il college di reparto.

Spencer Hadley (LB) – camp body aggiunto in corsa per prendere il posto dell’infortunato Marshall McFadden.

Dan Kistler (T) – una montagna d’uomo arrivata dall’università del Montana e destinata probabilmente a finire nella practice squad.

Erle Ladson (T) – francamente so di lui dopo training camp e preseason tanto quanto ne sapevo quando i Raiders lo hanno preso come undrafted free agent da Delaware.

Greg Little (WR) – fa rabbia pensare che un talento del genere vada sprecato. Little, preso via waivers dopo essere stato tagliato dai Browns per la sua propensione ai drop, aveva iniziato bene il camp ma poi è stato superato da Denarius Moore e Brice Butler. E’ il nome d’effetto di questa lista, ma non è poi una così grande sorpresa che sia stato tagliato.

Ricky Lumpkin (DT) – nessuno spazio per lui vista la presenza di Antonio Smith, Pat Sims, Stacy McGee e Justin “Jelly” Ellis.

Lamar Mady (G) – troppo sepolto nella depth chart per sfuggire alla falce.

Jake Murphy (TE) – il rookie da Utah è arrivato ad Oakland dopo essere stato completamente ignorato nel Draft. Poteva essere l’occasione giusta per lui, visto le difficoltà della squadra nel trovare i giusti pezzi per coprire la posizione a causa degli infortuni di Ausberry e Kasa. Volando basso, non visto dai radar, ha dimostrato di avere potenziale come ricevitore e non mi stupirei di vederlo inserito nella practice squad, ma per i Raiders al momento Brian Leonhardt offriva maggiori garanzie come bloccatore.

Seth Roberts (WR) – l’undrafted rookie da West Alabama pare abbia preso qualunque pallone tirato nella sua direzione durante il training camp. Deve ancora migliorare, ma le mani sicure sono un ottimo biglietto da visita per il futuro. Sicuramente tra i 10 della practice squad se non verrà richiesto da altre squadre.

Ryan Robinson (DE) – l’anno scorso le sue prestazioni hanno convinto Allen e McKenzie a tagliare uno dei giocatori scelti nel Draft (David Bass); quest’anno però sono arrivati molti nuovi defensive end via free agency e tramite il Draft, tanto che nessun di quelli che erano in squadra l’anno scorso è stato confermato.

Brandian Ross (S) – titolare l’anno scorso per via dell’infortunio di Tyvon Branch ma decisamente mediocre come giocatore. I Raiders hanno deciso che Jonathan Dowling ha talento pur essendo ancora molto grezzo e probabilmente più adatto alla practice squad, e non hanno voluto rischiare di vederselo soffiare via waivers.

Jarrod Shaw (OL) – la linea d’attacco di quest’anno è solida e per di più costituita da giocatori versatili, bastano pochi backup e per ora i Raiders ne hanno tenuti nel roster forse anche troppi.

Scott Simonson (TE) – anche per lui, come per Murphy, era l’occasione della vita… non era pronto a coglierla.

Jeremy Stewart (RB) – l’anno scorso, visto che Latavius Murray è stato fuori tutta la stagione per infortunio, Stewart ha ricoperto il ruolo di terzo RB ma soprattutto è stato utilissimo nello special team. Quast’anno nel roster non c’era spazio per un altro giocatore che scendesse in campo solo con le squadre speciali, c’è già Taiwan Jones per quello.

Giorgio Tavecchio (K) – in Italia tifiamo tutti per lui, ma era del tutto improbabile che potesse trovare posto nel roster dei Raiders a meno che l’infortunio al quadricipite di Janikowski non fosse più grave di quanto inizialmente pensato. Nella partita contro i Seahawks ha comunque avuto l’occasione di mostrare le sue qualità, calciando kickoff potenti (3 touchback su 8 calci) e dimostrandosi perfetto sia negli extra point (5/5) che nei field goal (2/2, entrambi da 47 yards e calciati dalla zona terrosa dello stadio ibrido football/baseball in cui ancora son costretti a giocare i Raiders). Se qualche squadra avrà bisogno di un kicker durante la stagione, il nome di Tavecchio sarà sicuramente preso in considerazione.

Karl Williams (FB) – i Raiders hanno Marcel Reece e tengono in grande considerazione Jamize Olawale.

ANALISI

Nessuna grande sorpresa tra questi tagli. I nomi “illustri” sono Greg Little, Jeremy Stewart e Brandian Ross, ma pochi si saranno stupiti nel vederli sulla lista. L’unica cosa che mi ha veramente stupito è stato non vedere nell’elenco dei tagliati il nome di Tony Bergstrom, la prima scelta assoluta dell’era McKenzie che ha provato tutti i ruoli della linea d’attacco e non si è distinto in nessuno. Probabilmente i Raiders non sono ancora pronti a lasciarlo andare perché sarebbe la testimonianza del fatto che il Draft del 2012 è stato un fallimento, con l’eccezione del solo Miles Burris. Sarebbe come ammettere che McKenzie, cresciuto professionalmente a Green Bay con la giusta mentalità che le squadre si costruiscono principalmente in casa attraverso scelte oculate nel Draft, per ora non sta facendo bene il suo lavoro.

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One thought on “53-men roster, analisi e commenti

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