L’ora delle scelte difficili

Archiviata la preseason con la partita di ieri, in casa Raiders è giunto il momento di fare il punto della situazione. La prestazione della squadra nella vittoria contro i Seahawks ha portato entusiasmo tra i tifosi, ha fornito qualche risposta, ma soprattutto ha creato i presupposti per farsi qualche importante domanda. Si, perché se la preseason sul campo è finita, adesso nelle segrete stanze del quartier generale dei Raiders al numero 1220 di Harbor Bay Parkway si gioca la partita più importante dell’estate per la squadra californiana. L’head coach Dennis Allen e il General Manager Reggie McKenzie dovranno infatti analizzare attentamente la rosa e selezionare i migliori 53 giocatori in vista dell’inizio ufficiale del campionato.

CARRIERE AL BIVIO

Il sanguinario dio del football pretende infatti un ultimo sacrificio: entro le ore 16 (orario di New York) di sabato 30 agosto la falce mieterà 22 nuove vittime per ciascuna delle 32 squadre NFL. Alcuni giovani attendono già l’inevitabile, pronti a riconsegnare il playbook e ringraziare per l’occasione avuta; sono i cosiddetti camp bodies, quei giocatori portati in ritiro solo per dare il cambio ai veterani in modo che questi possano mantenersi freschi ed evitare infortuni. Altri aspettano con i crampi allo stomaco, ben sapendo di avere una chance di entrare nel 53-men roster e poter continuare il loro sogno. Alcuni tremano, perché sentono di non aver fatto abbastanza per guadagnarsi la fiducia degli allenatori. Altri ancora, quasi certi di non rischiare nulla, verranno completamente sopraffatti dallo stupore quando scopriranno di essere stati tagliati.

Ma sopravvivere ai tagli non dà garanzia di restare in squadra, così come essere tagliati non significa necessariamente la fine della carriera. Non appena i nomi delle “vittime” diverranno pubblici tutte le squadre inizieranno infatti a scorrere la lista nella speranza di accaparrarsi qualche giocatore che aumenti la qualità della propria rosa. I veterani tagliati saranno liberi sin da subito di negoziare un nuovo contratto con qualche altra squadra, mentre i giovani con meno di quattro anni di esperienza nella lega saranno soggetti a waiver, un sistema che stabilisce che la priorità di scelta su un giocatore viene assegnata in ordine inverso rispetto a quello della classifica dell’anno precedente, dando la possibilità alle squadre teoricamente più deboli di rinforzarsi e rendere più competitivo il campionato. Passato il mezzogiorno (ora di New York) del 31 agosto, tutti i giocatori non richiesti via waiver diventeranno liberi di negoziare con chiunque.

Un’ultima occasione per mantenere un posto di lavoro è l’accesso alla practice squad, che quest’anno è stata ampliata da otto a dieci giocatori. Senza entrare nel dettaglio di quali siano i requisiti per poter accedere alla squadra, è importante sottolineare che i dieci prescelti potranno allenarsi e partecipare a tutte le riunioni tecniche a cui partecipano i 53 compagni che compongono l’active roster, ma non potranno scendere in campo il giorno della partita. In qualunque momento questi giocatori potranno comunque essere promossi nel 53-men roster della propria squadra o essere contattati per entrare nel roster di uno degli altri 31 team.

 JUST WIN BABY

Mark Davis è stato chiaro durante la off season: questo è l’anno in cui si devono vedere netti miglioramenti, perchè dopo due stagioni consecutive concluse con solo 4 vittorie all’attivo la sua pazienza si sta esaurendo. Allen e McKenzie, sapendo bene che il loro posto di lavoro è appeso ad un filo sottilissimo, hanno sfruttato il budget record che avevano a disposizione per migliorare la qualità della squadra e mettere sotto contratto giocatori che potessero aiutare a vincere da subito. Sono arrivati diversi ottimi giocatori, quasi tutti però più o meno vecchiotti per lo standard NFL. Il futuro è adesso per la squadra di Oakland, e questo potrebbe essere un fattore decisivo nella scelta degli ultimi tagli, portando al sacrificio di qualche giovane di prospettiva a favore dell’usato sicuro, eventualmente anche proveniente da altre squadre.

LE SEDIE MUSICALI

Le ultime note della malinconica canzone d’addio stanno risuonando nell’aria, e quando la musica si fermerà non ci saranno abbastanza sedie per tutti. Lascerò il piacere di giocare ad indovinare i tagli ai cronisti che hanno assistito agli allenamenti durante il training camp ed hanno visto giorno per giorno l’atteggiamento e le prestazioni dei vari contendenti; mi limiterò qui a citare solo alcuni giocatori che rischiano di non avere un domani in nero-argento:

  • Greg Little riuscirà a convincere il coaching staff che il suo enorme potenziale come deep threat bilancia i suoi “occasionali” drop? Oppure la preseason eccezionale di Brice Butler e la partita stupenda di Denarius Moore contro Seattle renderanno l’ex dei Browns sacrificabile?
  • Il terzo TE si trova già nell’attuale 75-men roster o verrà pescato tra gli “scarti” delle altre squadre? In altre parole, Brian Leonhardt è pronto a fare il salto di qualità?
  • E’ la fine della corsa per Tony Bergstrom, il primo giocatore selezionato dal college (nel terzo round del draft del 2012) nell’era McKenzie?
  • Al DE/cameriere Shelby Harris, selezionato quest’anno nel settimo round nonostante stesse lavorando in un ristorante dopo essere stato cacciato dalla squadra di Illinois State, verrà data l’occasione di dimostrare il suo talento e consolidare così la fama di scopritori di gemme grezze di McKenzie e del suo staff, o farà la fine che l’anno scorso ha fatto David Bass (anch’esso scelto al settimo round, tagliato nella speranza di inserirlo nella practice squad ed invece inserito via waivers nell’active roster di Chicago)?

DEJA VU?

Chi sarà il QB titolare contro i Jets? I fan spingono per Carr, reduce da una partita quasi perfetta contro Seattle, o addirittura per l’eterno underdog McGloin, ma Dennis Allen continua a sostenere che quel posto è destinato a Matt Schaub che però ha saltato qualche allenamento e l’ultima partita di preseason per problemi al gomito, proprio come Matt Flynn lo scorso anno (sarebbe una coincidenza degna del peggior sequel). Allen senza dubbio propende per l’esperienza dell’ex dei Texans, confidando nel fatto che la disastrosa stagione scorsa sia solo una piccola macchia sul curriculum di un QB che è stato per anni tra i più affidabili della NFL. Pur non essendo un fan di Schaub ritengo che per quest’anno sarebbe meglio affidarsi al veterano e lasciare che il promettente Carr maturi con calma. Un dubbio però mi tormenta: Schaub avrà il carattere per reggere la pressione o imploderà ai primi fischi del pubblico (che senza dubbio partiranno al primo three-and-out)?

Quale sarà la coppia di ricevitori titolare e come si posizioneranno gli altri nella depth chart? Andre Holmes saprà regalare anche quest’anno le ricezioni che lo hanno reso un idolo della Black Hole la scorsa stagione?

Sapranno i giovani CB, che tanto potenziale hanno mostrato durante il training camp e la preseason, giocare sullo stesso livello dei migliori ricevitori della lega? E che ruolo avrà DJ Hayden quando e se tornerà dopo le prime sei settimane di regular season passate nella Reserve/Physically Unable to Perform list?

Per avere le risposte a queste domande non resta che attendere qualche settimana, o qualche giorno… o anche solo qualche ora.

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